
CARMIGNANO. [a.b.] Sabato 31 ottobre alle ore 17 presso lo Spazio d’Arte Alberto Moretti | Schema Polis in via Borgo 4 a Carmignano sarà inaugurata la mostra “Abrasioni” di Carlo Cantini, promossa dall’assessorato alla Cultura e curata da Raul Dominguez. La mostra – che rimarrà aperta fino al 29 novembre si avvale anche del patrocinio della Classe di Pittura dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
“Abrasioni, erosioni, magia e amore. Abrasioni, erosioni, come cicatrici che l’acqua lascia sulla roccia. E se gutta cavat lapidem figuriamoci che succede agli scogli sui quali sbattono ostinate le onde irrequiete del mare. Non succede nulla apparentemente, in questa specie di scontro è solo l’acqua che per sua natura si adatta, si trasforma, schiaffeggia le rocce, vi si adagia e se ne va carezzandole. Eppure alla lunga ad adattarsi è anche la pietra, lo sappiamo bene. Carlo – si legge nella presentazione curata da Gianni Caverni – è un finissimo artista e fotografo perché ci mostra ciò che conosciamo, non ha l’arroganza del “non vi eravate accorti che”.
Il mare che “polemizza” con lo scoglio, che muove le sabbie fini o grossolane in quel preciso punto impreciso che fa impazzire i cartografi, quello del limite fra mare e terra che ora è mare ed ora è terra e farne linea di confine è operazione dispotica e convenzionale e quindi sostanzialmente falsa. Ecco, Carlo inquadra esattamente quel punto, lo ricerca nell’isola durante solitarie passeggiate, un isola che potrebbe essere ovunque.
E il suo sguardo ci rimanda a cose che conosciamo benissimo e sulle quali però troppo spesso non dedichiamo la nostra attenzione: lui lo fa per noi ed è come se ci strattonasse un po’ per farci uscire dal torpore, ci prende per un braccio e ci indica quello che solo apparentemente sembra ovvio. La fotografia, a parer mio, fra le arti visive è quella che ha una magnifica incompletezza perché la sua precisione, l’esattezza dei particolari, la sua capacità evocativa manca di una componente decisiva della realtà che rappresenta, il suono.
Ma la sua straordinaria bellezza si giova di questo limite, di questa assenza perché vi si trova una “realtà non reale”. Una foto che descrive nei minimi particolari un paesaggio o una scena di strada o un volto (gli ignorantoni alla moda avrebbero detto “piuttosto che”) denuncia serenamente il suo limite, quello di fare poesia, ovvero una cosa che nega il realismo della “realtà” che rappresenta: nella realtà vera c’è il tempo che scorre e con esso il rumore, nella fotografia no.
Carlo ci porta a giro a piedi lungo le sponde di tutte le isole come nell’isola circondata dall’acqua salata che ha trovato in Tunisia: le abrasione e le erosioni sono diverse ma in fondo uguali, ovunque si cerca l’adattamento e si sviluppano cicatrici. Abrasioni ha un che di doloroso, sa di disinfettante e croste sulle ginocchia dopo fanciullesche cadute di bicicletta.
Ma evoca anche qualcosa di magico, quasi la metà, che sta nascosto nella parola stessa: Abra (Cadabra)sioni. Erosioni mi sembra meno violento, più dolce, più paziente, più amorevole ma forse solo perché EROSioni contiene proprio in sé l’amore. E magia ed amore, come quello che esiste fra l’acqua e la terra, non sono una gran parte della vita? “.
Carlo Cantini
Vive e lavora a Firenze. Dopo aver frequentato la scuola professionale di fotografia e grafica inizia a lavorare in alcuni studi fotografici fra i più noti a Firenze. Nel 1967 apre il suo studio e inizia a collaborare con gallerie e musei d’arte, in seguito collabora con riviste di moda e arredamento come Casa Vogue, Interni etc. Dagli anni 90 si dedica a pubblicazioni editoriali, lavorando con editori come Silvana Editoriale, Giunti e altre.
Pubblica moltissimi libri d’architettura e arte sia del passato che contemporanea. Lavora per il Museo Pecci e collabora con artisti come Burri, Ceroli, Salvadori, Bagnoli ed altri. Partecipa a mostre nazionali ed internazionali sia in gallerie che in musei. Nel 1985 ha partecipato alla biennale di Parigi . Le sue opere sono al Museo di Bilbao Spagna e Lisbona (http://www.polistampa.com/php/sa.php?bc=42&idautore=5384).
Questi gli orari di apertura della mostra: 1-15 novembre aperto da giovedì a domenica ore 16-19; dal 16 al 29 novembre solo su appuntamento con Raul Dominguez 347 9786791 – raulernesto.d@gmail.com. Info: 055 8750231 oppure cultura@comune.carmignano.po.it.

























