Ieri pomeriggio la Luciana Ferretti mi ha inviato uno scritto con cui ripercorre l’assurdità di certe decisioni del giudice Nicoletta Maria Curci e di uno dei tecnici che la ha aiutata a prendere le famose decisioni drastiche, orgoglio dell’efficienza giudiziaria pistoiese
Una piaga del meraviglioso terzo millennio che avrebbe portato nel mondo salute e benessere…
Continuo a pensare a una donna – delle tre io conosco solo lei, la Luciana Ferretti – che tiene occupata la mia mente e la mia attenzione con le sue vicende da romanzi di Kafka (e di cacca).
Ieri mi sono viso spedita la lettera che vedete qua sopra. Ripercorre la storia delle assurdità della vita e della cosiddetta giustizia pistoiese; una narrazione che – nonostante quello che ha scritto La Nazione – non ha fatto discutere proprio nessuno: ha solo sparato, senza mezzi termini, sulla Croce Rossa. I pistoiesi hanno continuato tranquillamente a dormire.
Come per mandare la gente a insegnare non andrebbero fatti esami sul quanto sanno gli aspiranti professori, ma sul come possono insegnare quello che sanno anche se poco; e soprattutto si dovrebbe accertare se possono riuscire a rapportarsi con un gruppo-classe, non dando, come hanno detto suoi alunni, 9 e 10 come sembra facesse la docente dei 20 anni di sbuccio su 24 di servizio (quale?); allo stesso modo sarebbe forse indispensabile, più che giusto, esaminare il profilo degli aspiranti giudici per scoprirne limiti, difetti e sindromi che niente hanno a che vedere con quella cosa che si chiama iuris prudentia, da intendere come la capacità – credo – più che di produrre interpretazioni (non di rado bislacche), di comprendere a fondo la legge e tutte le sue implicazioni.
Insomma, prima di valorizzare le aspiranti come si è detto che facesse il giudice Francesco Bellomo – minigonne, cianche all’aria, tacchi a spillo, scolli a V ombelicali e quant’altro – a chi vuole giudicare gli altri, sarebbe necessario passare un’accurata visita psico-attitudinale onde misurare l’effettivo possesso delle necessarie qualità morali e salomoniche, che, per chi può sbagliare rovinando la vita altrui, non sono mai troppe.
Ieri pomeriggio la Luciana mi ha inviato un suo scritto con cui ripercorre l’assurdità di certe decisioni del giudice Nicoletta Maria Curci (per la quale a livello di informazione pistoiese vige, a quanto pare, il comandamento «non nominare il nome dii dio invano») e di uno dei tecnici che la ha aiutata a prendere le famose decisioni drastiche, orgoglio dell’efficienza giudiziaria locale.
Luciana Ferretti
Scusami tanto – mi scrive – ma io non riesco (a) sopportare tutto ciò. Intanto per iniziare non mi sono persa nemmeno una udienza con la Giudice Curci.
Tornando indietro quando venne il geometra Tonini lui ha fatto tutto lotto unico (delle famose tre unità immobiliari distinte di cui ci ha parlato la Luciana – n.d.r.).
Come la mia casa che ero d’accordo per riscattarla per 30 mila € ma l’ho persa perché mio fratello non firmava perché loro volevano la firma di tutti i 3 fratelli perché era stata divisa e fatti 3 mutui con il defunto Ersoc davanti C.C.I.A. ma Tonini il Geom. della Curci ha fatto lotto unico ma erano 3 mutui e tre Quartieri.
Poi vorrei chiedere alla Sig. Curci come faccia ad essere la casa di mia madre lotto unico quando il Valdarno (consorzio idraulico – n.d.r.) mi ha detto che sono due lotti + un annesso.
La Curci non ha creduto nemmeno al mio geometra che le case sono 2 perché al n° 2 ci abita la mia mamma ma ora al 4 (ci abita – n.d.r.) Rotini Rodolfo affittuario.
Mi è difficile non ascoltare la Luciana che ha un’unica via da poter seguire, come diceva il poeta latino Virgilio. Quella di chi, avendo perso tutto e ancora di più, e non restandogli niente da sperare, può anche lottare senza pensare di salvarsi, ma giocando il tutto per tutto.
Mi chiedo se però questa sia umanità (penso al diniego di una dilazione alla Luciana per consentirle di salvare le sue amate piante) o semplicemente l’etica e l’ottica dello Sceriffo di Nottingham – tasse, depredazione e disperazione senza pensarci troppo.
Roba, sempre, ovviamente, in nome della legge e di Dio!
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