Chi è che dà al Ciottoli la voglia di sgallettare così tanto se non quei magistrati che, invece di raddrizzargli il cervello, glielo hanno fatto andare in segatura prendendo per buone le sue false testimonianze calunniose?
Ora, gentili signori, è il tempo che l’oste vi porti il conto e che vi mandi tutti quanti a quel paese…
Una raccomandazione a chi bazzica dalle parti di Piazza Caruso: attenti a non farvi tubare!
QUANDO SORTI DAL BAR «ELY»
GIÙ LE PENNE E ABBASSA I PELI!

Caro Ciottoli, tubatore e aggressore di cittadini in Comune,
è inutile che tu ti dia tante arie. Non solo non sei mai stato nessuno, ma ora ancor più sei l’immagine misera di te stesso, perfettamente adatta a questa provincia di farisei e sepolcri imbiancati.Tu e quell’altro epigastràlgico falso del bimbominkia; voi due che volevate spazzare via il pattume della sinistra di Agliana, ci avete messo le tende in casa di Alessandro Romiti. E per un paio di anni di campagna elettorale, dal 2017 al 2019.
Poi, quando vi siete invaghiti della vostra pericolosa (politicamente e professionalmente) segretaria generale, avete iniziato, entrambi, la vostra parabola discendente. E ora chi ve la ferma?
Io sono giunto alla mensa delle tue «linguine alla bottarga sarda» solo da ultimo e per forza. Dal 2017 a oltre la metà del 2018, girava voce che io fossi ammalato di tumore e all’ultimo.
Esultavano in molti. Ma non poteva accadere, perché mi ero riproposto di passare con la scopa tutto il malaffare di Quarrata e non solo. E – come vedi e nonostante il tuo magistrato tosto, Claudio Curreli, che disonora la toga – sono ancora qui che spazzo, spazzo, spazzo. Da tre anni e più. E vedo ancora molto, molto, troppo sudicio dinanzi a me.
Mario Giordano scrive le cartoline. Io, invece, mando anatèmi. Stamattina alle 10:30 stavi uscendo dal bar Ely. Ti sei trovato dinanzi la tua bestia nera: quel Romiti da cui tanto hai mangiato; a cui hai chiesto aiuto e sostegno per poi – insieme a bimbominkia – prendere a sassate di false testimonianze e calunnie.

Il Romiti ti fa salire la pressione e il sangue alla testa perché ti ricorda, come a uno sciocco malvagio, la tua stupidità: umana, politica, amministrativa. Quando lo vedi, tu vedi rosso come il toro in corrida.
Lui, però, non era venuto dietro a te. Stava semplicemente accompagnando la moglie alla Banca Alta Toscana. Cosa doveva fare, il tuo incubo? Sparire, forse, dai tuoi occhi perché la tua bellezza folgora maschi e femmine e nessuno deve vederti in volto come Jaweh di Mosè?
Per questo motivo, cosa voleva dire o a cosa è servito quel tuo «Che hai da guardare, testone!» detto con il disprezzo della tua piccinità scontrosa caratteristica di chi capisce davvero poco?
Lo sappiamo che tu sei un Griso da don Rodrigo; un “bravo” potente e, come i potenti di oggi, basi la tua potenza su falsa testimonianza, calunnia e disonore. E magari anche qualche violenza e tubata in testa dispensata a capocchia per strada e per futili motivi.

Contrariamente a te, noi di Linea Libera siamo dei poveracci con le toppe al sedere: ma anche con una dignità e un onore che ci difendono molto di più dei tuoi amici carabinieri, a cui trasporti le auto sequestrate; ai tuoi amici della prefettura, a cui curi il motore delle auto a gratis; ai tuoi amici della politica (e penso al senatore La Pietra) che, esseri inutili, servono il popolo, ma solo facendogli il servizio di barba, capelli ed espropri.
Buona vita! come scrivesti tu in qualche tuo messaggino a presa di giro. Per ora sei lì, ma non credere di restarci integro e intatto. Né tu né bimbominkia potrete farla franca, nonostante le vostre avvocatone.
Il cellulare che il tuo magistrato tosto, Claudio Curreli, mi fece sequestrare, è stato oggetto di copia forense da parte del distratto giudice Luca Gaspari.
L’Elena Augustin e bimbominkia vollero partecipare a quel banchetto. Ora, gentili signori, è il tempo che l’oste vi porti il conto e che vi mandi tutti quanti a quel paese…
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]






















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