Svelato domenica 23 agosto il cippo progettato dagli studenti del Liceo Artistico “Petrocchi”. Un’opera che ricorda il sacrificio dei due giovani fucilati nel 1944 e che diventa il primo monumento esplicitamente dedicato alla Resistenza nel territorio comunale.
QUARRATA — È stato inaugurato domenica pomeriggio, 23 agosto, nel piazzale del cimitero di Campiglio, il cippo in memoria dei partigiani Gino Cecco e Domenico Lombardo, uccisi dai tedeschi il 24 agosto 1944 nella zona del “boscone”, tra Campiglio e Valenzatico. Un luogo non casuale: proprio qui, 82 anni fa, gli abitanti della frazione sistemarono provvisoriamente i loro corpi, in attesa che le famiglie potessero riportarli a casa.
La cerimonia, accompagnata dalle musiche del gruppo “I Cantografi”, ha visto la partecipazione delle autorità civili e religiose, delle associazioni e di una rappresentanza del Liceo Artistico “P. Petrocchi” di Pistoia – sede di Quarrata, protagonista del progetto che ha portato alla realizzazione del monumento.
Il cippo nasce infatti dalla collaborazione tra ANPI Quarrata e il Liceo Artistico, con il patrocinio della Città di Quarrata e della Regione Toscana, il contributo di Banca Alta Toscana e il supporto della Diocesi di Pistoia e della Parrocchia di Santo Stefano di Campiglio. A idearlo sono stati gli studenti della classe 4ªG, coordinati dal professor Nicolò Lorenzi e con il supporto della professoressa Angela Borselli. Una commissione ha poi selezionato, tra i bozzetti del concorso “Io non ho paura”, il progetto di Agnese Costantini come vincitore.
Un segno permanente della memoria
Il monumento, composto da due grandi lastre di marmo verticali, spezzate e geometriche, svetta verso l’alto come simbolo della lotta e della frattura che unì e divise i due giovani partigiani. Sulla lastra sinistra è inciso il nome di Domenico Lombardo, su quella destra quello di Gino Cecco. La base circolare è circondata da una fascia in bronzo con la scritta: “Caddero ribelli in onore della tua libertà”.
«I valori dell’antifascismo si dimostrano con le parole, ma soprattutto con i fatti» ha dichiarato il sindaco Gabriele Romiti, sottolineando come la creatività degli studenti abbia trasformato la memoria della Resistenza in un segno tangibile e duraturo. «Grazie a questo monumento, la loro sensibilità diventa un’eredità permanente per la comunità».
Per Piergiorgio Pacini, presidente ANPI Quarrata, si tratta del primo monumento esplicitamente dedicato alla Resistenza nel territorio comunale: «Rappresenta la lotta degli Italiani contro la dittatura fascista. “Non ho avuto paura”, scriveva Lombardo ai genitori poco prima di morire: oggi spetta a noi non avere tentennamenti nel difendere la nostra democrazia costituzionale».
Chi erano Cecco e Lombardo
Secondo le testimonianze raccolte dal consigliere comunale Antonio Guidotti, Domenico Lombardo, palermitano, fu catturato nelle colline del Montalbano e detenuto a Campiglio insieme ad altri partigiani, alcuni dei quali riuscirono a fuggire. Lombardo e Cecco, modenese, furono invece condotti dai tedeschi nella zona del “boscone” e fucilati. Prima di morire, Lombardo chiese un conforto religioso, che gli fu negato: gli venne concessa solo la possibilità di scrivere un’ultima lettera d’addio.
Il cippo inaugurato domenica restituisce oggi alla comunità un luogo di memoria condivisa, capace di raccontare alle nuove generazioni il valore del sacrificio di due giovani che non ebbero paura.

























