
FIRENZE. Dopo appena 13 mesi giunge il 1° settembre un cambio al vertice della Dg dell’Arpat, con l’arrivo di Marcello Mossa Verre, che suscita curiosità per il crescente pasticcio dell’area metropolitana incentrato sul nuovo aeroporto di Peretola.
Avevamo conosciuto la Sargentini in occasione di alcuni seminari tematici e ci viene riportato da alcuni confidenti che la vera motivazione della sua esclusione sia stata il “pollice verso” di Arpat sullo studio della nuova Peretola: elemento non gradito governatore Rossi non disponibile ad atti di liberalità e indipendenza scientifica?
Ci spiace constatare che la Sargentini si veda costretta a procedere in una azione di tutela davanti al Giudice del Lavoro, rileggendo appunto, i brillanti pareri dei politici che la elessero nel luglio 2015: la Dg sarebbe stata rimossa per delle motivazioni apparentemente aleatorie, da ricondurre alla sua posizione di “esodata” trovandosi già collocata in tale categoria, al momento della nomina nel 2015.
Se questo è vero, ci sorprende che non abbia avuto cognizione di ciò al momento della riorganizzazione dell’Agenzia Regionale, che avrebbe dovuto comprendere – e non escludere – anche la sua figura dirigenziale.
Prendiamo atto della sua rimozione, ma non siamo affatto convinti delle motivazioni addotte e ci torna alla mente un’altra rimozione dirigenziale più clamorosa, quella di Fabio Zita, riconducibile a qualche parere uncorrect secondo le direttive del Magnifico Rossi.
Sono due facce della medesima medaglia?
[Alessandro Romiti]























