PISTOIA. Martedì 12 luglio, a partire dalle 19:30 si inaugura, allo Spazio Arte Pistoia (via Sant’Anastasio 13) la personale di Emilia Maria Chiara Petri.
Presentiamo il progetto “Dell’idea inespressa e del tutto scartabile” direttamente dalle parole dell’artista:
“Questo progetto non esiste. Non è mai esistito se non nell’intenzione di esistere e al mio alternare euforia insensata e totale annichilimento deve la sua inesistenza.
Questo progetto non è un progetto. È un abbozzo scartato. Perché sempre uguale a se stesso nelle sue piccole, quotidiane, evoluzioni ed involuzioni; ridondante, malinconico. Come un’idea che mi perseguita e che non sa neanche spiegare le sue ragioni. E forse non ha proprio ragioni, si basa su premesse irrazionali, caotiche e indistinte: cercarne di diverse significa smantellare pezzo per pezzo, ancora una volta, un organismo simbiotico senza riuscire ad analizzarlo, eppure continuare a demolire e scavare e sottrarre indefinitivamente.
Sottrarsi alla consequenzialità logica e all’assillante ricerca di autogiustificazione, per cercare di smettere di sminuire percorsi e persistenti seppur fragili strutture, di frammentare e negare legami, affetti, identità, volontà.
Tutto è scartabile, perché inevitabilmente perfettibile, fallibile, quasi sempre inappropriato, mancante; tutto è tale se non per qualcuno che riesce ad amarne l’insieme, la totalità dei segni tracciati, di quelli assenti, dei solchi e delle concrezioni; tutto è deformabile, mediocre, se non da un certo punto, o attraverso un determinato sguardo, o in un dato, fatidico istante… che già è passato, che fatico a ricordare, ma c’è stato, di questo sono sicura.
Tutto può apparire meraviglioso e subito, o talvolta nel mentre, insignificante. È processo artistico lo stesso sviluppo deformante, il fallimento e la frustrazione, l’insistere di un’idea nell’insensatezza del suo essere e nella fragilità e caducità di ciò che la supporta. Certo non c’è un valido motivo per portarla avanti. E non ci deve essere.
Lei è. E rimane a guardarti. Puntualmente ti sveglia al mattino con la sua apprensione, ti ricorda la tua inconcludenza con voce flebile e insistente premura; ti accompagna il giorno con discorsi disarticolati che non si sa come riescano a convincerti, per poi stupirti e confonderti, alla sera, con un improvviso e contagioso entusiasmo per mirabolanti possibilità irrealizzabili, aspettando che tu, lungo tutta la notte, ne ritrovi inevitabilmente l’inconsistenza, i nessi mancanti, le premesse che non tengono. Aspettando che tu ricominci, con il mal di testa del giorno dopo.
Lo stercorario è un animale magico: chi meglio di lui conosce la ricchezza di ciò che è scartato e il potere di ciò che è infinitamente riplasmato e riformulato?
Khepri, dio scarabeo, possa essere simbolo di una quieta accettazione di sé e la sua palla di sterco assomigliare, così nitidamente, ad un sole nascente”.
Emilia, sul suo sito (www.emcpetri.com) scrive: “Dipingo perché osservare è un’occupazione illuminante, ma io percepisco molto meglio quando non metto a fuoco e lascio che il mio occhio dimentichi di dover guardare; per poi esprimersi in quella concretezza che mi illude ancora una volta di costruire una possibilità di senso. Dipingo perché mi commuove sentire come il colore prenda forma una volta asciutto. L’olio è un compagno inaffidabile, il giorno dopo mi rifletterà sotto una luce diversa e in un modo che non avevo previsto. Ha da sempre una lucentezza che mi affascina e insieme mi spaventa, e l’indulgenza e la magnanimità di chi non smette mai di offrirmi nuovi tentativi per rimediare: a quello che non sono riuscita a dire. Non ho strategie per controllarlo, ma solo il tempo e la cura di aspettare che, asciugandosi, si riveli. E mi interpelli di nuovo”.
Il progetto vede la collaborazione del fumettista Luca Genovese con un’illustrazione creata ad hoc per l’esposizione.
La mostra sarà visitabile fino al 31 luglio.
[spazio arte pistoia]




















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