pro vita & famiglia. DALLA PARTE DELLE DONNE CI STA CHI DIFENDE LA VITA

Il gruppo Pro Vita & Famiglia Pistoia risponde al coordinamenti donne Cgil e Sp Cgil Pistoia e alla conferenza delle donne Democratiche di Pistoia

Manifesti pillola aborto

PISTOIA. Il Coordinamento Donne Cgil e Spi CgilI Pistoia e la Conferenza delle Donne Democratiche di Pistoia lamentano “l’infondato terrorismo diffuso” dai manifesti che mettono in guardia contro la pericolosità della pillola RU-486, invocando la loro rimozione. Evidentemente la repressione del dissenso e delle opinioni contrarie, in certi ambienti, è proprio imprescindibile. I manifesti erano stati diffusi in risposta alla campagna dell’UAAR in tutta la Toscana, che rivendicava ancora una volta il “diritto di scelta” della donna difendendo come “conquista” l’aborto farmacologico.

Ma perché, ci chiediamo, tanto bisogno di pubblicizzare questa pillola? Forse perché un medico, con l’aborto chirurgico, deve smembrare o eliminare un bimbo nel grembo della madre. Allora è facile comprendere come siamo arrivati a questo: molto meglio delegare il tutto a una pillola e lavarsi la coscienza con una semplice prescrizione.

Chi promuove la RU-486 non fa allora altro che scaricare la donna, lasciandola sola, nella situazione precedente alla legge 194, in un ambiente non presidiato da personale sanitario.

Manifesti Uaar

Molti episodi testimoniano della pericolosità della pillola (recentemente un’attivista argentina pro-choice è morta in seguito all’assunzione di misoprostol) e dei drammi di donne che hanno vissuto un incubo che le segnerà tutta la vita, come nel caso di Natasha, una donna che ha deciso di avvalersi della pillola RU-486 e ancora ne soffre le conseguenze (“Cominciai ad avere contrazioni lancinanti e poi vomitai. Stavo malissimo”…. “Nel pomeriggio andai in bagno e lì avvenne l’espulsione. Lo presi, presi l’embrione, quello che sarebbe diventato mio figlio, e lo buttai con le mie mani nel wc. Poi continuai ad avere emorragie per altri 20 giorni. Non lo auguro neanche ad un animale!”).

Sembra perciò che il manifesto dell’UAAR, posto anch’esso vicino alle scuole, si sia dimenticato di rilevare molti aspetti della RU-486, definita non a caso “pesticida umano” dal genetista Jerome Lejeune.

Da parte nostra auguriamo di cuore a tutte le donne di rivendicare solo un diritto: quello di portare a termine la gravidanza e crescere il proprio figlio. Un paese civile dovrebbe supportare il diritto di scelta per la vita e lavorare per far sì che si possa nascere e crescere, contribuendo alla sviluppo e alla crescita di una nazione in declino come la nostra. Questo non avviene purtroppo specialmente in Toscana, regione invece all’avanguardia nel distribuire la RU-486 al di fuori degli ospedali, in ambulatori specializzati.

Auspichiamo che le istituzioni pistoiesi non si facciano intimidire da queste polemiche come è avvenuto in altre città dove i cartelloni sono stati rimossi, e che diano voce anche a chi vuole sensibilizzare e informare, perché finalmente anche su questi argomenti si stia veramente #dallapartedelledonne.

ProVita & Famiglia Pistoia