everything I see. E IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI PISTOIA CE LO LASCIA SCRITTO: LA COPPIA CURRELI-CURCI GODE DELLA PROTEZIONE E DELLA TOLLERANZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

Stuzzicato a dovere, Maurizio Barbarisi ci avvisa ufficialmente di ciò che sospettavamo: che i giudici possono violare senza problemi il dettato costituzionale dell’uguaglianza (articolo 3) perché hanno santi in paradiso, mentre la «gente comune» è carne da macello come il famoso povero agnello (la classe 900) della prima guerra mondiale scaraventato al fronte a morire senza pietà. E ora la Gip Patrizia Martucci cosa ha da aggiungere? Che dobbiamo essere fiduciosi nelle sue amate «autorità costituite»?


In procura (ma anche altrove) credono tutti che il popolo sia asino e deficiente


FRA INCIUCI, PROTEZIONI E RACCOMANDATI

A PISTOIA LA GIUSTIZIA È UNA TRAGEDIA


Non chi dice Signore Signore, ma chi fa la volontà del Padre mio…

 

Cari compagni pistoiesi della sinistra radical, sarete stati anche dei geni della politica per 70 anni, ciò non toglie che non abbiate mai mosso un dito per sanificare il vostro sotterraneo spirito da Vanni Fucci.

E cari camerati dell’ultima ora, a sedere per caso, con Tomasi, sui banchi del consiglio, sotto la guida egemono-cratica di un capo – il senatore assente della «ciccia sintetica», Patrizio La Pietra – che non solo non ha mosso un dito, ma soprattutto non può muoverlo per copiare Pistoia dalla brutta alla bella come si sarebbe dovuto fare.

Siamo tutti vittime di un tribunale che non si sa bene cosa sia? No: vittime lo sono solo quelli che, non essendo assolutamente nessuno come noi di Linea Libera; non essendo massoni; non essendo membri dell’Opus Dei, ma avendo il coraggio di alzare la voce e denunciare gli sconci giudiziari in atto, vengono presi di mira dai potenti di turno (Pm e sostituti, se non anche giudici delle esecuzioni [capitali]) e indirizzati al capestro di giorno in giorno, con la benedizione del malcostume, dell’illegalità e di gente mencia in aula che si lascia pesticciare neppure dai sostituti, ma da dei semplici Vpo, cioè sostituti di sostituti che dai sostituti prendono ordini manipolati come i falsi cattolici l’ostia dalle mani dei preti squinternati di oggi.

E a dirlo, stamattina, non sarà il direttore pazzo di un giornale che deve essere cancellato dalla faccia della terra. Come la Terra deve essere aperta secondo l’infinita bontà di un magistrato che in buona sostanza disonora la Costituzione, così anche l’illustre presidente del tribunale pistoiese, Maurizio Barbarisi, alla fine – forse per errore – ha aperto la bocca e ci ha avvisato, ufficialmente e senza tema che possiamo essere smentiti, che due dei suoi uomini – Claudio Curreli e sua moglie, Nicoletta Maria Catenina Curci, giudice delle esecuzioni [spesso capitali] – godono della protezione del CSM.

Voglio morire il giorno in cui sarà vero (così vivrò in eterno)

E allora viva Mattarella protettore della sua sorella Costituzione, come sostiene Roberto Benigni quando va a Sanremo. Ma, se analizziamo tutto il quadro da cima a fondo e con l’occhio non oscurato dalle classiche fette di salame, Curreli appare protetto anche da tanti altri suoi bravi colleghi, che lavorano a Genova non per correggere i chiodi storti dell’illustre persecutore di Padre Fedele Bisceglia, ma per blandirlo e difenderlo dai molti attacchi che scaturiscono dal suo scorretto, illogico, illecito modo di agire contro chi non sembra essere nelle sue sgradevoli grazie.

Claudio Curreli su Tvl di Luigi Egidio Bardelli. Oltre che capo scout è anche coordinatore della rete Terra Aperta. È protetto dal Csm anche per queste sue attività anti-Stato?

Grazie, presidente Barbarisi, di avere, alla fine, messo in luce la verità. E speriamo che, d’ora in poi, il famoso castello della giustizia pistoiese inizi a sfarinarsi, siccome merita, per tutti i comportamenti anomali dei suoi uomini. A iniziare dal Pm capo Tommaso Coletta, rigoroso persecutore/perseguitore della «gente comune» (che affermava di amare) e vergognoso favoreggiatore delle sue «prossimità sociali» quali la sorella del suo Pm aggiunto di Firenze, Luca Turco!

Cosa vi inventerete ora, fra tutti? Che sono vecchio, pazzo e da chiudere in manicomio? Ora che proprio voi avete ammesso per iscritto che Curreli e sua moglie sono protetti e mantenuti al loro posto – checché accada – perché rispettano la legge in tutte le sue parti, comprese quelle che indicano le incompatibilità, mentre , in realtà, sferrano attacchi alla carovana di chi pare a loro, inventando (Curreli) perfino reati che non esistono nel codice, come lo stalking giornalistico?

C’è una legge, gentili signori, che ci impone di dover essere cornuti e mazziati, becchi e contenti? Che reato vi inventerete ora per colpire chi, come me, sta riferendo cosa ha detto e sottoscritto il presidente dottor Barbarisi?

Edoardo Bianchini
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