Dalla prima campagna elettorale del 1989 a un legame lungo oltre trent’anni. La storia dell’amicizia tra il leader brasiliano e lo storico presidente della Rete Radié Resch di Quarrata

QUARRATA. [a.b.] La nuova vittoria elettorale del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva riporta alla memoria una storia che da oltre trent’anni lega il Brasile a Quarrata. Una vicenda fatta di amicizia, impegno sociale e solidarietà internazionale che ha avuto come protagonista Antonio Vermigli, storico presidente della Rete Radié Resch di Quarrata, scomparso nel luglio 2023 e conosciuto ben oltre i confini locali come il postino di Lula.
Non si trattava di una semplice conoscenza istituzionale. Tra Vermigli e Lula si era sviluppato un rapporto personale profondo, nato nel 1989 durante la prima campagna presidenziale del futuro capo di Stato brasiliano. Da quell’incontro prese forma una collaborazione umana e ideale costruita attorno ai temi della giustizia sociale, della difesa dei lavoratori e del riscatto delle fasce più deboli della popolazione.
Ex portalettere, giornalista e instancabile attivista, Vermigli aveva dedicato gran parte della propria vita alla cooperazione internazionale. Attraverso la Rete Radié Resch e la rivista In Dialogo promosse iniziative di sostegno e sviluppo in diversi Paesi del mondo, con un’attenzione particolare proprio al Brasile, dove entrò in contatto con comunità, movimenti sociali, missionari e rappresentanti istituzionali. Lula partecipò nel 1999 alla sesta edizione della Marcia della Giustizia Agliana Quarrata e qualche anno dopo, da presidente, ricevette l’allora sindaco di Quarrata Sabrina Sergio Gori, in visita in Brasile accompagnata dallo stesso Vermigli.
Negli anni l’attivista quarratino divenne uno dei riferimenti italiani più vicini al leader brasiliano, tanto da essere spesso indicato come il suo migliore amico in Italia. Un rapporto che gli consentì di svolgere anche un ruolo di collegamento tra il mondo della solidarietà italiana e quello brasiliano, favorendo incontri e momenti di confronto tra esponenti dell’associazionismo e della politica dei due Paesi.

La vicinanza a Lula emerse con forza anche nei momenti più difficili della sua carriera politica. Nel 2018, durante le vicende giudiziarie che portarono all’arresto dell’ex presidente brasiliano, Vermigli intervenne più volte nel dibattito pubblico italiano per difenderne le ragioni, sostenendo che l’azione giudiziaria avesse una forte valenza politica.
Quando Vermigli morì nel luglio 2023, il cordoglio superò i confini toscani. In tanti ricordarono il ruolo svolto dall’attivista quarratino nella diffusione dei valori della pace, della cooperazione e della giustizia sociale. Pochi mesi dopo, in occasione della trentesima edizione della Marcia per la Giustizia Agliana-Quarrata, da lui ideata e promossa per decenni, venne letta una lettera inviata dallo stesso Lula, testimonianza concreta di un’amicizia rimasta intatta nel tempo.
Oggi, mentre il presidente brasiliano torna a imporsi sulla scena politica internazionale, Quarrata ricorda una delle pagine più significative della propria storia associativa: quella di Vermigli, l’uomo che seppe trasformare l’impegno di una piccola realtà locale in un ponte stabile tra la Toscana e il Brasile, fino a costruire un rapporto speciale con uno dei leader politici più influenti dell’America Latina.



























