libri. “L’ACQUA PUBBLICA È IL FUTURO”

Copertina del libro
La copertina del libro

IL FORUM italiano dei movimenti per l’acqua ha reso disponibile online il saggio “L’acqua pubblica è il futuro. L’esperienza globale della rimunicipalizzazione” (scarica qui). Un libro forse non è sufficiente a spiegare le ragioni di quella che è una battaglia progressista oltre ogni ideologia e vetero schematismo destra/sinistra o di altro tipo.

La questione è complessa ma molto concreta: la modernità, in Italia come altrove, è nata con i servizi municipali e con quello che fu sostanzialmente l’obiettivo del movimento igienista: l’acquedotto pubblico.

Mancano tuttavia la cultura e la consapevolezza, tanto nell’opinione pubblica quanto tra gli addetti ai settori di servizi e infrastrutture, che il servizio idrico non è assolutamente equiparabile ad altri servizi essenziali o beni comuni, per usare uno slogano che ha prodotto più confusione che chiarezza.

Infatti storicamente tutti i servizi (elettricità, acqua, trasporti e gas) hanno attraversato fasi pubbliche e private, nelle quali lo scopo finale della titolarità pubblica è sempre stato l’universalizzazione del servizio stesso. Universalizzazione che solo uno stato poteva completare, assumendosi l’onere di ciclopici investimenti e relativi debiti bancari.

È quanto ad esempio successe nel secondo dopoguerra con l’elettricità, in Italia negli anni Sessanta, in ritardo rispetto al resto d’Europa: nazionalizzazione del servizio e universalizzazione, raggiunta la quale, per certi versi, non esistevano più i presupposti alla base del servizio pubblico.

Non a caso l’elettricità e altri servizi a rete sono passati al regime di libero mercato, dove, al posto del monopolista nazionale, semplificando, più operatori possono competere per offrire il medesimo servizio a parità di condizioni e accesso alla rete (del gas, della corrente, ferroviaria etc.).

E i referendum? Come dice il Marchese del Grillo...
E i referendum? Come dice il Marchese del Grillo…

Si tratta del processo di liberalizzazione, discendente dalla cultura riformistica e liberale, quella improntata al merito, alla parità di condizioni e al progresso.

Dal monopolio al libero mercato possono verificarsi, come puntualmente si sono verificate dappertutto, fasi transitorie di oligopolio, con operatori tacitamente collusi che fanno cartello.

A regime tuttavia l’effetto mercato permette al cittadino-consumatore di scegliere il miglior servizio al miglior prezzo, proprio perché più operatori indipendenti sono in competizione.

Con l’acqua cambia tutto: il servizio idrico (cioè l’acqua in casa) si configura come monopolio naturale, e soggetto, come tutti i monopoli, ai rischi di inefficienza, opacità e tutto il resto che si insegna alle facoltà di economia.

Non è quindi tecnicamente possibile concepire la liberalizzazione: il servizio idrico si può pubblicizzare o privatizzare, assegnare cioè ad un monopolista, ovviamente con gara. Il monopolista può poi essere eterogeneo, come nel caso italiano e toscano in particolare, dove è stato concepito il partenariato pubblico-privato.

Anne Le Strat (Eau de Paris) sul Corriere
Anne Le Strat (Eau de Paris) sul Corriere

Il dato di fatto però, è che in buona parte del mondo, dopo una fase di parziale o totale privatizzazione dell’acqua, si è capito che il monopolio idrico è molto delicato e la che gestione municipale rimane per il cittadino quella ottimale, qualitativamente ed economicamente.

Per questo motivo in America (Atlanta Houston etc.) e in Europa (Parigi, Bordeaux, Nizza, Berlino, Stoccarda) la scelta di rimunicipalizzazione del servizio idrico viene rivendicata con orgoglio come riforma progressiste e di buon senso. Oltre ogni schieramento partitico.

Eau de Paris è la società municipale dell’acqua parigina costituita nel 2010 a seguito di un non semplice istituzionale e anche il simbolo della possibilità che ha avuto una sorta di effetto domino in tutta la Francia, dove altri comuni hanno seguito l’esempio della capitale.

Parigi ha per così dire fatto scuola, riprendendosi un monopolio spartito tra le due multinazionali Veolia e Suez, che è anche socio privato di maggioranza di Acea e quindi di Publiacqua.

Anne Le Strat, già vicesindaco di Parigi e primo presidente di Eau de Paris per la cui creazione ha avuto un ruolo determinante, è una la figura di riferimento a livello europeo per l’impegno a favore della ripubblicizzazione.

Dovunque si potrebbe scrivere la storia del territorio, della società e delle istituzioni pubbliche alla luce della risorsa idrica, e da noi hanno già iniziato Claudio Jampaglia ed Emilio Molinari con Salvare l’acqua; per quanto riguarda la ripubblicizzazione, invece, salvo qualche residua eccezione, la storia della ripubbliczzazione è ancora ai nastri di partenza.

[Lorenzo Cristofani]

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