laboratorio simposio. “L’AZIONE PERFETTA” DI GIULIANO SCABIA

PISTOIA. Il 18 giugno avremo

Giuliano Scabia
Giuliano Scabia

con il suo ultimo lavoro edito da Einaudi, “L’azione perfetta”.

Per questa data proponiamo un laboratorio preparatorio pomeridiano dalle ore 17 alle ore 19, due ore in cui analizzare le questioni di lettura, i tanti tempi anche teatrali che ci sono dentro tutto il ciclo dell’eterno andare (trattasi dei tre libri da lui scritti: “In capo al mondo”, “Lorenzo e Cecilia” e appunto “L’azione perfetta”), e i rapporti fra prosa e racconto a voce e dialogo.

Il laboratorio viene svolto con Giuliano in preparazione alla serata che sarà dalle 21.30 in poi, aperta a tutti coloro che vorranno sentire il lavoro, ed in particolare a chi lo ha preparato. Per la partecipazione al laboratorio non è richiesto nessun pagamento eccetto l’acquisto del volume “L’azione perfetta” e la sua lettura prima di esso, con la scelta per ciascuno di alcune pagine da portare durante una lettura-simposio condivisa durante la serata.

L’unica richiesta è quindi quella di essere interessati a leggerlo e preparare il lavoro prima e poi con noi al laboratorio condotto da Giuliano, che non farà uno spettacolo ma vorrà leggere tutti insieme le proprie parti e chiedere a ognuno cosa possa essere l’azione perfetta.

Durante la preparazione saranno presenti anche alcuni musicisti e artisti a dare il loro contributo, insieme ad Elena Vannucci e Jacopo Belli.

I volumi si possono trovare alla libreria Lo Spazio di Mauro Pompei e Alice Trippi e da Les Bouquinistes in via dei cancellieri di Elena Zucconi e Sergio Salabelle.

Grazie mille per ora e contattateci per le prenotazioni, il laboratorio partirà con almeno dieci iscritti. Elena Vannucci e Jacopo Belli – 3204856236 – 3351616648. Pagina Facebook: Prenotazioni al simposio con Giuliano Scabia del 18 giugno.

“Poeta estroso, cordiale e raffinato, con il suo sublime dal basso, capace di convocare tutti i tempi e tutti i luoghi della poesia, tutti i poeti da Orfeo in poi, con la sua chioma candida e il viso da eterno ragazzo, attento e stupito dalla meraviglia dell’attimo e dal mistero dei giorni e della spedizione umana, Giuliano canta le bestie e le piante, le stelle e gli dèi, che per lui non sono mai fuggiti, ma stanno nel reale come le nostre domande, i nostri ritmi inventivi, sorpresi dalla inarrestabile pregnanza e duttilità della lingua materna e fraterna, tanto che Scabia pare un poeta volgare del Duemila, catapultato dal Trecento nell’era globale. Egli è leggero, ma per gravità, profondo, come un mare neologizzante, per onomatopea del passo e del tremito, suo concetto-chiave, che sta per emozione, corpo canoro. Cosi, come un Palazzeschi che non si diverta, ma che si emozioni, è soprattutto capace di far passare negli altri l’emozione, e cioè di commuoverci e rallegrarci” (Gianni D’Elia).

[comunicato]

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