giustizia alla vanni fucci? I FIN TROPPO FACILI RINVII A GIUDIZIO DEI SOSTITUTI DELLA PROCURA

Un lettore, stimolato dall’autorevole intervento del costituzionalista Cassese sulla malagiustizia, ci propone un emblematico fotomontaggio che sdogana definitivamente la pittoresca figura di Mago Otelma, riaprendo il sipario sui molti facili rinvii che i sostituti della Procura pistoiese hanno assicurato a tutela della “gente comune”


Paolo Mieli è stato diffamato o, diversamente, quale personaggio pubblico è anche soggetto alla satira politica pur se aspra?

 

CORRETTO E DEMOCRATICO SON IO?

VOLENTIERI A GIUDIZIO TI RINVIO!

 


 

PISTOIA. Che il messaggio evocato da una immagine sia 100 volte più efficace di una frase scritta è cosa nota a tutti ed è per questo che un lettore che si ritiene perseguitato dalla Procura della Repubblica, scrive un messaggio uozzàp e allega una emblematica immagine satirica, che presenta il notevole giornalista e storico Paolo Mieli, raffigurato nelle vesti del Divino Mago Otelma e pubblicata dal sito Dagospia.

Una analoga questione è stata trattata in un processo penale per una banale espressione che il professionista ebbe a trascrivere in una mail che si riporta per cronaca: «le sue affermazioni, non hanno ancora una fondatezza peritale… sull’argomento non importa scomodare Newton, ma semmai il divino Mago Otelma che, in relazione alle fantasticherie subsidenti è davvero adeguato.

L’intero periodo è da inquadrare all’interno di una dialettica non comune, svolta tra professionisti, impegnanti in una attività professionale specialistica e dunque portati nella dimostrazione di argomentazioni su “tèsi e controtèsi”  per delle indagini sulla ricerca del gas di formaldeide: quale offesa al decoro o all’onore sussiste nelle parole?

Come ha fatto il sostituto procuratore della Repubblica Luigi Boccia a ritenere diffamatoria tale periodazione decisamente innocua, perché non riferisce né accosta la figura del Divino al professionista, ma alla ricerca e esistenza del gas inquinante.

 

Il giudice di pace Ilaria Bagnoli ha condannato il professionista nonostante la perizia che la perizia informatica a lui favorevole

Ma è bastato solo questo, al Pm Luigi Boccia, per disporre il rinvio a giudizio del professionista reo del disegno criminoso che si è visto costretto alle difese penali in un giudizio che definire come minimo kafkiano.

Il processo è stato poi condotto da una giudice di Pace, l’avvocata Ilaria Bagnoli che ha poi ritenuto confermata la tèsi accusatoria del Pm e ha condannato l’imputato con una bella multa di 600 euro e ulteriori danni da liquidarsi in separata sede. Sentenza chiaramente appellata, ma che mette in luce i metodi tendenzialmente afflittivi di diPm: la vicenda trova analogia nella pregevole vignetta satirica sul collega Mieli, storico e stimato giornalista, ma che ha toppato sulla prognosi di Draghi presidente della repubblica, e per questo pubblicato nella veste del Divino mago nella vignetta in fotomontaggio.

Procura anche problemi…

La figura di Paolo Mieli, pubblicata all’indomani della rielezione di Mattarella, sdogana finalmente la correttezza dell’uso o accostamento del Divino Otelma per riferire – con una espressione iperbolica a effetto satirico – una mancata prognosi o previsione, come anche ci fu nella vicenda processuale tra i periti per la questione della ricerca di formaldeide.

Il pm Boccia, fra l’altro, non dispose infatti alcuna indagine per la verifica dei documenti e l’esito della perizia (avrebbe scoperto che, infatti, la formaldeide era trascurabile e non pericolosa alle concentrazione rinvenuta), ma si limitò alla qualificazione innocente del periodo cifrato in una mail, classificandolo a secco come diffamatorio. La giudice di Pace Bagnoli fece il resto: ecco quando si dice di bene in meglio (ovviamente in senso ironico, da spiegare rigorosamente per non incorrere nel richio di finire al banco degli imputati: con il significato più chiaro e trasparente di cadere dalla padella nella brace).

Un procedimento penale che ancora pende in un più che logico e giustificato appello dopo 4 anni, 6 udienze e una perizia informatica favorevole al condannato. Della serie: quando la Procura applica la legge in modo cecàto e ti perseguita come ha bene spiegato il costituzionalista Sabino Cassese: rileggetelo qui.

Ricorre al caso la nostra domanda tecnica e molto pertinente: a parte l’ingiustificata afflizione del professionista condannato, quanto è costato al contribuente italiano questa ridicola vicenda ora pendente in appello? Questa, secondo voi, sarebbe giustizia?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.online]

Titoli e didascalie sono del direttore