regolamenti (denojantri). UN PASTICCIACCIO DEL BETTI

Ferdinando Betti

MONTALE — AGLIANA. Prima di tornare a fare nuove meritevoli precisazioni sul geniale articolo 8 del Regolamento e al ripristino apparente della falsa meritocrazia, ci dicono che, da Montale, il Sindaco Betti abbia interrotto le meritate ferie della Comandante Nanni e l’abbia sollecitata a rientrare subito in ufficio, considerata l’urgenza di velocizzare l’iter di approvazione del vergognoso regolamento denojantri.

Proviamo quindi a fornire ulteriori contributi e informazioni sulla metodologia applicata, partorita in modo così farraginoso e ingestibile, per far capire meglio ai lettori la serie di manovre subdole che, qualora approvate, saranno sicuramente oggetto di numerosi ricorsi giudiziari e oneri di conduzione del Servizio associato destinato a entrare in un tormento “istituzionalizzato”.

Abbiamo già spiegato nel nostro articolo dedicato che il numero di matricola – che individua la posizione del dipendente nella scala gerarchica e organizzativa del servizio – viene assegnato dal comandante in relazione al grado rivestito dal personale e, a parità di grado, dai livelli di differenziazione del grado, così come indicati nel D.P.G.R. 2.3.2009, n. 6/R, oltre che, i gradi, vengono assegnati con criteri collegati a l’anzianità di servizio.

Al comma 3 dell’articolo viene stabilito che a parità di differenziazione del grado, la matricola è assegnata a fronte della complessiva valutazione del dipendente sulla base dei seguenti criteri:

  1. Performance individuale giudizi di valutazione ricevuti nell’ultimo triennio;
  2. Titolo di studio posseduto oltre a quello previsto al momento dell’accesso alla categoria;
  3. Criteri che dovranno essere stabili dalla due giunte comunali.

La procedura si applica, al personale della Polizia Municipale che si trova inquadrato nella stessa categoria e nel medesimo grado.

Andiamo quindi ad analizzare nel dettaglio i tre punti:

  • si devono quindi sommare i punteggi ottenuti nelle schede di produttività (performance individuale) degli ultimi tre anni. Si puntualizza che le predette schede nulla hanno a che vedere con la gerarchia e la matricola di assegnazione. Il regolamento stabilisce che la matricola è assegnata dalla comandante che, con cadenza almeno triennale, provvede alla verifica, ed eventuale aggiornamento, della matricole assegnate. Quindi nei tre anni successivi se i voti/punteggi attribuiti con le schede di produttività sono inferiori o superiori rispetto al precedente triennio la gerarchia del personale subisce mutamenti (esempio: nei primi tre anni Rossi è gerarchicamente superiore a Bianchi ma nei successivi 3 anni il punteggio cambia a favore di Bianchi che in tal caso diventa gerarchicamente superiore a Rossi; se quest’ultimo ha conseguito un punteggio molto basso potrebbe anche andare a collocarsi negli ultimi posti della scala gerarchica). Immaginiamo la pioggia dei ricorsi giudiziali che, con questo sistema del riordino delle matricole, verranno presentati all’Amministrazioni in opposizione alle schede annuali di valutazione della produttività (performance individuale). Se tali ricorsi non saranno accolti, il dipendente potrà ricorrere al tentativo di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro e, in ultima istanza, al Giudice del lavoro.
La Corte dei Conti avrà nuovo lavoro dal Betti?

Ricorsi che noti a questi schermi, perché hanno riguardato anche gli agenti migrati Emiliano Campanelli e Daniele Neri (due agenti che secondo l’ex Comandante Nesti non avrebbero fatto abbastanza multe, ma che oggi se la ridono…).

Ricorsi che sono diventati debiti fuori bilancio per il Comune di Agliana perché il Giudice del Lavoro ha dato ragione agli agenti e non al destituito ex ottimo Comandante Nesti, proseguendo negli esposti alla Procura della Corte dei Conti.

E in attesa delle definizione dei ricorsi a chi si attribuisce la matricola sub iudice determinata dalla Nanni? Ci sembra di essere al circo Orfei.

Applicando questi criteri si andranno a costituire delle posizioni gerarchiche “danzanti” che subiranno variazione ogni tre anni. Non esiste un metodo così incoerente e approssimativo in nessun ufficio dello Stato, Regione, Enti Locali, Forze di Polizia, Esercito o Vigili del Fuoco.

Andrea Nesti, l’ottimo Comandante di Fragai

La gerarchia è una cosa seria e non può essere trasformata in un giochino per la sistemazione dei furbetti – non del quartierino, ma dei Comuni associati – di turno calpestando la dignità dell’intero corpo di Polizia Municipale, sistemando gli amici di partito.

  • Il titolo di studio posseduto, oltre a quello previsto al momento dell’accesso alla categoria, non ha niente a che vedere con i criteri di precedenza/preferenza perché è già stato valutato in sede di concorso pubblico o nelle selezioni concorsuali.
  • Non è la prima volta che tanti laureati si sono posizionati, nella graduatoria di merito, molto indietro rispetto ai diplomati.
  • Poniamo il caso di un dipendente con diploma vincitore di concorso (è stato senza dubbio il più bravo) e di un laureato che si è collocato a metà della graduatoria: entrando entrambi in servizio lo stesso giorno, applicando i finti criteri di meritocrazia partoriti dal Fragai, dall’incoerente Nanni (tale appare, nel Regolamento consegnato ai Commissari) e dall’incompetente Betti; si deve assegnare la matricola prima al laureato che è collocato a meta della graduatoria (e che non è risultato il migliore) e successivamente al diplomato (che è invece il vincitore del concorso e quindi il più meritevole).

È questa la meritocrazia, la correttezza e la trasparenza con la quale, i promotori si risciacquano la bocca cercando di far credere agli altri che i somari volano? L’anzianità è portatrice di esperienza e di professionalità e ne l’ambito delle numerose e complicate materie di competenza istituzionale della Polizia Municipale è sicuramente un biglietto da visita di primaria importanza.

  •  Che dire poi del seguente capitolo: le giunte comunali, con proprio atto stabiliranno, in modo uniforme, la declinazione dei punteggi da attribuire e le relative metodologie di valutazioni. È chiaramente una ulteriore prova di volontà manipolatrice, lasciata discrezionalmente al Comandante: perché la pesatura dei parametri non li avete definiti nel regolamento dei punteggi? Ecco di nuovo partoriti criteri ad hoc per gli amici di turno che se non tornano, si cambiano e anche in corsa? What else?
Rino Fragai

Tali criteri, sono viziati e illogici, facendo arrossire di vergogna anche la meritocrazia. È assurdo che per decidere un criterio di precedenza si debba imbastire un procedimento così complesso con un aggravio del procedimento che non ha alcuna razionale logica di efficacia ed efficienza, che contrasta con i principi della legge 241/1990 e che farebbe sobbalzare anche i Magistrati della Corte dei Conti per il dispendio di energie e per le conseguenze che ne possono scaturire in caso di ricorsi.

Il colmo dei colmi è che il voto di merito nelle schede della produttività di cui al punto 1) lo deve dare la stessa comandante Nanni che ha dimostrato di non conoscere nemmeno le più comuni norme che regolano le funzioni della Polizia Municipale redigendo un documento viziato e arrogante, incostituzionale e illegittimo; un regolamento “creativo” per la presenza di figure che non esistono per legge, pieno di errori macroscopici e comunque antisindacale.

Il comandante Paola Nanni

Una funzionaria che ha lavorato in ombra con terzi scrivani (de loro) che non ha dato copia del nuovo Regolamento al proprio personale, né indetto una riunione, cambiando arbitrariamente le regole e giocandosi clamorosamente la fiducia dei collaboratori: quella cosa che una volta rotta non si recupera.

Quale giudizio spetta alla Nanni che è munita di una laurea in discipline sportive e master, qualora chiamata a utilizzare i tanto fantasiosi criteri di meritocrazia?

Quale risultato darebbe sulla base del documento prodotto e del suo comportamento organizzativo?

Al Sindaco Betti, che a fine anno dovrà provvedere all’erogazione annuale della retribuzione di risultato alla comandante Nanni, gli chiederemo copia del provvedimento per verificare se si sarà attenuto alla meritocrazia che ha sempre detto di voler applicare: quella vera però, fondata sulla preparazione e la professionalità e non su criteri calibrati su misura per favorire gli amici del partito e del sindacato.

Le Rsu di Montale, dicono che “nulla osta”.

L’Assessore Fragai, la Comandante Nanni e il Sindaco Betti, dovrebbero spiegarci le concrete motivazioni che li hanno impegnati a inventare questa artificiosa macchinazione.

Questo modo di operare è di una gravità inaudita e può comportare responsabilità non solo da parte vostra, ma anche da parte dei componenti del Consiglio Comunale che saranno chiamati a votare il provvedimento.

Siamo in attesa di conoscere i contenuti dei pareri di regolarità amministrativa e tecnica che la segretaria D’Amico e i Funzionari sono tenuti ad esprimere.

Oramai tutti hanno capito che ci troviamo in presenza di fatti rilevanti evidentemente elaborati con coscienza e volontà (elementi che ricordiamo, nel diritto penale, connotano il dolo) e se qualcuno invia un esposto alla Procura della Repubblica e al nuovo Prefetto gli sviluppi che ne possono derivare potrebbero essere sorprendenti.

Amalia Barbara Vuono, membro Rsu dimessasi il 18 ottobre

I membri della commissione 1 provino a individuare il personale del Servizio Associato della Pm che è inquadrato nella stessa categoria (sia C che D), nel medesimo grado e con la stessa anzianità di servizio.

Applicategli i criteri partoriti dal manovratore Fragai, dalla incoerente Nanni e dall’incompetente Sindaco Betti: capirete al volo che non si tratta di ricercare la meritocrazia ma che, i veri motivi per i quali si vogliono modificare quelli attuali (ormai decennali) sono ben altri.

Al termine del percorso sarà abbastanza facile andare a individuare in anticipo il nome e cognome degli appartenenti al comando che il simpatico terzetto, grazie ai criteri confezionati ad hoc, sarà in grado di poter collocare nella posizione a loro gradita.

Sul treno, sale poi anche l’agente Amalia Barbara Vuono (ex Rsu, lista Cgil, in palese conflitto di interesse) che non ha dato il regolamento ai colleghi (come avrebbe dovuto fare).

Da Pistoia ci fanno sapere che l’ha fatto “sbirciare” a qualcuno stretto tra le sue mani e così, grazie alla laurea breve in materie giuridiche conseguita in quel delle Marche, lasciava al palo tutti i suoi colleghi agenti di Pm diplomati, estranei alla cordata Caramelli, Nesti, Nanni, Fragai.

Sorpresa dalla competenza dimostrata della Vuono: aveva in mano la luna e si è limitata a vedere il dito (gli articoli antisindacali e incostituzionali non li ha visti?).

Nelle osservazioni formulate a nome (ufficioso) della Rsu Agliana, si configura una situazione critica anche della Ornella Pellegrineschi, altra responsabile di cui ci attenderemo dignitose dimissioni.

È questa la meritocrazia con la quale vi sciacquate la bocca o è la scusa per cercare di coprire e non far vedere ai commissari il vero obiettivo che si sta cercando di raggiungere che è quello favorire, con l’aiuto di qualche sindacato sempre più silente e di alcuni infedeli rappresentanti dei lavoratori dei due comuni (Rsu) che si sono resi complici in favore degli amici di partito.

E a Montale che ci dice la Rsu: i rappresentanti dovrebbero immediatamente seguite l’esempio di qualcuno e dimettersi perché non aver adempiuto degnamente alla tutela dei lavoratori che li hanno eletti.

Stiamo lavorando sul altre indiscrezioni uozzappate questa notte che pubblicheremo prossimamente per la più corretta trattazione.

[Alessandro Romiti]

Lascia un commento