
PISTOIA. Abbiamo contattato telefonicamente il segretario del Partito Anti Islamizzazione, Stefano Cassinelli, per ascoltare la sua opinione in merito alle ultime vicende: dall’omicidio di Pamela alla sparatoria di Luca Traini; dalle schermaglie che ne sono scaturite alla marcia antifascista avvenuta a Macerata.
“Noi del Partito Anti Islamizzazione, avevamo previsto che l’importazione incontrollata di persone proveniente da zone del mondo dove la vita umana vale come qui cento anni fa, avrebbe provocato omicidi brutali come quello della povera Pamela”.
Ed effettivamente, dalle precedenti interviste emerse chiaramente la loro preoccupazione sugli effetti collaterali di questa immigrazione di massa.

Il segretario Cassinelli ha, oltretutto, vissuto per un lungo periodo in Africa, quindi conosce bene quei luoghi e quelle usanze, le peculiarità di quel continente che consistono anche in riti violenti e macabri. Proprio come quello che pare sia stato effettuato su Pamela, come ha ricordato il professor Alessandro Meluzzi, membro del Pai e psichiatra, attento conoscitore delle questioni africane.
“Pensa agli attentati islamici”, incalza Cassinelli, “ogni volta ci viene detto che quel musulmano che ha ucciso non rappresenta affatto l’islam, che quindi è una pecora nera dentro un gregge di agnellini. Oggi con Luca Traini viene imposta l’operazione opposta: pare che lui sia il rappresentante di chiunque in Italia sia contrario all’immigrazione clandestina di massa”.
Sul conto del Partiti Anti Islamizzazione c’è ben poco da dire, anche e soprattutto per la severità con cui i dirigenti pretendono che vengano selezionati i militanti. Ricordiamo infatti che è necessaria la sottoscrizione di un attestato di antifascismo e antirazzismo. Appare dunque ancor più pretestuoso voler rendere responsabili per il crimine di Traini persone limpide come loro.
La manifestazione avvenuta a Macerata per protestare con quel fantomatico fascismo che è sulla via del ritorno appare come una cortina di fumo per impedire che l’attenzione venga convogliata su fatti ben più gravi.
“Lo Stato italiano fallisce nel momento in cui dei clandestini spacciatori possono stare qui e uccidere una ragazza e, successivamente, un pazzo criminale si sente in dovere di fare giustizia sparando sulle persone di colore per strada. La giustizia italiana è troppo permissiva e, comunque, si avverte una sorta di sensazione di anarchia imperante”.

“Assurdo che qualcuno elogi ancora il fascismo, soprattutto se giovane e quindi istruito. Servirebbe una bella interrogazione di storia a chiunque si professi nostalgico di quel periodo”.
Dunque, cari compagni, state sereni: l’anagrafe antifà, qui, è inutile. Potete passare oltre.
Il 4 marzo il Partito Anti Islamizzazione si presenterà alle regionali in Lombardia nella lista Fontana. E sulla controversa battuta di quest’ultimo sulla “razza bianca”, Cassinelli ci assicura che “conosco personalmente Attilio e posso garantirvi che non è razzista: egli intendeva dire che la società occidentale e la sua cultura sono messe a dura prova da questa immigrazione selvaggia e illimitata”.
Pur non trattandosi, in questo caso, di eventi legati al radicalismo islamico, si può comunque parlare di sottomissione: un genere di sottomissione legata all’apertura incondizionata ad immigrati provenienti da luoghi dove la vita umana vale come uno sputo.
[Lorenzo Zuppini]




















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