DUE SINDACI PARECCHIO DIVERSI

Giovanni Burgarella
Giovanni Burgarella

QUARRATA-PISTOIA. Giovanni Burgarella, l’uomo che è rimasto incatenato per una settimana circa in piazza del Duomo a Pistoia per protestare contro il sequestro effettuato dall’Enpa dei suoi due cani, se ne è andato. E’ successo venerdì scorso, nelle prime ore del pomeriggio. Ma non perché abbia deciso di desistere dai suoi intenti, ma solo perché a Pistoia, il Sindaco, Samuele Bertinelli, gli ha intimato di lasciare il suolo pubblico indebitamente occupato.

“Mi ha mandato due vigili urbani – ci ha raccontato – che mi hanno detto, con estrema gentilezza, che lì non potevo più stare, invitandomi inoltre a trasferirmi a Quarrata perché è quello il Comune competente della mia questione. Mi sono liberato dalle catene, ho preso l’autobus e sono andato a Quarrata. Lì, però, invece che aspettare 100 ore senza riuscire ad avere alcun contatto con le autorità, dopo appena cinque minuti, il sindaco Mazzanti ha inviato un vigile urbano che invece di invitarmi a sloggiare, mi ha invitato a seguirlo perché il Sindaco, appena avrebbe potuto, mi avrebbe ricevuto.

“Colloquio importante, credo, soprattutto perché ho tenuto a sottolineare come la mia protesta non fosse minimamente rivolta né a lui, né tanto meno al Sindaco di Pistoia, ma solo all’Enpa e alla veterinaria dell’Usl e che mi ero incatenato solo per attirare l’attenzione su una questione che mi ha scosso profondamente e della quale mi ritengo profondamente penalizzato e, cosa non da poco, anche criminalizzato. Soddisfatto dalla conversazione, ho deciso di interrompere seduta stante la protesta. Resto in attesa fino a giovedì prossimo, 4 dicembre, data nella quale, il Sindaco Mazzanti, mi ha assicurato che avrò lumi sulla vicenda”.

“Mi sono sentito in diritto di scrivervi – ha aggiunto Giovanni Burgarella –, oltre che per ringraziarvi della vostra attenzione, anche per segnalarvi come i due Sindaci, Mazzanti e Bertinelli, divisi tra loro solo da una manciata di chilometri, abbiano avuto, nei miei confronti, un atteggiamento decisamente diverso, soprattutto per la relazione con un cittadino che si sente – e lo è – derubato dall’affetto prezioso dei suoi due cani e additato come maltrattatore”.

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