ACCOGLIE E ASSISTE UNA RUMENA, MA I SERVIZI SOCIALI NON LO AIUTANO

Il Vescovo Silvano di Luni con i monaci del monastero di Lizzanello
Il Vescovo Silvano di Luni con i monaci del monastero di Lizzanello

PISTOIA. Una storia di assistenza, completamente a gratis, a una trentunenne rumena con problemi di natura psicologica (D.E.), iniziata più di un anno fa al Monastero Ortodosso di Lizzanello, che si sta per trasformare in un esposto-denuncia che domattina sarà presentato oralmente al luogotenente della stazione Carabinieri di Capostrada. A segnalarcelo, lo stesso Vescovo Silvano di Luni, che si è sentito tradito, sotto ogni punto di vista, dai servizi psichiatrici e sociali dell’Asl 3. Ma procediamo con ordine.

Poco meno di un’ora fa il telefono squilla e la voce dall’altra parte ci chiede se siamo disposti a scrivere quello che sta per esserci detto. Rispondiamo subito di sì, data anche l’antica amicizia che ci lega al Vescovo Silvano, nostro compagno di liceo e collega d’insegnamento.

Il Vescovo ci racconta che l’accoglienza della giovane rumena sarebbe dovuta essere temporanea, ma, a forza di tempi allungati, è finita con il passare l’anno: e tutto a carico del monastero ortodosso di Lizzanello (si legga del Vescovo in persona) e senza alcun aiuto da parte dei servizi sociali Asl.

“Recentemente – ci dice – mi sono dovuto ricoverare per un intervento chirurgico. Ho chiesto all’Asl di fare in modo di risolvere il problema di D.E. non potendo più sostenere il tutto in prima ed unica persona. Si noti che da ben quattro anni sto assistendo e ospitando – aggiunge – anche un rifugiato ultracinquantenne (M.E.D.) di nazionalità egiziana…».

Mentre il Vescovo Silvano era ricoverato in ospedale, gli si presentano – racconta – una psichiatra e due assistenti sociali che, in qualche modo, lo convincono a prestare il suo consenso per tenere ancora D.E. per qualche tempo: almeno fino al 15 settembre, che ormai è, si può dire, alle porte.

E da qui nasce l’inghippo. “Stamattina – chiarisce il Vescovo – D.E., che fra l’altro soffre anche di patologie psichiche piuttosto delicate, viene contattata direttamente dal servizio sanitario, e le viene chiesto di trovarsi una qualche sistemazione o cose simili”.

Eppure fra Asl e Vescovo era stato stilato e sottoscritto un accordo ben preciso che liberava il monastero ortodosso da qualsiasi ulteriore forma di assistenza nei confronti della giovane rumena.

“È per questo – conclude il Vescovo – che oggi ho inviato un telegramma urgente a chi di dovere, psichiatria e servizi sociali e per conoscenza al Prefetto, diffidando i responsabili da comportamenti non congrui con gli accordi sottoscritti”.

Secondo Sua Eminenza (ai Vescovi ortodossi è tale l’appellativo che spetta) nei comportamenti degli organi pubblici non ci sarebbero solo lesioni di natura e rilevanza penale, ma anche implicazioni di natura civilistica.

Domani, comunque, il Vescovo Silvano renderà testimonianza verbale al luogotenente della caserma di Capostrada. Poi staremo a vedere.

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