
CHI ABITUALMENTE non si occupa di giustizia, come me, e si affida solo alla logica per analizzare i fatti, si trova davvero a mal partito nell’osservare quanto è successo per il caso della piccola Matilda Borin, uccisa con un calcio a 22 mesi o poco di più.
Dopo undici anni il risultato è che non esiste un colpevole.
Eppure in quella stanza, o in quella casa, insieme alla bambina c’erano solo due adulti, la madre Elena Romani e il compagno di lei Antonio Cangialosi.
Se Matilda non si è suicidata, uno dei due adulti deve per forza essere il responsabile, questo mi pare incontestabile.
Eppure la giustizia e i legulei che ne fanno scempio sono riusciti a dimostrare l’estraneità al fatto della madre e del compagno di lei.
Se si trattasse di un gioco di prestigio direi che è perfettamente riuscito, purtroppo però ne ha fatto le spese una creatura innocente.
[Fiore Di Monozzo – Ospite]

























