
QUARRATA. Sabato 6 maggio alle 17:30 presso la libreria “Il Ghirigoro” in piazza Risorgimento 1 a Quarrata, Barbara Beneforti presenterà il suo romanzo La disertora (Iacopo Belli Editore)
IL LIBRO
La storia narrata nel romanzo è ispirata alle vicende processuali di alcuni renitenti alla leva, arrestati nel 1866 per mutilazione volontaria del dito indice della mano destra, i cui atti sono conservati presso l’Archivio di Stato di Pistoia.
È una storia di coraggio che, in tre momenti diversi, narra la vita della protagonista, Luce, nella campagna pistoiese fra la metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: la nascita in un podere di Candeglia da una contadina che, ragazza madre, la dà alla luce e la alleva da sola, la giovinezza nel piccolo borgo di Lupicciano, quando vive un amore clandestino e aiuta l’uomo amato a fuggire per sottrarsi alla leva militare, e infine la vecchiaia, al tempo della prima guerra mondiale, quando nel salutare il nipote che parte soldato ripensa a tutti gli impicci che guerre e potenti hanno portato nella sua vita.
L’AUTRICE

Barbara Beneforti è nata a Firenze nel 1968. Si è laureata in Lettere con una tesi in dialettologia italiana. Vive e lavora a Pistoia. Da dieci anni è funzionaria presso l’ente Provincia, dove si occupa felicemente di promozione delle pari opportunità, immigrazione e contrasto alle discriminazioni. Che peraltro sono i temi che le interessano anche come impegno sociale.
Ha pubblicato vari racconti, molti articoli e alcuni saggi su tradizioni popolari, dialetti e migrazioni. Ha collaborato con riviste e pubblicazioni di storia locale e linguistica.
In ambito lavorativo, ha collaborato a diverse pubblicazioni su immigrazione, storia e cultura del popolo rom, tutela delle vittime di discriminazione. Nel 2011 ha scritto un romanzo, L’ultima stagione, ambientato nella seconda metà dell’Ottocento in Toscana, con il quale si è classificata al primo posto per la narrativa edita alla XIV edizione del Premio letterario internazionale Mondolibro.
Abita insieme a Roberto e ai due figli, Caterina e Raniero, in mezzo a un bosco, sulle colline pistoiesi, nella stessa casa dove per più di cent’anni i suoi avi hanno lavorato come mezzadri. Grazie a queste radici profonde, ha sempre avuto voglia di confrontarsi senza paura con i mondi lontani. Ama viaggiare, leggere e chiacchierare davanti a un caffè. La scrittura per lei è memoria, impegno civile e orgoglio nel provare a dar voce a chi non ha lasciato tracce nella storia.
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