“CURA NON BOMBE”: DA PISTOIA L’APPELLO A TUTTI I SINDACI E AI CONSIGLI COMUNALI CONTRO L’AUMENTO DELLE SPESE MILITARI


Nel corso dell’incontro “Strumenti di Pace”, Pistoia si candida a guidare una mobilitazione nazionale per destinare più fondi ai Comuni e meno agli armamenti


Il direttore Flavio Lotti, il sindaco Giovanni Capecchi e Anna Saielli di Emergency Pistoia durante l’incontro

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PISTOIA.  Pistoia si fa capofila di una iniziativa nazionale per la pace e i diritti. Durante l’incontro “Strumenti di Pace” di mercoledì 4 novembre, il Sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi e il Direttore del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani Flavio Lotti hanno presentato ufficialmente l’ordine del giorno dal titolo “Cura non bombe. Difendiamo le persone, le città e il pianeta. Smettiamo di fare le guerre”.  

All’indomani delle decisioni che spingono verso una nuova corsa agli armamenti, con 14 miliardi di aumento delle spese militari che sottraggono preziose risorse alla collettività, l’appello si rivolge direttamente a tutti i Sindaci e ai Consigli comunali d’Italia affinché prendano una posizione netta.
Mentre milioni di famiglie e imprese affrontano crescenti difficoltà economiche e sociali, il documento chiede con forza di “non incrementare ulteriormente le spese militari e di tornare a investire nelle città, aumentando le risorse a disposizione dei Comuni”, per garantire servizi essenziali quali sanità pubblica, istruzione e welfare.
La proposta raccoglie i continui moniti di Papa Leone XIV contro un riarmo che sottrae preziose risorse all’educazione e alla salute e il richiamo del Segretario generale dell’ONU António Guterres: “Il mondo spende molto più per fare la guerra che per costruire la pace”.

«Da Pistoia lanciamo questo documento per la pace, un’iniziativa che punta ad abbracciare tanti altri comuni sotto il segno dei diritti civili, sociali e della cura – dichiara il Sindaco Giovanni Capecchi -.

La sala

Costruire una città di pace richiede tempo, costanza e una responsabilità condivisa. La pace incide direttamente sulla qualità della nostra vita e sulle nostre comunità, sul futuro delle giovani generazioni. In questi giorni anche a Pistoia ci sono state manifestazioni. Sono andato tra di loro per ascoltare le ragazze e i ragazzi, ho letto e sentito chiaramente gli appelli: chiedono meno bombe e più cultura, più libri, più tutela del loro futuro.

Chiedono, prima di tutto, di essere ascoltati. Promuovere la pace significa difendere i servizi essenziali, la sanità pubblica, l’istruzione, la cultura e la formazione: settori che rischiano di subire tagli drastici di fronte all’aumento delle spese militari.
Con questo ordine del giorno, che presentiamo per primi in Italia, chiediamo alle istituzioni nazionali di invertire la rotta, rimettendo al centro la cura delle persone e del pianeta».
A rimarcare la centralità dell’iniziativa è anche il direttore del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Flavio Lotti: «Le città sono le infrastrutture essenziali della pace. Non possiamo continuare a togliere risorse alla cura delle persone per finanziare la corsa agli armamenti.
La sicurezza si costruisce investendo nella dignità, nei diritti e nel futuro di tutti, non preparando nuove guerre.»   Da Pistoia parte dunque un appello a tutti i Sindaci e ai Consigli comunali italiani di far sentire la voce delle città: “difendiamo le persone, le città e il pianeta. Smettiamo di fare le guerre”.
[acerboni – comune di pistoia]