
PISTOIA. Pistoia città della cultura per l’anno 2017.
Un bel risultato non c’è che dire, soprattutto quando si riesce a battere concorrenti come Parma, Como, Pisa, Taranto, Ercolano ecc.
Ora ci aspetta la concreta prova dei fatti.
Quello che si è visto sin qui, francamente non ci induce all’ottimismo ovvero che si possa tener fede al blasone che ci è stato assegnato d’ufficio sulla scorta, mi pare, di una serie di progetti che hanno fatto breccia nella commissione giudicante motivando la scelta in maniera tanto lusinghiera: “La candidatura risulta decisamente ben sostenuta nei suoi diversi elementi (area centrale urbana, relazioni territorio circostante, ampiezza dei settori, gestione sistema bibliotecario, budget importante ma realistico, partenariato di sistema e internazionale) ampiamente apprezzati anche nel loro insieme”.
A ben osservare il centro storico, se la misura della cultura si dovesse valutare in base all’attenzione che si mostra verso l’arte e le architetture ereditate nei secoli, francamente ho più di una riserva. Il nostro centro e le sue strutture antiche non sembrano investite né da cultura né da civiltà né tanto meno sembrano essere adeguatamente valutate dagli stessi cittadini che non sembrano accorgersi del deterioramento progressivo cui stanno andando rapidamente in contro le strutture urbane più preziose e delicate.

Basta guardarsi in torno con attenzione stando attenti a non cadere sulle pietre sconnesse e basculanti di strade e piazze.
Alle indubbie responsabilità amministrative si deve aggiungere la non meno colpevole, passiva indifferenza, dei pistoiesi.
Gli “eventi” poi, che da anni sono in calendario, non hanno mai invaso od interessato, se non molto marginalmente, i media nazionali e la loro eco si limita alla modesta amplificazione della stampa locale e di Tvl.
Come indicatore della nostra importanza, questo fatto, non mi pare secondario e dovrebbe rendere l’idea di quanto sia limitato e talora squallido il panorama delle manifestazioni cittadine tutte caratterizzate da frettoloso pressapochismo, dettato spesso da limiti legati o all’ignoranza o alla inettitudine.
Il Luglio, ove si concentra l’immagine cittadina, ne è un esempio perfetto tra carnevalate di bassa lega e sbeffeggiamenti storici che sarebbe meglio evitare. Si parla di partenariato ossia del confronto tra parti diverse, pubbliche, private, economiche, sociali circa la realizzazione di interventi finalizzati allo sviluppo economico o a quello del territorio o all’integrazione sociale.
Attendiamo gli esiti di questi fulgidi propositi che, almeno per ora, sono rimasti fermi o quasi al loro significato teorico, dato che si è già assistito a confronti del genere fatti, per onor di firma, ma in pompa magna a tutela della democrazia, della sovranità popolare ecc. ecc., che, alla fine, non hanno modificato, sostanzialmente, decisioni già prese in precedenza dalle autorità amministrative.
Speriamo che con l’avvento del nuovo anno si possa far valere, qualche volta, la volontà popolare che, a chiacchiere sta a cuore a tutti. Città della cultura dovrebbe dare per scontato che ad essa fosse unita anche la civiltà, ma i due concetti, pur molto vicini, non sono obbligatoriamente e universalmente sovrapponibili.

Cultura è il patrimonio psichico di cognizioni acquisite dai soggetti attraverso l’istruzione e riguarda gli aspetti spirituali, idealistici ed emotivi della società.
Cultura è concezione della realtà e della sensibilità ad essa legata, cultura come modo di pensare l’arte e il divertimento.
Viceversa la civiltà riguarda gli aspetti tecnologici e organizzativi dell’esistenza. Civiltà che implica i mezzi, cultura costituita dai fini e dai valori ad essi legati.
Credo che non si possa scindere la civiltà dalla cultura e che i due concetti siano legati strettamente. Girando per l’Italia è facile imbattersi in cittadine del nostro calibro dove cultura e civiltà riescono a emergere e farsi valere, a ragione, ben oltre l’àmbito locale.
Il pessimismo del sottoscritto è appunto frutto di questo tipo di paragoni. Sinora non so dire se ci siamo mostrati più carenti dell’una o dell’altra virtù: può darsi che il 2017 chiarisca questo dubbio.
[*] – Lettore, ospite
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![ridicoli. [EU]GENIO GIANI VUOLE MANTENERE L’INCENERITORE: MA NON ERA UNA “MACCHINA VECCHIA, LETALE E DA CAMBIARE”? ridicoli. [EU]GENIO GIANI VUOLE MANTENERE L’INCENERITORE: MA NON ERA UNA “MACCHINA VECCHIA, LETALE E DA CAMBIARE”?](https://www.linealibera.online/wp-content/uploads/2026/09/giani-410x260.jpg)
Mi piacerebbe tanto sapere cosa ci si aspetta dai cittadini. Questa città secondo me, dal cittadino, viene vissuta per come le si presenta. Camminando per le strade e sui marciapiedi non puoi guardare ciò che ti circonda perchè costretto a guardare in terra cercando di non cascare……. Nel centro, per trovare un cestino per i rifiuti bisogna fare un bel pezzo di Via Cavour e Via Cino metterne uno di più sarebbe costato troppo? Vai un pò fuori dalla città trovi i cassonetti sia dell’indifferenziata che della carta per giornate stracolmi e di conseguenza chi deve depositare la propria immondizia o è costretto a lasciarla nel cassonetto col portellone aperto o in terra. Forse stiamo pagando poco di tassa dei rifiuti per avere un servizio migliore? Strade e vicoli più igenici è pretendere troppo? Troppo impegno e troppo lavoro?
Il cittadino per come mi sento io, di cui si parla male, rappresenta quell’indifferenza che il comune sta mettendo in atto per il Suo benessere.
FIORE DI MONOZZO: Gentile Signora Claudia
Se da un lato mi sembra convenire con me sul degrado ineccepibile e straordinariamente diffuso in tutta la città dall’altro si meraviglia che abbia tirato in ballo l’indifferenza, ormai consolidata, dei cittadini. Lei immagino che paghi le tasse come me e come me sia tempestata di balzelli nuovi ed esosi che ci obbligano a pagare, a pagare, a pagare. A fronte delle aumentate spese che sosteniamo, si sono avuti miglioramenti nei servizi che il Comune ci offre? La tanto sbandierata Tari. Che avrebbe dovuto coprire le spese per i “servizi indivisibili” ha forse migliorato le strade, i marciapiedi, l’illuminazione, le fognature ecc. ecc.? Non è cambiato nulla se non in peggio e di questo credo ne convenga. La raccolta differenziata che doveva portare riduzioni sulle bollette, dal momento che i rifiuti opportunamente suddivisi non vengono regalati ma venduti, anziché diminuire le bollette le ha, paradossalmente aumentate e tutto nel silenzio più assoluto. Pensa che possa essere giunto il momento di far sentire la nostra voce con energia e reclamare a buon diritto quello che ci è dovuto? Qualche anno fa, gli italiani erano assai meno indifferenti alla cosa pubblica verso la quale mostravano un’attenzione tanto assidua da rivelarsi talvolta ossessiva ed eccessiva. Ricorda tutte le organizzazioni sorte spontaneamente tra cittadini, “Popolo Viola”, “Arcobaleno”, “Girotondini” , gli “indignati” ecc ecc. gente che era sempre in piazza chiedere il rispetto, a volte sacrosanto, dei propri diritti. Oggi questi movimenti sembrano essersi dissolti, come se tutto, ora, andasse bene e non ci fosse più bisogno di cambiare nulla. Quelli erano cittadini che non accettavano di vivere città e situazioni come venivano presentate loro ma, anziché subire con indifferenza atti, decisioni e situazioni che non approvavano facevano sentire la loro voce anche energicamente. Pistoia non ha mai conosciuto una vera e propria protesta condotta da cittadini inferociti che, evidentemente, fino ad oggi preferiscono alla legge del buon senso che impone una ribellione, quella meno nobile e più devastante del Bisenzio.
la saluto cordialmente
In realtà, caro Fiore, c’è un caso in cui “Pistoia ha conosciuto una vera e propria protesta condotta da cittadini inferociti”: il caro mensa delle scuole, per non pagare qualche euro in più in fondo al mese! Lascio a te ogni ulteriore commento …
Buon giorno Claudia…la classe politca è l’espressione di ciò che bolle in pentola; certo hanno responsabilità supplementari rispetto a un comune cittadino. Ma io le ribalto la questione: perchè mai, se non ci sono abbastanza cestini, la carta deve essere gettata in terra? Non è proprio possibile mettersela in tasca e riportarla a casa?