
PISTOIA. Ha fatto tappa a Pistoia, al circolo Mcl di San Biagio, ieri pomeriggio 18 aprile, il candidato presidente della Lega Nord Claudio Borghi. In una breve conversazione abbiamo provato a incalzare su temi generali il giovane e mediatico professore di Economia degli intermediari finanziari e delle aziende di credito, che si è dimesso dagli incarichi accademici per svolgere il ruolo di responsabile economica della Lega Nord.
Borghi divulga dal suo blog, seguito e apprezzato, le proprie analisi sulla crisi economica che sta portando il Paese al capolinea, proponendo la sovranità monetaria, previa uscita dall’euro, come soluzione.
La breve intervista, a dir la verità, non ha centrato, diversamente da come era stata impostata, i punti fondamentali che fanno da corollario alla questione economica attuale, in cui la crisi è talmente grave che una rivoluzione delle priorità nella destinazione della spesa pubblica è solamente il minimo edittale. La crisi occupazionale e il fatto che la parte produttiva del Paese non riesce più a sostenere la parte improduttiva dovrebbero costringere il governo, qualunque governo, ad attuare misure d’emergenza. Non così con l’intelligenza sopraffina del Bomba.
Claudio Borghi ha però fatto chiarezza su due circostanze: in primo luogo la ripubblicizzazione del servizio idrico, negata dalla politica. «Dovrebbe essere sorretta dalla fiscalità generale, costituisce un servizio pubblico essenziale». Con le attuali gestioni «si accumulano tasse occulte» se non veri e propri disservizi. E i toscani se ne sono accorti per lo meno guardando, domenica scorsa, La Gabbia, la trasmissione di Paragone su La7, che ha mostrato il record, ovviamene negativo, del servizio idrico pistoiese e di tutto il territorio servito da Publiacqua.

Uno scandalo nazionale: le tariffe più alte d’Italia con l’aggravante dei mancati investimenti, dei profitti stratosferici e delle spese pazze. Un’azienda fuori controllo, come riscontrato giustamente dal consigliere comunale Alessio Bartolomei, di cui la responsabilità è ovviamente tutta o quasi del Pd, a partire dall’ebetino fino a tutti gli amministratori e militanti democratici. Intervistata sul record tariffario di malapolitica e mala amministrazione, l’assessore alle partecipate Daniela Belliti ha letteralmente ed eloquentemente detto: “Non m’interessa rispondere a questa domanda”.
In secondo luogo il candidato Presidente della Regione Toscana ha mandato un chiaro messaggio sul Ttip, bocciandolo per la sua pericolosità, il partenariato di scambio commerciale su cui, a livello europeo, vengono condotte delle trattative segrete nella rumorosa protesta dell’opinione pubblica, ad eccezione di quella italiana. Proprio ieri si è svolta la giornata mondiale contro il Ttip. Linee Future scrisse, ai parlamentari pistoiesi Bini e Fanucci per sentire la posizione della politica locale sul tema, senza averne risposta.

Claudio Borghi ha poi segnalato l’esigenza del recupero della sovranità alimentare, della sovranità delle sementi, che significa creare sviluppo per i piccoli agricoltori, cura del territorio e occupazione, non lo sfruttamento attualmente diffuso nell’ortofrutta e noto con molti episodi di cronaca, uscendo dal «paradosso per cui esportiamo eccellenze alimentari ma importiamo cibo scadente da fuori che a noi costa meno».
Avremmo apprezzato un parere netto sulla politica dello spreco, quella messa a nudo con le intercettazioni del sistema Incalza, quella che si fonda sull’elusione dell’analisi costi-benefici nelle opere pubbliche. Quella, in definitiva, per cui la spesa pubblica serve per comprare il consenso finanziando opere inutili se non dannose (la Orte-Mestre e la Tav in Valsusa sono le più note tra quelle sulla carta): la BreBeMi, che Borghi conosce bene, è il tipico esempio di opera pubblica che, pagata con soldi pubblici, in quanto garantita da Cassa Depositi e Prestiti, non solo non ripaga il debito con le banche ma neanche il costo di gestione.
Insomma, opere che non reggono alla prova del mercato e dell’economia reale ma che portano voti: non a caso il Panariello minor, con lo Sblocca Italia, ha spostato tante risorse in simili infrastrutture, tagliando ovviamente su rischio idrogeologico, fognature e mobilità pubblica.
Non bastano, infatti, solo 80 €, per comprare la maggioranza degli elettori…










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