raddoppio ferroviario. L’OPEROSITÀ DEL PASSATO E L’INEFFICIENZA DI OGGI

Serravalle. Cantiere della seconda galleria della ferrovia

PISTOIA. Ottima pensata quella di raddoppiare la linea ferroviaria tra Pistoia e Lucca, una necessità avvertita da più parti che finalmente ha visto l’inizio dei lavori.

Per la fine delle operazioni inutile fare previsioni tanto i termini non saranno rispettati, figuriamoci i costi che lieviteranno di sicuro rispetto a quanto ipotizzato.

Tutte cose alle quali, ormai, ci siamo pericolosamente abituati e che assorbiamo sulla nostra pelle senza scomporsi più di tanto. Ma al di là di queste scontate considerazioni, questa lettera ha un’altra finalità.

Si chiuderà la linea per un mese, ammesso che tale periodo basti effettivamente, tra agosto e settembre per consentire determinati lavori tra Pistoia e Montecatini.

Non conosco i motivi di questa pausa nella circolazione, che certamente saranno più che giustificati e che gli addetti ai lavori avranno senz’altro valutato accuratamente ma volevo soltanto far notare che nel 1935 la linea tra Firenze e Roma, lunga ben 314 chilometri, venne elettrificata, a 3000 V (volt) a corrente continua, in circa sei mesi senza mai interrompere la circolazione dei treni come testimoniato, a suo tempo, da chi a tali operazioni aveva direttamente collaborato.

Raddoppio ferrovia Pistoia-Lucca

I lavori si svolgevano durante gli intervalli di tempo tra un treno e l’altro ottimizzando spazi temporali esigui in cui le maestranze dovevano operare utilizzando gli scarsi mezzi del momento seguendo ritmi e modi che richiedevano, insieme alla volontà anche un notevole spirito di sacrificio.

Il raffronto tra le due situazioni è venuto spontaneo, ognuno tragga, ovviamente, le conclusioni che vuole. Per non parlare poi della ferrovia ‘Transappennina’, meglio nota come Porrettana, ideata dai fratelli di Cini di San Marcello Pistoiese nel 1845 e inaugurata nel 1864.

Non sono un fanatico del passato, tanto meno del ventennio, figuriamoci, e nemmeno uno stupido da anteporre l’ideologia, qualunque essa sia, alla logica dei fatti accaduti ed al loro rispetto. Perché negarli però, quando i risultati sono sotto gli occhi di tutti?

Fiore Di Monozzo

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