querele. DON BIANCALANI HA DECISO O NO?

Don Biancalani

PISTOIA. La vicenda del turpiloquio e delle minacce scaricatesi a voce e kilobyte sulla parrocchia di Vicofaro, ovvero sul suo parroco (che non serve nemmeno ricordare per nome grazie alla celebrità conquistata), sembrava che avesse preso piega e indirizzo, dopo l’accorato comunicato stampa del Vescovo Fausto di un paio di mesi fa e che merita essere riletto oggi.

È dunque arrivato il momento di scoprire la carte per capire, con il supremo rigore di legge, se le argomentazioni proposte dal presbitero sono concrete e sostenibili in un ipotetico procedimento penale, sottoposto al preliminare vaglio del Pubblico Ministero e del Gip.

Rilevante – a nostro sommesso parere – il fatto che la Polizia postale non abbia avviato, di sua sponte, le indagini sulle “minacce” nonostante il clamore suscitato dalle molto mediatiche vicende di Vicofaro, con al centro delle minacce un parroco.

Del resto è pacifico che un cultore della legalità come Don Biancalani ha da sempre fiducia nelle autorità costituite e dunque, avrebbe garantito la massima collaborazione alle indagini, con soddisfazione del risultato.

Sembra di capire dalla lettura dei giornali, che gli organi di Polizia non hanno mai svolto, anche davanti alle asserite notizie di reato, qualche specifica indagine sulle ripetute al presbitero e questo ci pone degli interrogativi.

Adesso, seguiremo con interesse l’esito del procedimento penale, che sarà sicuramente in massima evidenza sulla scrivania del Pubblico Ministero designato.

[Alessandro Romiti]

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