Dopo la delibera del 13 agosto, Betti invia ad ATO Toscana Centro la richiesta di fissare la seduta dell’Assemblea dei Sindaci solo dopo la consultazione popolare. Il gruppo Montale Rinasce sollecita tutti i Comuni dell’ATO a fare altrettanto: “La strada è lunga, serve l’impegno di tutti”
MONTALE. Un primo risultato è stato raggiunto. Lo afferma Montale Rinasce, che questa mattina ha diffuso una nota per informare la cittadinanza dell’invio, da parte del Sindaco Ferdinando Betti, della lettera ufficiale indirizzata al Presidente e al Direttore di ATO Toscana Centro. Nel documento – datato 20 agosto e firmato dal primo cittadino – il Comune di Montale chiede formalmente una nuova calendarizzazione della seduta dell’Assemblea dei Sindaci dedicata all’adozione del Piano di Ambito 2025–2035, chiedendo che essa avvenga solo dopo la consultazione popolare prevista sul territorio comunale.
La richiesta arriva in attuazione degli impegni assunti dal Consiglio comunale con la delibera approvata all’unanimità il 13 agosto, che vincola Sindaco e Giunta a esprimere un voto esplicito a favore dell’adozione del Piano di Ambito, ma contestualmente a chiedere un riequilibrio tariffario e la conferma degli interventi già programmati nel triennio precedente.
La delibera stabilisce inoltre che il riequilibrio debba essere realizzato entro 100 giorni dall’adozione del Piano.
Montale Rinasce, che ha condiviso pubblicamente la lettera del Sindaco, annuncia di aver inviato questa mattina una comunicazione a tutti i Comuni dell’ATO Toscana Centro, indirizzata ai Sindaci e ai Capigruppo consiliari, per informarli dell’iniziativa di Montale e invitarli a intraprendere la stessa azione istituzionale.
L’obiettivo è creare un fronte comune affinché l’Assemblea dei Sindaci tenga conto del percorso partecipativo avviato sul territorio e della consultazione popolare che si svolgerà nelle prossime settimane.
«La strada è ancora lunga ed abbiamo bisogno di tutti», scrive il gruppo civico, sottolineando come la mobilitazione dei cittadini e la pressione istituzionale dei Comuni possano incidere sulle scelte dell’ATO e della Regione in una fase decisiva per il futuro della Piana pistoiese.
