La capogruppo del Partito Democratico Simona Asper interviene dopo il dibattito sull’ordine del giorno relativo agli episodi di violenza avvenuti durante la manifestazione di Milano. “Abbiamo proposto un emendamento per favorire una sintesi condivisa, ma dall’opposizione è arrivato soltanto un no”
MONTEMURLO. Dopo quanto accaduto mercoledì sera in Consiglio comunale e dopo i post e gli articoli che puntualmente seguono questi eventi, ritengo sia arrivato il momento di fare chiarezza e condividere qualche riflessione.
Come in ogni istituzione, anche in Comune esistono regolamenti, in vigore da decenni e mai messi in discussione dalle precedenti opposizioni. Regole che ogni consigliere conosce fin dall’inizio della legislatura.
Mercoledì sera, di fronte a una mozione presentata dal centrodestra sugli episodi di violenza avvenuti durante la manifestazione del 17 e 18 ottobre a Milano, abbiamo proposto un emendamento che non ne metteva in discussione le finalità, ma affiancava alla condanna della violenza la richiesta di ascoltare le ragioni che portano tante persone a manifestare in tutta Italia.
Perché crediamo che ascolto e confronto siano fondamentali per una democrazia e che la violenza di pochi non possa diventare un motivo per limitare il diritto di manifestare pacificamente di tanti.
Di fronte a questa apertura, però, si è alzato un muro. Nessun confronto sui contenuti, ma soltanto polemiche sulle regole che consentono di modificare un atto.
Per noi la democrazia significa confrontarsi, migliorare le proposte e cercare mediazioni, anche partendo da posizioni diverse. È quello che abbiamo cercato di fare, senza rinunciare alle nostre idee, ma con la volontà di trovare una sintesi.
Fare opposizione non significa dire sempre no, così come amministrare non significa imporre le proprie posizioni. Il merito delle questioni dovrebbe venire prima della polemica politica.
E vorrei ricordare al consigliere Antonio Matteo Meoni anche un altro aspetto: le delibere che portiamo in Consiglio comunale sono il frutto del nostro lavoro e traducono in atti concreti il programma di governo con cui ci siamo presentati ai cittadini.
Decisioni che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei montemurlesi, spesso più di tante mozioni e ordini del giorno di carattere nazionale.
La domanda, allora, è semplice: la democrazia è cercare un punto d’incontro, pur nelle differenze, oppure dire sempre e comunque di no?
Simona Asper
Capogruppo del Partito Democratico
Consiglio comunale di Montemurlo


























