Intervento di libera critica, ironico satirico derisorio scoptico umoristico pienamente coerente con la libertà di espressione di cui all’ignorato art. 21 della Costituzione italiana, non di rado violata da tutti
Per Silvio
Fuga dall’Elba e ritorno a Parigi? Son cento giorni ma son tutti bigi
CON IL BERLUSCA CHE S’IMBIZZISCE
VIÈN FUORI IL PEGGIO E IL PÒPOL PATISCE
Revised – October 15, 2022 • 6:00:51 PM
Un’elettrice della Giorgia, stamattina, a proposito del «non sono ricattabile», mi ha scritto: «La Giorgina non si sdraia», riferito chiaramente al Berlusca. Ed è bene che la romana non faccia come le donnine del kaimano, Ronzulla compresa.
Ci mancherebbe che la Meloni lo facesse per uno che, in tutti i suoi governi, non ha risolto 1, dico 1, dei problemi d’Italia: il più importante. Quello, cioè, delle toghe rosse, il vero Covid della “nostra povera patria” di Battiato.
Pochi minuti prima, una mia ex allieva, oggi consigliera comunale a Bologna e del partito della Meloni, persona molto seria, mi aveva messaggiato così: «Giorgia gli ha dato una bella suonata».
Ha fatto bene a “suonarlo”, questo Berlusca. Ha fatto l’obbligo del suo dovere. Anche se non ne aveva bisogno, il cav., in quanto appariva già suonato di suo, dato che un ultraottuagenario tutto rifatto, che non sta neppure in piedi (osservate il video del voto), non può permettersi di pazziare come un pargolo in bizze.
Dato, però, che la storia si ripete in cicli, emicicli, tricicli Chicco, motocicli, biciclette, cicli mestruali e simili (questo non lo dice il Bianchini-stalker dei giudici pistoiesi che favoriscono i migranti irregolari di Vicofaro – Curreli docet), l’ardore meloniano mi fa venire in mente altri comportamenti poi finiti malissimo.
Perché è vero che il pesce puzza sempre dalla testa, ma è altrettanto innegabile che i re cadono al 99% non per assalti alle Bastiglie, ma per congiure di palazzo.
Sono quelli di casa che ti ammazzano: «Ciò che da parte di nessuno dei barbari ci aspettavamo di patire, ce lo fanno quelli di casa, e quelli che beneficiasti di più, tu li hai come nemici», scrive Erodiano (Ab excessu divi Marci, 1, 13, 3)
Che calvario per la Giorgia con gli uomini che si ritrova intorno!
Così la Giorgia – voglio ricordarlo anche al sostituto Giuseppe Grieco, che pretendeva di sapere perché io non mi fossi iscritto a FdI: ma a lui che gliene doveva fregare? – se cade, e non è impossibile, cadrà proprio per sgambetti dei suoi tirapiedi. Costoro, infatti, sono come i gattini e i canini (non i denti) col vizio di camminare fra le gambe dei padroni, mettendo seriamente a rischio la loro stabilità.
«La Giorgina non si sdraia» e «Giorgia gli ha dato una bella suonata» sono frasi che mi preoccupano, se penso ai boiardi che girano nella sua corte.
E non ultimo, per esempio, l’unico parlamentare restato in piedi a Pistoia, il sen. La Pietra, evidentemente d’accordo con due calunniatori e falsi testimoni del suo partito – Luca Benesperi, epigastràlgico altresì appellato cacaiola, sindaco di Agliana; e Maurizio Ciottoli, nomato per giunta Segatura, Agnellone, Bottarga, Picchiatore, Crick, Cianchettatoreet alia multa…
I quali, dopo essersi asseggiolati/appoltronati in Comune ad Agliana stampando la propria campagna elettorale sull’impegno di voler perseguire il mai-comandante dei vigili Andrea Alessandro Nesti, hanno fatto una bella inversione di marcia a U e si sono attappetati, culo all’aria, sul tappeto da preghiera, sajjāda o musallah, con una brillante operazione di scandaloso inciucio politico con il Pd – anche se, per la giustizia epigrastàlgica di Pistoia, la colpa è tutta e solo nostra di Linea Libera.
Se gli uomini della Giorgia sono come il La Pietra – e ne bastano anche pochi per marcificare le radici della Meloni –; o il cavaliere che pargoleggia con le ninfette, grazie alle quali ancora può (fa credere) rizzàrglisi il pipi; o una Lega che, già sfiaccolata dal con-governo con le forze della distruzione d’Italia fino a Draghi, s’è letteralmente “cromata di cacca” dalla testa ai piedi (capito, Sonia Pira?): la romana non durerà vent’anni come quel tizio che tutti le rimproverano di voler seguire ad ogni costo, e lo fanno insistendo con la malafede di chi (Segre compresa) adopera le disgrazie umane non per migliorare il pianeta delle scimmie, ma per tenerlo ben conculcato sotto il proprio vergognoso potere.
Il sen. Patrizio La Pietra, fido (?) della Giorgia
Insieme a questi campioni di spargi-cacca, si sveglieranno, e terranno ancor più la cresta all’aria, tutti quei magistrati, rossi fino all’osso, ma pallidi in volto, più che un re sul trono (V. Alfieri), i quali troncheranno più facilmente che mai le gambine e le braccine della Giorgina.
Mentre papa Francesco, sì caro al neopresidente della camera (ardente) di Montecitorio, si struscerà le mani quale il Bardelli di Tvl vedendo che la più odiata dai democratici e dai suoi presbiteri di sinistra durerà, sì e no, poco più di 30 giorni come Giovanni Paolo I, papa Luciani.
La rumba è la solita, il ballo è l’istesso: e il popolo fesso di mezzo ci va.
Non sono io ad essere pessimista: sono gli altri – autorità, chiacchieroni, inutili, parassiti, corrotti, somari, percettori del reddito di cittadinanza lavoranti al nero, sindaci fasulli, fascisti alla Ciottoli, epigastràlgici alla Benesperi, dipendenti infedeli alla luogotenente Maricchiolo di Quarrata, giudici impreparati e magistrati scorretti – ad essere pessimi. E anche al cubo o alla ennesima potenza (non coeundi, come Berlusca vorrebbe far credere).
SEGNALAZIONI SALVAVITA
Luca Gaspari
1. Il giudice Luca Gaspari non distingue una strada vicinale da una interpoderale perché non sa – e non se ne è voluto neppure informare, nonostante tutte le segnalazioni ben documentate inviàtegli – che sono esattamente la stessa cosa.
Per questo ha permesso all’ingegner Iuri Gelli – falsario e falso testimone in aula, ma “cognato” del Pd toscano – di mentire senza pudore su un tema di cui non poteva essere digiuno, dato che aveva compartecipato alla realizzazione degli strumenti urbanistici del Comune di Quarrata.
Questo mette anche in luce che i nostri strapagati dirigenti sono degli illustri somari disinformati, vagabondi, presuntuosi e incapaci.
Luisa Serranti
2. La sostituta Luisa Serranti, pur con lo stipendio che tira ogni mese (tirare sulle colline di Lecceto significa prendere/buscare, come lo spagnolo buscar) non è stata in grado di distinguere fra due concetti ultra-semplici: contribuente e fornitore.
Ma, va aggiunto, non è stata in grado neppure di intravedere tutte le falsità impilate dal Comune di Quarrata sul tema dei compensi alla Tvl di Luigi Egidio Bardelli.
Compreso l’impiccio-trappola architettato dalla dirigenza comunale ai danni di un’impiegata il cui nome non intendo fare per amor di patria, per lunga amicizia e per affetto personale in quanto da me ritenuta vittima dei falsari che vivono ben protetti fra le «autorità costituite» della Gip Patrizia Martucci.
Patrizia Martucci
3. La Gip Patrizia Martucci fornendo, in maniera preoccupante, sponda ed assist alla collega Luisa Serranti, l’ignara delle differenze di cui al punto precedente; ma sorreggendo anche il collega Giuseppe Grieco che interpreta il taglio di un acquedotto, che lascia 8 giorni senza acqua una famiglia, come un fatto normale di pacifica discussione fra conoscenti; la Gip Martucci, oltre a tutto questo, si distingue anche perché impone misure cautelari come quelle di cui ha voluto gratificarmi.
Ma non capendo cosa mi aveva imposto, finì perfino con l’aggravare le misure stesse per ignoranza e incapacità di comprensione dei valori letterali delle frasi e delle formule italiane da lei stessa stabilite contro di me.
Giuseppe Grieco
4. Il sostituto Giuseppe Grieco, aldilà delle molte violazioni di procedura e di codice deontologico-morale in aula (basta pensare che mi chiese perché non mi ero iscritto a FdI; o chiese a Romiti come facesse a stare con un [individuo disgustoso] come me, pieno di querele…), salva chi sega i tubi dell’acquedotto; interviene dinanzi al Gip Alessandro Azzaroli motivando suoi personali giudizi sulla serietà della mia persona; e ora sta tergiversando su una innegabile violenza privata di cui sono stato vittima. Perciò ha bloccato l’iter della denuncia presentata dai vigili urbani di Quarrata, e sta negando qualsiasi mio accesso alle carte senza fornirne neppure la dovuta motivazione.
Cos’è? Intende forse arrivare a salvare i miei “persecutori” solo perché non ha mai sopportato che io, unico fra tutti i giornalisti pistoiesi, di solito piegati ai suoi piedi, ho raccontato, per filo e per segno, tutta la sconcia storia della violenza morale perpetrata ed esercitata dal procuratore Renzo Dell’Anno ai danni del luogotenente Mancini?
Ora lo capite perché ho chiesto la disiscrizione dal dis-ordine dei giornalisti?
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