
PISTOIA. Vincere costi quello che costi o giocare bene, sempre e comunque (e nessun dramma se i risultati non arrivano)? Certo, Monsieur De Lapalisse e Massimo Catalano di “Quelli della notte” avrebbero sentenziato è meglio giocare bene e vincere che giocare bene e perdere o giocare male e perdere (sul giocare male e vincere qualcuno potrebbe dissentire).
Ci sono in ballo scuole di pensiero e filosofia, Arrigo Sacchi, l’allenatore del Milan da leggenda, ne farebbe – a ragione – un problema di cultura sportiva (e visto che siamo in Italia, di mancanza di cultura sportiva).
Se si partisse dal presupposto che giocare bene aiuterebbe a vincere, nessuno nutrirebbe dubbi: e invece, proprio perché siamo nel Belpaese e ci hanno insegnato (o sono doti innate?) a speculare, in tutti i settori, ecco che qualcuno obietta vincere costi quello che costi, anche, scusate il gioco di parole, a costo di “rubacchiare”, appunto.
Di questi tempi, alla Pistoiese se lo stanno chiedendo. Erano anni che non vedevamo giocare così bene (guai a chi toccherà Remondina!) e pure i risultati non arrivano. Domini gli avversari, grazie a manovre scintillanti, sin troppo belle per la categoria, e al primo errore sei castigato.
Sin qui si è data colpa allo sbaglio del singolo, d’ora in poi bisognerà riflettere se al contrario non è tutta la fase difensiva a peccare, a differenza di quella offensiva davvero ammirevole. Traducendo: dalla cintola in su siamo belli, bellissimi, dalla cintola in giù (le signore non leggano, please) bruttini bruttini.

Come si può rimediare? Attraverso il lavoro settimanale e un mercato mirato nella prossima sessione invernale, a gennaio. È chiaro che non tutti, al momento, godono della stessa condizione psico-atletica. Ci sono calciatori in forma, altri al 60%, alcuni dei titolari neppure al 50%.
I critici di Remondina asseriscono: considera soltanto 13, 14 elementi, non di più, forse addirittura meno. Non lo crediamo, assolutamente: perché un tecnico, se è intelligente come lo è il nostro, non è autolesionista, non si fa del male da solo.
Forza e coraggio, amanti dell’arancione. Come ogni anno, ci sarà da soffrire. La piccola scalcinata Pistoiese è così, se vi pare: la storia, la sua storia, a tutti i livelli, societari tecnici e via discorrendo, parla chiaro.
Uniti si vince. Con l’equilibrio e la serenità, pure. E allora, calma e gesso. Se così faremo, a Natale saremo in ben altra posizione di classifica. Garantiamo. Ci credete, no?
[Gianluca Barni]





















![ridicoli. [EU]GENIO GIANI VUOLE MANTENERE L’INCENERITORE: MA NON ERA UNA “MACCHINA VECCHIA, LETALE E DA CAMBIARE”? ridicoli. [EU]GENIO GIANI VUOLE MANTENERE L’INCENERITORE: MA NON ERA UNA “MACCHINA VECCHIA, LETALE E DA CAMBIARE”?](https://www.linealibera.online/wp-content/uploads/2026/09/giani-230x184.jpg)




