ENIO DROVANDI OMAGGIA FRANCESCO NUTI

Enio Drovandi
Enio Drovandi

PISTOIA. Ginevra per la prima volta sulle scene assieme ad altri 35 giovani artisti. Lei, figlia di Francesco Nuti poeta del cinema comico-sentimentale italiano e di Annamaria Malipiero star dello sceneggiato “Cento Vetrine” su Mediaset, sul palco del teatro Viganò di Roma con la commedia musicale “Permette questo ballo?”.

Avviene grazie all’attore pistoiese Enio Drovandi, regista dello spettacolo che fa ridere e commuovere, rendendo omaggio al celebre regista ed attore toscano anche cantando la canzone “Sarà per te” portata da Nuti al Festival di Sanremo e ripresa dalla cantante Mina.

Drovandi, indimenticabile volto del tenero fotografo Cecco nel film cult “Sapore di Mare” (1982) di Carlo Vanzina, conosciuto dal grande pubblico inoltre per altre parti come il simpatico barista Totip nel telefilm “I ragazzi della 3a C” o l’estroverso animatore turistico Iacocca nel film “Ferragosto ok” (1986), ha quindi voluto replicare l’omaggio al maestro pratese anche a Pistoia, città natale di Enio, con lo spettacolo di cinema a teatro “Pistoia Cinecittà solo andata – Quando avevamo le parole in bianco e nero…ma i sentimenti erano a colori!” in scena l’8 e 9 maggio scorso al Pianeta Mèlos: un’esibizione intimista, tra cabaret e canzoni, appunto nella cornice delle candide atmosfere balneari anni ‘60 di “Sapore di mare”, con il ricavato devoluto a finalità di beneficienza ed il patrocinio di Comune e Misericordia di Pistoia, U.s. Pistoiese calcio 1921.

Durante le serate l’attore pistoiese ha ripercorso la sua carriera artistica dagli inizi ai successi nazionali, facendo recitare sulle note di canzoni di successo degli anni ‘60, come “Perdono” o “Alla mia età”, ragazzi e ragazze da lui selezionati nei giorni scorsi in collaborazione con la palestra Freeline di Pistoia e coreografie di Cristiana Capecchi.

Francesco Nuti
Francesco Nuti

«Era il 1981 – ricorda l’artista pistoiese, parlando della sua partenza dalla città natale alla volta di Roma, per fare cinema – e con gli occhi ancora assonnati, alle 5.25, prendevo il treno per Firenze e poi un espresso per la Capitale, pochi spiccioli in tasca, ma il cuore ricolmo di speranza».

Ma come mai la scelta del Mèlos? «Uno «spazio intimo e raccolto – osserva lui – adatto a percepire, in maniera quasi “epidermica” le emozioni ed i ricordi evocati in questa serata». Da tempo Enio festeggia ogni anno “Il compleanno della vita” a Roma, in compagnia di amici e di tutti coloro che gli vogliono bene: un evento che ricorda il risveglio dopo un incidente stradale avvenuto nel 1989, riportato da testate giornalistiche straniere e che richiama sempre l’attenzione di emittenti televisive nazionali e private.

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