col senno di poi. PASTACALDI, SANTINI, L’INCENERITORE E LA PROCURA DI PISTOIA

Breve riepilogo delle raccolte di archivio dei medici che si sono occupati di emergenza sanitaria della piana in mezzo all’inerzia degli organi di controllo e della magistratura


 

Guido Pastacaldi. Ricordando la sua testimonianza quale medico di Medicina generale: l’inquinamento è una minaccia

 

PIANA PISTOIESE. Ad avvenute esequie di Guido Pastacaldi, riuniamo alcuni documenti di archivio che sono purtroppo molto eloquenti relativamente all’emergenza sanitaria denunciata da tre lustri e ancora in piena progressione nel bacino della Piana Pistoia e Prato, con una comunità di circa 70.000 residenti diversamente esposti alle ricadute impiantistiche del gioiellino di via Tobagi, presto destinato al rewamping.

Il video di Piervittorio Porciatti dell’assemblea pubblica tenuta ad Agliana dell’ottobre 2016 e una testimonianza decisiva: lì ascoltammo, oltre a Guido Pastacaldi, anche la dott.ssa Patrizia Gentilini. Tutti tracciarono una disamina semplicemente inquietante, ma ignorata dalle amministrazioni tutte indifferentemente riunite in un generale “scansamento programmatico” di un sistema di raccolta porta a porta del tipo Consorzio Contarina-Priula, unica e vera formula per il superamento dell’incenerimento.

Il dottor Ferdinando Santini commenta gli indici di criticità per l’evidenza del più 3,22% di malattie nella zona. Perché?

Anche Guido Pastacaldi è stato colpito a una forma di leucemia che, per la sua natura, può trovare un nesso eziologico nell’inquinamento ambientale diffuso, che anche lui conosceva trovandosi in costante confronto con il collega Ferdinando Santini.

D’entrambi abbiamo avuto modo di raccogliere interviste e conoscere le loro – purtroppo convergenti – valutazioni sulla presenza di un’anomala percentuale di malattie che si discostavano già allora in modo sensibile rispetto agli indici statistici nazionali (con una differenza di 3,22%: vi pare poco se applicata su 70.000 residenti?); detto in modo brutale, qui si muore di più che nel resto d’Italia per certe patologie tumorali.

L’intervista al dottor Santini è ancora disponibile nella nostra raccolta, la troverete quì: una drammatica conferma, ottenuta anche con l’amarezza del recente lutto dello stimato Pastacaldi, sul quale constatiamo che la probabilità qualche volta ci azzecca (e dunque non si potrà escludere la relazione di causalità) e in maniera davvero democratica.

Linda Gambassi, sostituta Pm della procura di Pistoia, ha archiviato tre esposti sulla gestione dell’Inceneritore

Sulla questione è da sottolineare bene due aspetti “tecnicamente” rilevanti e non contestabili: il primo è che l’indagine epidemiologica promossa dall’allora Usl 3 (era il 2010, e sullo studio sono stati fatti numerosi tavoli, utili solo a pagare i gettoni di presenza a politici incapaci o controllati) è rimasto in archivio con un costo di un paio di centinaia di migliaia di euro.

Il secondo, è che la procura della repubblica di Pistoia – nota per numerosi episodi di inerzia – dovette aprire un fascicolo nel 2016, sul quale venne apposto nel 2022 il timbro “archiviare” dalla sostituta Linda Gambassi, applicata in materia ambientale: anche lei è fra quelli che “lavorano per la gente comune”.

Un’archiviazione difesa con il coltello tra i denti dalla procura, che impedì – a colpi di circolare 574/22: un vero gioiello di Tommaso Coletta – l’estrazione degli atti dal fascicolo scaturito da ben tre esposti/querela dei Comitati e politici di opposizione che, a colpo d’occhio (chi scrive lo ha visto) parve di oltre 6000 pagine. Quante ne avrà lette la dottoressa Gambassi?

Antonio Sessa ha rinunciato docilmente ad acquisire l’ordinanza Gambassi: anche Legambiente si è stancata?

Una limitazione opposta alla rappresentante legale del Comitato anti-inceneritorista e al paladino dell’ambiente Antonio Sessa targato Legambiente Pistoia che però si afflosciò come un soufflé dinanzi al diniego opposto dalla cancelliera Lorella Benesperi; e che rinunciò a intraprendere i ricorsi necessari per una giusta rivendicazione del diritto di voler “capire” quale era la motivazione cifrata dalla sostituta Gambassi.

La storia l’abbiamo conosciuta e raccontata tutta*, ci sono la prima e la seconda parte: rivedétevele.

Il dottor Santini ci rappresenta, oggi, la sua amarezza per l’inerzia tenuta sulla questione dagli organi di controllo: l’oblìo nel quale è stato abbandonato il fantastichevole piano di indagine epidemiologica dell’Usl ne è la prova concreta.

Betti parla e non dice, incassa i ristori. Il suo gioiellino gli frutta

Bene dunque che i cittadini sappiano chi sono i responsabili di questi lutti, e non si provi Edoardo Franceschi – ma neanche il sindaco noto inceneritorista don Ferdinando Betti – ad accusarci di facili speculazioni sull’onda emozionale di un decesso di una personalità tanto stimata e impegnata, perché dovuto a fattori comunque statisticamente probabilistici, ma non riconducibili in senso deterministico.

L’evidenza di indici di una maggiore incidenza di alcune categorie di malattie era stata rilevata dagli stessi medici (+3,22 %), che ebbero il coraggio e l’onestà professionale di riportarla in pubbliche assemblee (rivedétevela quì: educare al futuro) insieme a un loro autorevole collega, anche lui davvero rimpianto: Michelangelo Bolognini.

Ecco la nuda e cruda verità

Adesso i comuni proprietari dell’impianto di incenerimento di Montale dovranno procedere con il rewamping (un neologismo intrigante e davvero adeguato a dare l’impressione di un moderno cambiamento, mantenendo invariata la tecnica di distruzione, cioè l’incenerimento e il conseguente fenomeno delle ricadute di microinquinanti.

Questo settembre i cittadini saranno avvisati di nuovi progetti emersi, e prontamente adottati, sul bando formulato ad hoc per l’intervento unico per il sistema logistico di smaltimento della Regione, che si basa purtroppo ancora sul trattamento termico.

* Fu il consigliere Nerozzi che convenne, con il sindaco Benesperi, che chi scrive è probabilmente il massimo esperto sull’inceneritore  di Montale. Vedremo se sarò invitato alle varie Commissioni Ambiente…

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.online]