
LA RAPA in questo caso è la scienza medica e biomedica. Un biologo, professore universitario, ascoltato in una trasmissione di Rai News ha sterilizzato l’argomento “impianto in utero di ovuli altrui” con una semplice domanda: che incidenza statistica ha questo, che è un errore umano? L’uomo è fallibile c’è da saperlo, e i biologi lo sanno meglio degli altri.
Sembra di capire che se capita una volta ogni tanto, se la statistica dimostra la scarsa incidenza dell’errore sull’insieme degli interventi di fecondazione assistita, inutile lamentarsi.
Il contenuto scientifico del sapere è da tenere nella massima considerazione ma non ha sangue. In questo caso, almeno, si dimostra che una provetta può contenere l’embrione di chiunque e può essere impiantato nell’utero di chiunque e chi s’è visto s’è visto.
La donna dell’Ospedale Pertini che porta in grembo due gemelli con dna diverso dal suo ha dichiarato che è proprio come fossero figli suoi. I giuristi si scaldano al fuoco del diritto romano secondo cui la madre è colei che partorisce il figlio ed il padre è il di lei marito.
Bene, darwinianamente sappiamo che avrà la meglio chi è più bravo ad adattarsi, la società e con lei il diritto si evolvono e non c’è motivo di tentare un’inversione di tendenza e trovarsi annoverati tra i retrogradi – negli Usa esiste un format, importato di recente anche in Italia, che si chiama Generation Cryo, Brothers of another Mother (generazione di scongelati), raggelante, ma questa è solo un’opinione, che fa molto generazione di fenomeni, in cui i ragazzi cercano i loro fratelli sparsi nel mondo risalendo dal numero del donatore (di sperma) annotato scrupolosamente su un certificato di nascita… a tutti quelli che son venuti al mondo con quel sistema.
Nell’ansia di tutelare il diritto alla maternità, che è annoverato tra quelli inviolabili come il diritto alla salute, alla vita, alla dignità, si dimentica tuttavia il diritto del nascituro a non avere davanti una vita più complicata di quanto non capiti a tutti gli altri che pure nascono da un padre e una madre un po’ più definiti.


























