L’incontro con il sottosegretario regionale Bernard Dika accende il dibattito. Opposizione e Pescia Cambia rivendicano il confronto su sanità e sviluppo del territorio, mentre Pd e amministrazione Franchi chiedono chiarimenti
PESCIA – Un incontro politico nato, secondo i promotori, per discutere del futuro della città e dei rapporti con la Regione Toscana si è trasformato in uno dei casi politici più discussi degli ultimi giorni a Pescia. Al centro della vicenda c’è il confronto avvenuto al Circolo del Popolo di Alberghi tra il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika, alcuni consiglieri comunali di opposizione e rappresentanti del territorio, un appuntamento che ha provocato una dura reazione da parte del Partito Democratico locale e dell’amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Franchi.
Secondo la ricostruzione fornita dai consiglieri Alessio Spelletti (Gruppo Misto), Vittoriano Brizzi e Celeste Vassallo (Pescia Cambia), l’iniziativa era stata organizzata per affrontare questioni concrete riguardanti la città e l’intera Valdinievole. Sul tavolo sarebbero finiti i temi della sanità territoriale, il futuro dell’ospedale di Pescia, i rapporti tra Comune e Regione, le opere pubbliche e le prospettive amministrative e politiche del territorio.
Gli organizzatori sottolineano di aver sostenuto con convinzione la candidatura di Bernard Dika alle recenti elezioni regionali, ritenendolo un interlocutore autorevole per il territorio pesciatino. Per questo motivo hanno voluto promuovere un momento di confronto che, a loro dire, ha coinvolto anche esponenti della società civile e operatori sanitari.
Tra i presenti figurava anche l’ex sindaco Oreste Giurlani, la cui partecipazione è diventata uno degli elementi più discussi della vicenda. Nel documento diffuso da Pescia Cambia e da Alessio Spelletti, gli organizzatori respingono con decisione le accuse di aver promosso una riunione riservata o clandestina.
«Non abbiamo niente da nascondere» sostengono, spiegando che il Circolo del Popolo di Alberghi è da sempre sede di incontri e dibattiti politici pubblici. «Non siamo carbonari e non abbiamo bisogno di riunioni segrete», ribadiscono, definendo «assurde e pretestuose» le polemiche sollevate da alcuni esponenti della maggioranza.
L’opposizione rivendica inoltre il diritto e il dovere di incontrare rappresentanti delle istituzioni regionali per discutere delle esigenze del territorio e rilancia una critica politica all’amministrazione comunale. Secondo i consiglieri, dall’incontro sarebbe emersa la mancanza di un rapporto diretto tra il sindaco Riccardo Franchi e il sottosegretario Bernard Dika, considerato uno dei principali riferimenti istituzionali della Valdinievole.
Da qui la domanda posta dai gruppi di minoranza: perché l’amministrazione comunale non avrebbe finora attivato un confronto diretto con un rappresentante regionale del territorio per affrontare le principali questioni che riguardano Pescia?
Nel mirino dell’opposizione finiscono anche alcune recenti decisioni amministrative, a partire dalla gestione della raccolta differenziata, ritenuta un esempio di scelte adottate senza un adeguato confronto con le minoranze e con la cittadinanza.
Sul fronte opposto, il sindaco Riccardo Franchi ha definito «molto grave» la partecipazione di un esponente regionale a una riunione con consiglieri di opposizione senza che l’amministrazione comunale ne fosse stata informata, arrivando a parlare del rischio di operazioni politiche finalizzate a ostacolare il percorso di cambiamento e risanamento avviato dal 2023.
Anche il segretario del Pd di Pescia, Simone Bertini, ha chiesto chiarimenti ai vertici del partito e al presidente della Regione Eugenio Giani, sostenendo che il Partito Democratico cittadino non fosse stato informato dell’incontro. Nei giorni successivi Bertini ha ribadito di non aver ancora ricevuto spiegazioni ritenute soddisfacenti e ha escluso qualsiasi ipotesi di riavvicinamento politico con Oreste Giurlani e Roberto Michelotti.
A difesa dell’iniziativa, invece, gli esponenti di Pescia Cambia ribadiscono che «la politica è confronto, dialogo, proposte e soluzioni, non sospetti e polemiche» e assicurano che continueranno a incontrare rappresentanti istituzionali, forze politiche e cittadini «senza pregiudizi e senza steccati», con l’obiettivo dichiarato di lavorare per il futuro della città.
Nel frattempo il caso continua ad agitare il dibattito politico pesciatino, trasformandosi in un banco di prova sia per gli equilibri del centrosinistra locale sia per i rapporti tra Comune, Regione e opposizione.


























