CATTIVI FILOSOFI E BUONI FILOSOFI

Renzi e i filosifi...
Renzi e i filosifi…

PISTOIA-FIRENZE. Le persone “datate” che hanno fatto il Liceo Classico sanno che il Michelangelo di Firenze era il Liceo d’eccellenza fiorentino. Michelangelo era e non Dante, altro Liceo Classico. Oggi non saprei dire.

Per parlare con il frasario alla moda, era il Liceo dei “fighetti” dove non poteva certamente mancare Matteo Renzi.

Chi ha fatto il liceo sa anche che il professore di filosofia è un umano diverso che parla di “gocciole e foglie lontane”. Negli anni di Matteo, il prof. Giuseppe Cancemi era il suo professore di filosofia ed a lui rivolgo queste semplici riflessioni senza bisogno di risposta, perché la persona è così limpida (per chi lo conosce), che l’assoluzione per “non avere commesso il fatto” è conseguente.

Però, Giuseppe prof. Cancemi, come hai fatto a non comprendere le potenzialità dell’uomo Matteo e la sua pericolosità? Eri troppo preso a sollevare gli incapienti (come io ero), al livello accettabile della classe nel “sapere”, o hai fatto solo il tuo dovere di insegnante, “a prescindere”?

Detto fra noi, amico lettore, Giuseppe Cancemi era un dirigente del M.S.I., Consigliere Comunale di Firenze e membro del Comitato Centrale del Movimento.

Se fosse stato un fazioso avrebbe tranquillamente fatto passare “giorni amari” al cattocomunista Matteo nel quale siamo costretti (pensate bene a questo termine) a rimettere le nostre – ma soprattutto dei nostri figli – speranze.

Giuseppe Cancemi [La Nazione]
Giuseppe Cancemi [La Nazione]
Ma il Cancemi prof. Giuseppe, mi dicono, forse a sua discolpa, insiste a dire che il ragazzo “aveva dei numeri”. Così comprendiamo la “fregatura” di quegli insegnanti che hanno sempre privilegiato il merito al di sopra della idea politica: così comprendiamo perché “l’occupazione del sapere” da parte di una certa sinistra abbia generato, al contrario, servi sciocchi e autoreferenziali che hanno invaso la società in tutti i suoi livelli, però laureati. Si pensi solamente alla sanità, all’istruzione ed alla ri-candidatura del rosso Rossi.

Caro Peppe, la colpa è anche tua che hai svolto seriamente il tuo lavoro! Certa frattaglia dovevi bocciarla, stroncarla e favorire la via gramsciana al potere: ma non alla loro parte.

Gòditi la tua meritata pensione. Mi dicono che non usi questo mezzo di comunicazione ma io ti farò avere questa mia lettera e so che mi risponderai. Ma prima dimmi: forse, invece che un professore di filosofia, ci vorrà il mago Silvan per spiegare la futuribile fregatura che ci attende? E per mano di un tuo allievo?

Molto probabilmente è vero il detto che “i cattivi filosofi possono avere una certa influenza, i buoni filosofi, mai”.

Infatti noi, a Pistoia, abbiamo il Bertinelli!

Un abbraccio.

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