everything I see. UN TEMPO SI CHIAMAVANO «ESPROPRI PROLETARI», MA OGGI A PISTOIA SEMBRANO AVER PRESO L’APPELLATIVO DI «ESECUZIONI IMMOBILIARI»

Una signora ultraottantenne ha un debito di circa 90 mila euro, ma si ritrova depredata di un patrimonio di oltre tre milioni di euro grazie al provvido intervento dell’implacabile dottoressa Nicoletta Maria Caterina Curci in Curreli, giudice delle esecuzioni immobiliari. Queste le prima notizie di assaggini raccolte. Altre ne verranno in séguito; ma… pistoiesi ricchi, toccatevi «i gioiellini» e fate i vostri scongiuri. Perché se a Dio pare, da una caccola di debito vi ritrovare alla Caritas a mangiar d’elemosina come la Luciana Ferretti, non risparmiata dagli artigli della legge usata come un kriss malese



NON C’È LEGGE CHE TENGA

DOVE LA LEGGE NON C’È


 

Marito in procura e moglie giudice delle esecuzioni. Barbarisi: «A Roma lo sanno e nessuno fiata. Dunque va bene così». Bell’Italia signori delle vite degli altri! Complimenti!

 

A questo problema, stamattina, dedichiamo solo un pizzico di notizie, così; per assaggio al peperoncino forte ungherese, l’erős paprika che piace a Viktor Orbán, e che fa pizzicare la lingua e non solo.

Coinvolgiamo, oggi, sia il settore civile che quello penale di un tribunale che non può che implodere e rovinare su se stesso, tanta n’è l’aria di sconforto che vi circola come un vero e proprio uragano che non si arresta mai.

Col favore di Tommaso Coletta, Claudio Curreli e Giuseppe Grieco (e successivamente ancora Curreli, sorretto dai muscoli dell’agguerrita sostituta giovane Contesini) riuscirono a piegare il timido giudice Gaspari ai loro suggerimenti/voleri sostenendo che noi di Linea Libera eravamo tutto fuorché giornalisti: e che non dovevamo abusare del marchio di Montanelli perché non ne eravamo degni, in quanto non sapevamo né informarci correttamente dei fatti, né tantomeno proporli al pubblico, se non per un nostro personale interesse.

È ovvio che quando certi personaggi istituzionali parlano così, stanno misurando il mondo con il proprio metro, perché credono che gli altri siano fatti esattamente come loro, e siano capaci di ciò di cui sarebbe stato capace il Pm Coletta (riverito da tutti: avvocati, giornalisti, forze dell’ordine etc.).

Dinanzi a uno scivoloso Ermini, in audizione al Csm, Coletta fu accusato, infatti, di aver detto, irritato, al luogotenente GdF Daniele Cappelli: «Allora non hai capito che io la sorella di Luca Turco, procuratore aggiunto di Firenze, non la intercetto!».

Detto questo e sottolineato con estrema chiarezza che, se siamo capaci di leggere quello che Curreli scrive «à prise de cul» sui suoi perseguitati nelle sue chat di sostituto incompatibile a Pistoia, ma sorretto dalla connivenza di tutti i suoi colleghi e del presidente del tribunale Barbarisi, siamo certamente capaci anche, in onor di Montanelli, di sapere, vedere, indagare e riferire quel che si respira in aria, a quel popolo sovrano coglionato dalla procura pistoiese e non solo.

Il non solo sta per il settore civilistico legato alle esecuzioni immobiliari e, senza mezzi termini, alla figura della dottoressa Nicoletta Maria Caterina Curci, moglie del sostituto Claudio Curreli. Il quale, nonostante tutti i pasticci sin qui impilati, imperversa ancora indisturbato in Pistoia e contado quando si muove secondo legge e contra legem.

Un contado dove il capo scout dell’Agesci, anche piantumatore di alberelli antimafia, fa gli affari suoi indisturbato, con il plauso di Barbarisi, che ha il coraggio di scrivere, per giustificarlo, che “se i superiori sanno perfettamente delle incompatibilità currèliche e niente hanno a che dire”, ciò significa che la «tutto va ben, Madama la marchesa!».

Ora: se la logica e la legge fossero queste, quanto mancherà a La 25a ora in cui la dittatura di certi magistrati avanzerà il diritto assoluto perfino di poter trasmettere la propria funzione ai figli e ai discendenti di sangui sì nobili?

Questa storia pistoiese della corruttela dei tempi sarà pasto per i lettori perseguitati da questo tribunale davvero degno di un Vanni Fucci e delle su fiche a Dio come le scrisse Dante.

Per ora contentatevi di rimuginare. Pensando che lo spirito di Pulcinella non muore; e che perciò sta nascendo un comitato di perseguitati e vittime di questo oscuro e affumicato tribunale, davvero degno di essere appellato il palazzo del malgoverno di Sarcofago City.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]


Salvatore Maricchiolo

 

Ora che il luogotenente CC di Quarrata, Salvatore Maricchiolo, è stato ordinato Cavaliere, può fare una bella cavalcata in procura a consegnare anche questo nuovo «disegno criminoso» a Curreli, e ai suoi colleghi del Terzo Piano, per nuove incriminazioni dato che Linea Libera non si arresta, depositaria com’è dello spirito di Pulcinella