Secondo quanto riportato da La Firenze che vorrei, è stata messa in vendita la storica sede di via dello Steccuto. L’operazione sarebbe legata alla necessità di reperire liquidità in un contesto finanziario delicato
PISTOIA-FIRENZE. La possibile individuazione di una nuova sede a Pistoia rappresenta la novità più significativa emersa nelle ultime ore sul futuro della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia. Secondo quanto pubblicato da La Firenze che vorrei, in un articolo firmato da Lorenzo Somigli, l’ente si starebbe preparando a trasferire i propri uffici direzionali fuori da Firenze, chiudendo una lunga stagione che ha visto la Confederazione legata storicamente al capoluogo toscano.
Al centro dell’operazione c’è la sede di via dello Steccuto 38, immobile che sarebbe stato messo in vendita e che per anni ha rappresentato il cuore amministrativo e operativo delle Misericordie. Il trasferimento a Pistoia, qualora venisse confermato, segnerebbe un passaggio storico per un’istituzione nata nel 1244 e da sempre identificata con Firenze.
La decisione si inserirebbe in una fase di particolare complessità economica per la Confederazione. La Firenze che vorrei richiama infatti le vicende giudiziarie e contabili degli ultimi anni, tra cui la condanna in via sussidiaria della Corte dei Conti relativa alla vicenda del Cara di Isola Capo Rizzuto e le criticità finanziarie evidenziate nei bilanci, con debiti verso Inps ed Erario riportati dai revisori.
Secondo la stessa fonte, la vendita dell’immobile avrebbe l’obiettivo di generare nuova liquidità e contribuire al riequilibrio dei conti. Resta tuttavia da chiarire quale potrebbe essere il reale introito netto dell’operazione. Il giornale riferisce infatti di verifiche in corso sull’eventuale presenza di gravami ipotecari collegati a finanziamenti bancari che, se confermati, potrebbero incidere in modo significativo sulle somme effettivamente disponibili.
L’edificio di via dello Steccuto, già sede della Bassilichi e situato accanto alla Misericordia di Rifredi, è considerato un immobile di elevato valore sul mercato fiorentino. La sua eventuale cessione rappresenterebbe quindi una scelta di forte impatto non solo sotto il profilo economico, ma anche simbolico.
Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali della Confederazione sul trasferimento o sulla nuova collocazione pistoiese. Come riportato da La Firenze che vorrei, i vertici dell’ente sono stati nuovamente contattati per un commento, ma al momento della pubblicazione dell’articolo non era pervenuta alcuna risposta.


























