Ex docente di educazione fisica, tifosissima della Fiorentina e presenza quotidiana sotto il Palazzo Comunale, era conosciuta e benvoluta da intere generazioni di pesciatini. L’allarme lanciato dai dipendenti comunali, poi il tragico ritrovamento nella sua abitazione

*
PESCIA. Pescia dice addio a uno dei suoi volti più familiari, affettuosi e caratteristici. Si è spenta all’età di 79 anni Grazia Baccelli. La sua scomparsa lascia un grande vuoto nella comunità cittadina, dove era conosciuta da tutti e dove, da sempre, rappresentava una presenza discreta ma costante.
Il suo corpo è stato ritrovato nel pomeriggio di oggi martedì, intorno alle 16, all’interno dell’appartamento al secondo piano di un elegante palazzo situato nella zona nord di piazza Mazzini. A fare la dolorosa scoperta sono stati i Vigili del Fuoco, intervenuti insieme al sindaco Riccardo Franchi dopo che si erano diffuse le preoccupazioni per la sua insolita assenza.
A dare l’allarme erano stati alcuni dipendenti comunali. Da giorni, infatti, nessuno aveva più visto Grazia passeggiare per le vie del centro storico o sedersi sulla panchina che, da anni, era diventata quasi il suo punto di osservazione privilegiato della vita cittadina, proprio di fronte al Municipio.
Secondo le prime ricostruzioni, il decesso sarebbe stato causato da un malore improvviso che non le avrebbe lasciato scampo.
Una vita intrecciata con quella della città
Parlare di Grazia Baccelli significa raccontare un pezzo della storia recente di Pescia. Donna dal carattere forte, sincero e diretto, conosceva profondamente la vita cittadina e seguiva con attenzione tutto ciò che accadeva nel territorio. Ex docente di educazione fisica, aveva insegnato a generazioni di studenti negli istituti cittadini, lasciando un ricordo vivo tra colleghi ed ex alunni. Nel corso degli anni era stata anche vicina alla Democrazia Cristiana durante gli anni dell’amministrazione guidata dal sindaco Carlo Corradini, tra il 1980 e il 1983.

Lo sport era una delle sue grandi passioni. Amava la pallacanestro in modo viscerale e aveva seguito con entusiasmo i tempi d’oro della storica Cestistica pesciatina degli anni Ottanta. Altrettanto profondo era il suo amore per la Fiorentina, della quale conservava gelosamente un taccuino pieno di autografi dei campioni viola.
Ma oltre alle passioni sportive c’era l’amore sconfinato per la sua città. Un legame che la portava a interessarsi di tutto ciò che riguardava Pescia, sostenendo ciò che riteneva giusto e non rinunciando mai a esprimere osservazioni e critiche quando lo riteneva necessario.
Il ricordo commosso di Giurlani
Tra i primi a ricordarla pubblicamente è stato l’ex sindaco Oreste Giurlani, che ha affidato ai social un messaggio carico di affetto. «Per me non era soltanto una persona conosciuta e stimata, ma soprattutto un’amica, una donna vera, schietta, sempre presente nella vita della nostra città», scrive Giurlani, ricordando i tanti incontri avvenuti durante il suo mandato. L’ex primo cittadino racconta con affetto la figura di Grazia seduta sulla panchina sotto il Comune, tanto da scherzare con lei chiamandola “il secondo portiere del Comune”.
«Era fatta così: sincera, diretta, attenta a tutto quello che succedeva nella sua città. Perché Grazia voleva davvero bene a Pescia e alla sua comunità», ricorda Giurlani. «Ti ricorderò sempre su quella panchina, a fare la guardia al nostro Comune».
“Quella panchina da oggi sarà diversa”
Profondamente toccante anche il ricordo dell’ex vicesindaco Luca Tridente, che con Grazia aveva instaurato negli anni un rapporto fatto di incontri quotidiani e lunghe conversazioni. «La incontravo tutti i giorni lì, sulla panchina sotto il Comune, un piccolo angolo diventato speciale dove ci fermavamo a parlare. Era un piacere ascoltare i ricordi e i racconti delle tante storie della nostra Pescia», scrive.
Tridente la descrive come una donna «solare, schietta, sincera, con il sorriso sempre pronto», sempre interessata agli altri e alla vita della città. L’ultimo incontro risale a pochi giorni fa, al mercato cittadino.
«Ci siamo salutati come tante altre volte, con la semplicità di chi pensa che ci sarà sempre un’altra occasione per scambiare due parole. Non potevo immaginare che quel saluto sarebbe rimasto uno degli ultimi ricordi». Parole che restituiscono il senso di una perdita che va oltre il dolore personale e coinvolge l’intera comunità.
Il vuoto lasciato da una presenza familiare
Per molti pesciatini, Grazia Baccelli era molto più di una semplice conoscente. Era una presenza rassicurante, un volto amico, una memoria vivente della città. Sempre pronta a fermarsi per una chiacchierata, a dispensare un consiglio o a commentare con passione le vicende cittadine, rappresentava uno di quei legami umani che rendono una comunità più unita. Da oggi quella panchina sotto il Palazzo Comunale, dove per anni ha osservato la vita quotidiana di Pescia, apparirà inevitabilmente più vuota. Ma resterà anche il simbolo di una donna che ha saputo lasciare un segno profondo nel cuore di tanti concittadini.
Alla famiglia giungono le più sentite condoglianze della comunità cittadina, che oggi saluta con affetto una donna che, a modo suo, era diventata parte dell’identità stessa di Pescia.



























