
UNA VOCE CARBONARA (la carbonara è sempre bòna, specie se c’è dimolta pancetta!) ci sussurra che domani – o al massimo dopodomani – dovrebbe uscire un pezzo della Nazione (dicono a firma di Michela Monti) che avrebbe avuto ragguagli sugli «smottamenti meloniani» in Serravalle.
La fonte dovrebbe essere buona e attendibile. A parlare alla carta, dovrebbe essere Elena Bardelli, portavoce locale di FdI, che ha lavorato su indicazioni del Senatore Patrizio La Pietra. Ma non senza un sacco e una sporta di difficoltà.
Il gruppo si è costituito, ma partenza e avvio sembrano essere ancora in salita e non poco – del resto Serravalle è lassù, sul cucuzzolo della montagna; e sia Heidi che Peter non possono non durare fatica con tutte «le caprette che fanno ciao»!
Non resta che attendere l’uscita per avere una versione ufficiale dei fatti, ufficializzata da un giornale ufficiale e non da un quotidiano anomalo, anarchico, insurrezionalista e satirico-irriverente come il nostro.

Molti, dopo la formazione del gruppo FdI, si aspettano che il capogruppo Giovannoni faccia i primi passi e che i primi passi li faccia anche Patrizia La Pietra, sorella del Senatore romano, che fino dal 2017 ebbe la delega speciale alla valorizzazione e ai problemi del territorio da parte di Piero Lunardi, ma i cui frutti non si sono visti nemmeno sulla carta.
Siamo curiosi e ansiosi, peggio delle suore. Anche perché le novità non possiamo andarle a chiedere al Senatore, che una volta ci era amico, ma che, da quando gli abbiamo pestato non si quale callo, prima ci ha apostrofato dandoci del «lei» e poi, da lunga pezza, non ci rivolge più la parola. Domine, non sum dignus…
D’altronde come – secondo il proverbio – «cazzo di frate, culo di donna e naso di cane sono tre cose fredde», anche la politica si comporta così: a volte è calda e, altre, si raffredda all’improvviso.
E non è che quando è diàccia sia bòna come la minestra di pane (che i cittadini colti chiamano ribollita). Quando la politica si raffredda, fa come il brodo di pancetta di vitello: rasséga. Ci nascono sopra tutte quelle frittelle e croste di grasso che la rendono poco gradevole. Chi ha fatto il militare il sego se lo ricorda, perché serviva a ammorbidire gli anfibi, che da nuovi erano rigidi come una calata di rame di quelle che scaricano l’acqua dei tetti.

Ma noi, pur essendo tutt’altro che cattocomunisti di fede che vanno a cantare nel coro parrocchiale, nutriamo la speranza che anche il Senatore, con la primavera e il gruppo nato a Serravalle, si sciolga un po’.
Lui – sembra – è abituato a chiudere le trasmissioni a secco (lo aveva fatto anche con la sua portavoce serravallina e successivamente con noi) e poi, però, anche a riaprirle.
Allora domani all’alba tutti all’edicola a comprare La Nazione per leggere la storia del gruppo FdI di Serravalle (quello sanguigno degli impiegati, sarà sottoposto al test per il Covid, ci sembra di aver letto…).
Buon ritorno della voce a tutti!
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]
Delitto di cronaca, critica e satira
Masetto Mutolo da Lamporecchio, a forza di farsi le monachine di Santa Brigida, riebbe, per miracolo, l’uso della favella. Almeno così raccontava il Boccaccio…



























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