
PISTOIA. L’imam-parroco Massimo Biancalani, chiamato anche don prezzemolo per la sua smania di apparire sempre, dovunque e comunque, non richiesto, interviene nella querelle fra il parroco di Tobbiana e Fognano, don Cristoforo Dabrowski, e i suoi parrocchiani ai quali ha voluto, attraverso un volantino, ricordare, in attesa della Pasqua, i comportamenti che la Chiesa Cattolica considera reprensibili.
Tutto qui e niente oltre, giacché questo parroco era solito, anche nella sua precedente parrocchia, richiamare l’attenzione dei suoi parrocchiani ai dettami delle regole della Chiesa Cattolica.
Se non ci stupisce la presa di posizione di una “sellina (?)”, certa Barbara Innocenti, essendo lei e il suo partito (quale?) alla canna del gas e neppure più in grado di andare ad aiutare in cucina durante le ex feste dell’Unità per mancanza di mano d’opera, neppure ci stupiscono le prese di posizione pro o contro dei parrocchiani di don Cristoforo che hanno ritenuto di dover esplicitare attraverso commenti e foto su un quotidiano locale.
Siamo oramai abituati alla Religione Cattolica “fai da te” e alle interpretazioni, non più teologiche, ma estemporanee e adatte all’uso che, con l’attuale Papa, si stanno moltiplicando sempre più.
D’altronde San Vincenzo di Lerins ebbe a dire che “alcuni Papi vengono donati da Dio, altri vengono solamente tollerati da Lui, e altri vengono inflitti alla Chiesa come castigo” e se la Chiesa “anche infligge” certi Papi, figuriamoci certi sacerdoti!
Vorremmo ricordare anche che don Cristoforo celebrava in San Pantaleo anche la Messa in rito romano, cioè secondo il rito tradizionale, cioè in latino che, lo ricordiamo a don Prezzemolo, è la lingua ufficiale della chiesa Cattolica Romana.
Che don Biancalani sia un po’ invidioso di non poter celebrare in latino perché neppure sa cosa sia? Che don Biancalani, in virtù di questo deficit, sia un po’ dispiaciuto di non poter stare alla pari con un confratello che, evidentemente, ha fatto studi più impegnativi dei suoi?

Non è di questo parroco-imam, però, con il quale non vogliamo perdere tempo, di cui vorremmo parlare. La domanda che ciascun credente si pone in questo momento e che anche i laici dovrebbero porsi è: dove sta andando la Chiesa Cattolica che, specialmente in Europa, ha rappresentato il collante secolare (anche con le armi in mano) di popoli e nazioni?
E cosa si interessano i laici ed i non credenti per un problema che non li riguarda?
Dice molto semplicemente la Signora Maria: “Ha fatto bene (don Cristoforo) a preparare i fedeli. La Pasqua è un momento importante per i cattolici e arrivare consapevoli è fondamentale”.
Nella semplicità di queste espressioni sta anche la consapevolezza del limite e della caducità, al pari delle personali mancanze che possono trovare ristoro, per i credenti, nella consapevolezza delle loro colpe e dei loro errori.
Su una cosa, forse, don Cristoforo potrebbe riflettere allorché invita a non votare partiti in contrasto con i valori della Chiesa: è forse un invito al disimpegno politico, insomma voce dal sen fuggita?
Molto più probabilmente, azzardiamo noi, don Cristoforo invitava a dare il proprio voto a persone che rispecchiano valori compatibili con la fede cattolica.
Il marxismo, il materialismo e il razionalismo etico sono estranei alla Religione Cattolica e chi intende rappresentare e se ne vanta, questi disvalori, ha il diritto di farlo ma non di andare a “scassare” in casa altrui.
Con buona pace dell’imam-parroco don Prezzemolo-Biancalani che osa addirittura affermare che “il volantino non è dentro la linea pastorale di monsignor Tardelli” (il Vescovo di Pistoia).
Glielo ha comunicato lo stesso Vescovo?
Forse l’esponente di sinistra unita per Montale di cui sopra ha trovato un poco di mano d’opera per le sue feste dell’Unità.
[Felice De Matteis]





















![ridicoli. [EU]GENIO GIANI VUOLE MANTENERE L’INCENERITORE: MA NON ERA UNA “MACCHINA VECCHIA, LETALE E DA CAMBIARE”? ridicoli. [EU]GENIO GIANI VUOLE MANTENERE L’INCENERITORE: MA NON ERA UNA “MACCHINA VECCHIA, LETALE E DA CAMBIARE”?](https://www.linealibera.online/wp-content/uploads/2026/09/giani-230x184.jpg)





Come si permette poi di parlare a nome del vescovo e del Papa nel dare un giudizio negativo su. Un suo confratello? E il vesco sta zitto? Si fa rappresentare da lui?
Come si permette poi di parlare a nome del vescovo e del Papa nel dare un giudizio negativo su. un suo confratello? E il vescovo sta zitto? Si fa rappresentare da lui?
Buon giorno Felice e complimenti per questo felicissimo pezzo. Sono molto d’accordo pur non frequentando le chiese e mi pare che il parroco Biancalani meglio avrebbe fatto tacendo. avrebbe mostrato rispetto, lui che del rispetto di tutto e tutti fa una bandiera, verso un opinione, un interpretazione del magistero ecclesiastico, che non è la sua ma che ugualmente ha tutto il diritto di esprimersi. Stia zitto e pensi ai suoi parrocchiani e lasci gli altri liberi di lavorare ed essere giudicati dai propri.
Massimo Scalas
PS. ma ce lo può spiegare Don Biancalani in cosa consiste un percorso apposito per i credenti omosessuali? Sono curioso, visto che ho sempre pensato che gli esseri umani sono tutti uguali di fronte a Dio.