montale. POLIGONO DEL GIAPPONE A FOGNANO, PAPERETTI ATTACCA LA GIUNTA: «RISPOSTE EVASIVE E NESSUNA SOLUZIONE CONCRETA»

Il consigliere di Noi per Montale critica la risposta dell’assessore Guazzini all’interpellanza sul torrente Agna e via Volta. Nel mirino la gestione della specie invasiva, il taglio del 5 agosto, la manutenzione dell’alveo e l’assenza di un piano strutturato: «Dopo dodici anni di governo i cittadini meritano interventi efficaci, non rinvii e promesse generiche»

Il Poligono il 5 agosto dopo il taglio della vegetazione

MONTALE. Dieci punti di quesiti, una risposta generica e nessuna prospettiva concreta di risoluzione. È questo, in sostanza, il risultato dell’interpellanza presentata al Consiglio comunale dell’8 ottobre 2026 dal consigliere Michael Paperetti (Noi per Montale) sulla diffusione del poligono del Giappone lungo il torrente Agna, nella frazione di Fognano, con particolare riferimento all’area compresa tra via Antonio Gramsci e via Alessandro Volta.

Un atto circostanziato, fondato su sopralluoghi, documentazioni fotografiche, segnalazioni dei residenti e precise richieste di chiarimento. Un’interpellanza che non si limitava a denunciare una criticità, ma domandava all’Amministrazione di riferire sugli interventi effettuati, sulle responsabilità operative, sulle modalità di gestione dei residui vegetali, sui pareri tecnici acquisiti e sulle misure concrete che si intendono adottare per impedire che il problema continui a ripresentarsi.

Precisiamo che il poligono del Giappone è una specie invasiva caratterizzata da una forte capacità di propagazione attraverso i rizomi e anche attraverso frammenti vegetali. Proprio per questo, il materiale vegetale derivante dal taglio deve essere gestito con particolare attenzione, perché la sua dispersione può contribuire alla diffusione della pianta. Le valutazioni tecniche europee sulla specie evidenziano inoltre gli impatti negativi sulla biodiversità e sugli ecosistemi e la particolare difficoltà del suo controllo una volta che si è insediata.

La risposta dell’assessore? In estrema sintesi: il Comune segnala la questione al Consorzio di Bonifica, competente per la gestione del corso d’acqua, il quale afferma di adottare tecniche per contenere la proliferazione della pianta, fra cui tagli più frequenti e pulizia dei mezzi impiegati.

“Ma – sottolinea il consigliere Paperetti – un’Amministrazione comunale non può ritenere esaurito il proprio dovere istituzionale limitandosi a dichiarare di aver inoltrato una segnalazione. Segnalare non significa risolvere. Trasmettere una comunicazione non equivale a verificare che sia seguita da un intervento adeguato. E soprattutto, rinviare genericamente a un altro ente non esonera dal dovere di informare i cittadini, seguire l’evoluzione della problematica e pretendere risposte puntuali da chi è competente a intervenire”.

È precisamente questo il nodo politico della vicenda: di fronte a un problema segnalato da tempo, il Comune è in grado di riferire quali azioni concrete siano state intraprese e quali risultati abbiano prodotto, oppure si limita a prendere atto delle segnalazioni e a trasferirle altrove?

“La risposta resa in Consiglio – continua il consigliere di opposizione – non chiarisce quali sopralluoghi siano stati effettuati, quali criticità siano state accertate, quali indicazioni operative siano state impartite, quali procedure siano state adottate per lo smaltimento dei residui e quali tempi siano previsti per una soluzione. Non viene neppure illustrato un programma organico di contenimento e monitoraggio della specie. Eppure, queste erano precisamente le questioni sottoposte all’attenzione dell’assessore”.

IL TAGLIO DEL 5 AGOSTO: UNA QUESTIONE CHE RICHIEDE CHIARIMENTI TECNICI, NON SILENZI

“Nell’interpellanza ho richiamato espressamente quanto osservato in occasione dell’intervento di sfalcio del 5 agosto 2026, quando la vegetazione venne recisa e residui vegetali furono lasciati all’interno dell’alveo, a contatto con il corso d’acqua.

Non si tratta di un dettaglio secondario, né di una polemica costruita sul nulla. Si tratta di un aspetto che merita un approfondimento tecnico proprio in ragione della natura della specie interessata.

Il poligono del Giappone (Reynoutria japonica, già Fallopia japonica) – ribadisce Paperetti – è una specie esotica invasiva caratterizzata da una notevole capacità di propagazione vegetativa attraverso i rizomi e, in determinate condizioni, attraverso frammenti vegetali vitali. Il materiale derivante dal taglio deve pertanto essere gestito con particolare attenzione: la sua dispersione, anche attraverso la corrente, può contribuire alla diffusione della pianta in nuove aree.

Il Poligono a Luglio

Le valutazioni tecniche europee sulla specie ne evidenziano gli impatti negativi sulla biodiversità e sugli ecosistemi, nonché la particolare difficoltà di contenerla una volta che si sia insediata. Per questa ragione, gli interventi non possono essere improvvisati, ma devono essere programmati secondo procedure adeguate, con una corretta gestione dei residui e delle attrezzature impiegate.

Se si interviene su una specie invasiva senza adottare le necessarie precauzioni, si rischia di vanificare il lavoro svolto e, in determinate circostanze, di favorire proprio quella diffusione che si vorrebbe contrastare.

Non affermo che il taglio del 5 agosto abbia certamente provocato un’ulteriore propagazione della specie: per stabilirlo occorrono verifiche tecniche. Affermo, però, che lasciare residui vegetali nell’alveo, in presenza di una specie con queste caratteristiche, pone una questione seria, alla quale l’Amministrazione avrebbe dovuto fornire una risposta circostanziata.

Ho chiesto chi avesse disposto l’intervento, chi lo avesse materialmente eseguito, quali istruzioni fossero state impartite e per quale ragione i residui fossero rimasti nel corso d’acqua.

A nessuna di queste domande è stata data una risposta puntuale”.

IL CASO DEL CANNETO: CHI INFORMA CHI E CON QUALI PRECAUZIONI?

La vicenda presenta poi un ulteriore elemento meritevole della massima attenzione.

Il professor Paperetti aggiunge: “Mi è stato riferito da alcuni cittadini che proprio mercoledì pomeriggio (7 ottobre) sarebbe intervenuta una ditta privata incaricata dal Comune, procedendo al taglio del canneto e lasciando sul posto il materiale risultante dall’intervento. Secondo le medesime segnalazioni, gli operatori non sarebbero stati a conoscenza della presenza del poligono del Giappone, nonostante la problematica fosse già stata segnalata dai residenti sia al Comune sia al Consorzio di Bonifica.

È vero che l’intervento segnalato avrebbe riguardato il taglio del canneto e non necessariamente un’operazione specificamente diretta contro il poligono del Giappone. Ma è proprio qui che si pone una questione organizzativa fondamentale.

Se l’Amministrazione è a conoscenza della presenza di una specie infestante che richiede modalità di gestione specifiche, è indispensabile che tale informazione venga trasmessa preventivamente anche a chi è chiamato a operare materialmente sul posto. Occorre chiarire quali istruzioni siano state fornite alla ditta, se sia stata informata della presenza della specie e quali procedure siano state previste per la raccolta e la destinazione del materiale tagliato.

Non basta sapere che il problema esiste: bisogna assicurarsi che chi interviene ne sia consapevole e operi di conseguenza.

Diversamente, si rischia una grave disconnessione fra le informazioni in possesso degli uffici, le segnalazioni dei cittadini e l’attività concretamente svolta sul territorio. Ed è proprio questa eventualità che l’Amministrazione ha il dovere di scongiurare”.

VIA ALESSANDRO VOLTA: IL SILENZIO SU UNA CRITICITÀ CHE SI RIPRESENTA

Via Volta il 30 settembre scorso

“C’è poi – prosegue il consigliere – un altro aspetto sul quale non posso tacere: nella risposta dell’assessore non è stato sostanzialmente detto nulla sull’ultimo tratto di via Alessandro Volta. Eppure, nell’interpellanza avevo dedicato uno specifico punto proprio alle condizioni dell’alveo in quel tratto, dove la vegetazione spontanea risulta particolarmente fitta e sviluppata, raggiungendo in alcuni punti un’altezza tale da interessare direttamente le abitazioni prospicienti il torrente, arrivando persino a superarle. Avevo domandato se fossero previsti interventi di pulizia e manutenzione, con quali tempistiche, attraverso quali modalità e, soprattutto, se l’Amministrazione intendesse finalmente elaborare un’operazione risolutiva e strutturale, anziché limitarsi a interventi occasionali.

Nessuna indicazione concreta. Nessuna tempistica. Nessun impegno preciso.

Il problema, tuttavia, non scompare perché non viene affrontato durante una seduta consiliare. La vegetazione continua a crescere, le segnalazioni si accumulano e gli interventi, quando effettuati, non sembrano accompagnati da una strategia capace di impedire il ripresentarsi delle criticità.

È legittimo chiedersi quale sia il senso di ripetere periodicamente operazioni di taglio senza chiarire se siano sufficienti, se siano tecnicamente appropriate e se siano inserite in una pianificazione complessiva.

Se fossi un cittadino di Fognano, dopo aver segnalato più volte il problema, aver atteso gli interventi e aver ascoltato una risposta consiliare tanto generica, mi sentirei preso in giro. Non perché ogni criticità possa essere risolta immediatamente, ma perché chi amministra ha il dovere di spiegare con trasparenza che cosa intenda fare, in quali tempi e con quali strumenti.

I residenti non chiedono formule di circostanza. Chiedono attenzione, risposte verificabili e interventi efficaci”.

NON È UNA QUESTIONE DI BUROCRAZIA, MA DI RESPONSABILITÀ POLITICA

“Sono consapevole che la gestione del torrente Agna coinvolga competenze che fanno capo al Consorzio di Bonifica e che il Comune non possa sostituirsi agli enti titolari delle specifiche funzioni tecniche. Nessuno pretende che l’Amministrazione si attribuisca competenze che non possiede.

Ma una cosa è riconoscere la ripartizione delle competenze; un’altra è utilizzarla come una formula di deresponsabilizzazione politica.

Il Comune può e deve verificare quali segnalazioni siano state trasmesse, sollecitare gli enti competenti, acquisire riscontri, coordinare per quanto di propria competenza le attività che interessano il territorio comunale e informare con precisione i cittadini. Deve inoltre chiarire come siano stati organizzati gli interventi eventualmente commissionati direttamente, affinché le informazioni disponibili siano tradotte in indicazioni operative coerenti con le criticità presenti sul posto.

Questo è il significato di amministrare: non limitarsi a prendere atto dei problemi, ma seguirli fino a quando non sia stata individuata e attuata una risposta adeguata, nei limiti delle proprie attribuzioni.

Per questo considero insoddisfacente la risposta ricevuta dall’assessore Guazzini. Non per una questione personale, né per una sterile contrapposizione fra maggioranza e opposizione, ma perché il Consiglio comunale è la sede nella quale l’Amministrazione deve rendere conto delle proprie azioni e delle proprie omissioni, rispondendo nel merito alle domande che le vengono rivolte.

Un’interpellanza articolata in dieci punti non può essere liquidata con un generico richiamo alle segnalazioni inoltrate al Consorzio. La dialettica democratica esige rispetto per gli atti consiliari, per il ruolo dei consiglieri e, soprattutto, per i cittadini nel cui interesse quegli atti vengono presentati. Ecco perché continuerò a seguire la vicenda, a raccogliere le segnalazioni dei residenti e a esercitare con determinazione il mio mandato di consigliere comunale di opposizione. Lo farò senza rinunciare alla correttezza istituzionale, ma anche senza accettare che questioni concrete vengano affrontate con risposte evasive o rinvii indefiniti”.

Conclude il consigliere: “Parimenti a tutte le nostre frazioni, Fognano merita attenzione, non promesse generiche e Via Alessandro Volta necessita di una soluzione vera, anziché l’ennesimo intervento destinato a lasciare irrisolto il problema. Dopo oltre 12 anni di governo, la giunta dovrebbe sapere che amministrare significa adoperarsi, con serietà e trasparenza, affinché i problemi trovino una soluzione”.