Non sarà un esempio di politicamente corretto; di dovuto rispetto appecorato alle «autorità costituite», come rivendicato dalla Gip Patrizia Martucci; forse qualche espressione potrà pure essere pesantuccia e, almeno all’apparenza, offensiva…
Difficile smentire i fatti, perché i fatti parlano da sé
PISTOIA NON GARANTISCE
LA SICUREZZA GIUDIZIARIA

Oggi voglio dare, sia al sostituto Claudio Curreli che al facente funzione Giuseppe Grieco, una lezione appropriata di giornalismo montanelliano.
Loro, con la superbia che li caratterizza quasi fossero esseri celesti piovuti «di cielo in terra a miracol mostrare», volevano darmi le dritte per come fare il giornalista. Proprio loro che – stante l’esecrabile operato posto in essere su falsi, incontrollati elementi dati per certi – non sanno neppure svolgere le funzioni per le quali si dice che abbiano superato un concorso in magistratura.
Ieri ho pubblicato una video-lettera della Luciana Ferretti, diretta a Nicoletta Maria Curci (moglie o, come si sente dire, ex-moglie di Claudio Curreli). Oggi gliene pubblico un’altra.
Non sarà un esempio di politicamente corretto; di dovuto rispetto appecorato alle «autorità costituite», come rivendicato dalla Gip Patrizia Martucci; forse qualche espressione potrà pure essere pesantuccia e, almeno all’apparenza, offensiva…
Ma la mia decisione di giornalista (perché lo sono) di pubblicare il testo integrale della videolettera, senza errori e omissioni, senza sbianchettature e/o oscuramenti (tutta roba cara ai democratici di sinistra del neofascismo al potere, stile «prossimisti sociali» alla Tommaso Coletta) la motivo, a questo punto, utilizzando la stessa materia con cui il marito (o ex-marito) della Nicoletta Maria Curci, Claudio Curreli, giustificò le cessitudini con cui la moglie del mai-comandante Andrea Alessandro Nesti si era rivolta a noi – Edoardo Bianchini e Alessandro Romiti – con un odio da hater che, nella Luciana Ferretti, non pare esserci proprio.
Curreli, il sostituto del copia-incolla, che viola costantemente l’art. 358 cpp; che riscuote dallo stato, ma gioca contro lo stato e in stretta «prossimità sociale» con don Massino Biancalani; che è spudoratamente esposto come rappresentante legale dell’Agesci-Scuot; che fa gli affari propri servendosi degli strumenti d’ufficio; che vive e convive sotto lo stesso tetto tribunalizio con la moglie (o ex-moglie Curci: non importa, perché comunque la cosa viola l’ordinamento giudiziario, protetta dal complice silenzio omertoso di tutti); Curreli per salvare Milva Maria Cappellini, scrisse letteralmente questo:
ritenuto, comunque, che l’ipotizzata diffamazione non sarebbe punibile in virtù dell’esimente della provocazione prevista dall’art. 599 comma 2 c.p., …, di talché trova applicazione il principio sancito dalla Corte di Cassazione secondo cui “In tema di riconoscimento di cui all’art. 599 cod. pen., il fatto ingiusto altrui può costituire provocazione anche se diretto verso persona diversa da colui che reagisce, ma a costui legata, o verso un gruppo determinato di persone tra le quali colui che reagisce sia chiaramente incluso”. (Sez. 5, Sentenza n. 4664 del 12/02/1992 Ud. (dep., 15/04/1992 ) Rv. 189859 – 01).

Per questo motivo oglio sperare che, almeno stavolta, trovi applicazione il principio di uguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione, perdonando:
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alla Luciana Ferretti l’intemperanza di qualche espressione pungente contro la Curci (che con la sua intransigenza legalistica non ha certo contribuito a rasserenare la cittadina perseguitata) e
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al direttore di questo giornale – che comunque è e resta giornalista anche a dispetto dei presidenti ordinati dell’ordine, Bartoli e Marchini – l’accuratezza dell’informazione con la pubblicazione di una videolettera che mette sotto i riflettori della gente l’imperfettissimo sistema giudiziario regolatore della vita degli sventurati che vi cadono dentro pur senza volerlo come le mosche nelle trombe digerenti delle piante carnivore.
E poi… che ognuno faccia quello che vuole. Tanto, in tribunale a Pistoia, ciò accade a gratis senza che nessuno osi fiatare, in un vero e proprio clima di sfregio/spregio al cittadino e alla giustizia in persona.
Ecco la video lettera:
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]






















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