montale. MAZZETTI (FI) PROMUOVE IL NUOVO TERMOVALORIZZATORE: «UN PROGETTO NECESSARIO PER L’AUTOSUFFICIENZA DEI RIFIUTI IN TOSCANA»

La deputata di Forza Italia in visita al CIS: «Impianto moderno, sicuro e strategico. Basta ideologie, servono scelte concrete per il territorio e per l’ambiente»

MONTALE – Un impianto più efficiente, tecnologicamente avanzato e capace di contribuire in modo significativo alla chiusura del ciclo dei rifiuti in Toscana. È questo il giudizio espresso dall’onorevole Erica Mazzetti, deputata e responsabile del Dipartimento Lavori Pubblici di Forza Italia, al termine del sopralluogo effettuato al CIS di Montale, la società partecipata dai Comuni di Montale, Quarrata e Agliana che da oltre quarant’anni opera nel trattamento dei rifiuti.

«Come faccio sempre, mi piace andare sul posto, vedere direttamente progetti e criticità e ascoltare chi lavora ogni giorno», ha dichiarato Mazzetti, sottolineando come il nuovo progetto di potenziamento dell’impianto rappresenti «la direzione giusta». Secondo la parlamentare, il confronto con i cittadini resta fondamentale, ma una corretta informazione consentirà alla popolazione di comprenderne l’importanza strategica.

Nel corso della visita, Mazzetti ha ricordato il ruolo svolto dall’impianto, nato negli anni Settanta e sottoposto a un importante revamping nel 2012. Attualmente il CIS tratta rifiuti indifferenziati e combustibile solido secondario (CSS), producendo energia elettrica, gran parte della quale viene immessa nella rete nazionale.

Il nuovo progetto prevede la realizzazione di un termovalorizzatore da 100 mila tonnellate annue che sostituirebbe l’attuale sistema a tamburi rotanti con una tecnologia a forno a griglia. Un intervento che consentirebbe di triplicare la produzione energetica, passando dagli attuali 25 mila a circa 75 mila megawattora annui, con una copertura stimata di circa 80 mila utenze e una quota di energia rinnovabile pari al 51%.

Tra gli aspetti evidenziati dalla deputata vi sono anche le ricadute economiche per il territorio. I Comuni interessati riceverebbero infatti una compensazione di circa 15 euro per ogni tonnellata trattata, risorse che potrebbero essere impiegate liberamente per investimenti pubblici e servizi alla collettività.

Mazzetti ha inoltre posto l’accento sulle garanzie ambientali e tecnologiche previste dal progetto. «Si tratta di un intervento serio, che sarà realizzato attraverso un bando di project financing e con sistemi avanzati per l’abbattimento delle emissioni», ha spiegato. Tra le soluzioni previste figurano una camera di post-combustione per ridurre le diossine, l’utilizzo di carboni attivi per il trattamento di diossine e mercurio e un sistema di inertizzazione delle ceneri, parte delle quali potrebbe essere recuperata e riutilizzata in edilizia.

Secondo la parlamentare, i monitoraggi ambientali effettuati attraverso i piezometri presenti sul sito non evidenzierebbero differenze significative nella qualità dell’aria tra i periodi di funzionamento e quelli di fermo dell’impianto. Anche sul fronte occupazionale l’intervento porterebbe benefici, con un incremento dei dipendenti diretti da 32 a 40 unità, oltre all’indotto.

Guardando al quadro regionale, Mazzetti ha ricordato come il fabbisogno impiantistico dell’ATO Toscana Centro sia stimato in circa 200 mila tonnellate di rifiuti l’anno. Il nuovo impianto di Montale potrebbe coprirne da solo circa la metà, contribuendo, insieme ad altre infrastrutture già autorizzate, ad avvicinare la Toscana all’autosufficienza nella gestione dei rifiuti.

La deputata ha quindi rivolto un appello alla Regione Toscana affinché chiarisca la propria strategia sul tema. «Non possiamo perdere questa occasione», ha affermato, richiamando la necessità di una programmazione coerente e di scelte chiare sul futuro del sistema impiantistico regionale.

Infine, Mazzetti ha criticato le posizioni contrarie al progetto, definite «ideologiche» e non supportate dai dati tecnici disponibili. «Non possiamo continuare a spedire i rifiuti fuori regione o a fare affidamento sulle discariche – ha concluso -. La Toscana ha bisogno di impianti moderni, sicuri, controllati e digitalizzati.

Questa è la strada del pragmatismo e di un ambientalismo concreto».