Il collettivo di fabbrica-lavoratori Gkn di Firenze interviene a proposito delle prescrizioni e al divieto per i lavoratori Texprint di manifestare questo pomeriggio in piazza del Comune.

PRATO. [a.b.] “Apprendiamo ora del divieto a manifestare stasera in piazza del Comune a Prato ai lavoratori Texprint. Questo divieto arriva nel giorno della Liberazione di Prato. La disparità di trattamento tra noi e questa vertenza ci risulta semplicemente intollerabile. Gkn stasera ci sarà”.
Il collettivo di Fabbrica-Lavoratori Gkn Firenze è intervenuto sulle prescrizioni della Questura all’utilizzo questo pomeriggio di piazza del Comune per la manifestazione indetta dal sindacato Si Cobas di Prato e Firenze a sostegno dei lavoratori della Texprint..
“La vertenza Gkn non è mai stata e mai sarà corporativa o particolaristica. Non è che siamo mossi da chissà quale spirito nobile. Il nostro è un riflesso molto più banale e primordiale: se ci toccate la famiglia, noi reagiamo. Solo che la nostra famiglia – continua il collettivo di fabbrica Gkn — non sono solo parenti, partner o figli.
La nostra famiglia sono i colleghi, i volontari dell’Anpas, le lavoratrici e i lavoratori dei Gigli, i vigili del fuoco ecc. Sono tutti coloro che sono passati a darci solidarietà o che semplicemente vivono la nostra stessa condizione. La nostra comunità è la nostra famiglia. La nostra famiglia sono i ragazzi di Texprint”.
“Più che altro – scrive su facebook Letizia Verdi — tutto questo mette in cattiva luce le Istituzioni Pratesi. Allora è vero sono solo discorsi, aiutare, integrare, fare sicurezza, aiutare il prossimo…è tutta propaganda per fare Politica e prendere voti… Io credo che fa paura tutto questo, le persone sono stanche. Stanche degli abusi su poveri cittadini, che chiedono di lavorare onestamente, stanchi dei non controlli nelle fabbriche, questo chiudere gli occhi o annebbiare i fatti degli ultimi mesi non funziona più…
L’estate ha portato vita, gioia, ma settembre è arrivato, le persone vedono, sentono, vivono le situazioni. Prato è una città moderna, industriale, famosa per la gente, si la gente, i Pratesi, grandi lavoratori. Ci siamo dimenticati il nostri passato? I nostri nonni? Il lavoro, un diritto scritto sulla Costituzione.
Negare di manifestare nel giorno della liberazione di Prato, per paura di assembramenti?
Istituzioni, allora chiudetelo il centro, non fate concerti, perché il centro di ogni città, supermercato, mercato, etc etc etc è sempre tutto assembramento… Perché dire una bugia simile? Perché? Che paura fanno queste persone? Perdere il lavoro, o non lavorare con i diritti, equivale a creare una società malata, e lo Stato è complice con il Suo Silenzio”.
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