
QUARRATA. Quella della “Processione” è sicuramente tra le tradizioni più radicate di Quarrata, cittadina di oltre 23 mila abitanti che più propensa a lavorare (quando il lavoro c’era) non ha coltivato l’amore e il rispetto per la propria storia – che è poi relativamente recente se pensiamo a quando è nato il Comune.
E un territorio senza storia è sicuramente un territorio più povero. Uniche tradizioni che reggono di fronte al tempo che passa inesorabilmente per tutti (anche per alcune comparse della rievocazione della Passione e morte di Gesù) sono quelle legate alle origini, a quando – oltre tre secoli fa – Quarrata viveva di agricoltura. E tra queste appunto c’è anche la solenne rievocazione della processione del Venerdì Santo.
Ieri pomeriggio ho assistito alla “Processione” e non ne sono rimasto coinvolto da un punto di vista spirituale. Come penso tanti altri. Emotivamente però qualcosa mi si è mosso perché la lunga fiumana di personaggi – nel suo lento procedere (pur tra un brigidinaio e l’altro) – ha fatto emergere in me i ricordi , ma anche gli odori della infanzia dove ha iniziato a formarsi e si è poi plasmata la mia “visione” del mondo.
È così che ho pensato ai giovani di oggi che saranno adulti domani. E quindi ho apprezzato l’impegno del gruppo promotore e su tutti la forza di Grazia Venturi che –nonostante le molteplici difficoltà organizzative nel reperire i materiali e la disponibilità delle persone (500 comparse richiedono un bel lavoro di base) sono riuscite a far rivivere – grazie all’apporto prezioso di don Fausto Corsi, il parroco di Quarrata – una tradizione pur in un contesto cittadino non proprio favorevole.
“Fosse stata fatta in un altro ambiente – ci ha detto una collega giornalista – questa processione avrebbe assunto un valore diverso”.

Ieri pomeriggio lungo le strade del centro cittadino si sono rievocate attraverso tanti “quadri” le ultime ore di Gesù. Centinaia le persone che si sono riversate in strada (alcune spostandosi da una zona all’altra così da poter seguire una seconda volta il lungo corteo) più come spettatori di un evento, tra il sacro e il profano piuttosto che di un momento religioso e spirituale. Spettatori dunque di una manifestazione che triennalmente si ripete quasi ininterrottamente dalla fine del 700, inizi 800 tra Quarrata, Casalguidi e Montevettolini, senza conoscerne forse i motivi e le origini.
Un “evento” antico che si ripete perché esiste un gruppo di persone legate alle tradizioni ma che per rivivere di nuovo ha bisogno che ci sia quanto prima un cambio generazionale. “È l’appello che mi sento di fare anche oggi – ci ha detto Grazia Venturi che di processioni ne ha seguite molte dai tempi del parroco don Aldo Ciottoli”.
La “Processione di Gesù Morto” ai tempi dei social network richiama interesse anche perché si ha modo nel seguire le comparse stesse (e soprattutto chi interpreta i vari personaggi) di rivivere la storia della comunità costituita di persone, di nuclei familiari che si formano, di giovani che iniziano il proprio percorso e di anziani che si apprestano a lasciarlo. La Processione, è anche lo scorrere inesorabile del tempo.
Da qui si giustificano le novità apportate ad esempio in quelli che sono – solitamente – i personaggi principali: è così che il bravo Luca Ginanni (47 anni) ha fatto un passo indietro lasciando il ruolo di Gesù ad un giovane studente universitario – Stefano Elefante di Quarrata di cui abbiamo apprezzato l’”interpretazione” costante lungo tutto il tragitto. La figura della Madonna è stata invece “curata” da Diletta Benesperi.

Grande merito va anche ai validi ed esperti truccatori della ditta Filistrucchi, antica bottega di Firenze, a cui il comitato si è rivolto per ricreare con meticolosa cura la riproduzione più perfetta possibile dei personaggi originali attraverso parrucche, barbe, baffi ; ai vestiti gran parte dei quali acquistati presso la Sartoria Monaco di Agliana o a quelli realizzati dallo stilista di Valenzatico Franco Melani; alla folta presenza di cavalli (40) e cavalieri con i nuovi elmi. Senza poi contare la presenza della filarmonica Giuseppe Verdi di Quarrata, Borgognoni di Pistoia, del coro.
Una rievocazione che pur considerando l’apporto gratuito da parte delle varie comparse ha necessitato di diverse risorse economiche (si parlerebbe di dieci mila euro) che la parrocchia sta cercando di recuperare. Tra le cose curiose abbiamo notato la celerità dei dipendenti del Cis nel pulire la strada dallo sterco lasciato dai cavalli. A rappresentare il Comune il sindaco Marco Mazzanti e la giunta (quasi al completo).




















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Paolo Gioffredi scrive:
Bello ed interessante il tuo articolo sulla Processione a quarrata. Il problema del cambio generazionale è purtroppo una cosa che tocca un po’ tutti i settori, ed io onestamente non credo a questo ricambio. Nei giovani non c’è più lo spirito di continuare o mantenere tradizioni e costumi dei luoghi. Un problema che alla fine ci farà perdere la nostra identità storico culturale.
Ieri si è rinnovata una tradizione della nostra città: la processione di Gesù Morto. Era la prima volta che partecipavo da Sindaco e per fortuna è andato tutto per il meglio, grazie anche le condizioni meteorologiche ideali.
Un ringraziamento speciale alla Parrocchia e agli organizzatore che con grande impegno hanno lavorato per la buona riuscita della manifestazione, che ha visto tanta partecipazione sia da parte dei figuranti che degli spettatori.
(Marco Mazzanti- profilo fb)