tanacca: «INCENERITE, IO VI APRO LA PORTA!»


Mentre l’On. Gori mantiene un mutismo ermetico sul dossier inceneritore di Montale e la Corte di Cassazione, sia pur con toni e fini forse antimeloniani, chiude l’Ilva così smentendo Ferdinando Betti e stabilendo che “la salute avanti a tutto”, anche il sindaco di Quarrata arriva sul palco e dice tutto e il contrario di tutto. Del resto cos’altro potevamo attenderci dal portiere quarratino che non conosce l’indirizzo dell’impianto?


Fumare o non fumare? Questo è il dilemma!

*

QUARRATA-PIANA. Le dichiarazioni del sindaco Romiti sono state sollecitate dall’interrogazione leghista e sono disponibili qui: Giancarlo Noci si è finalmente svegliato, dopo il torpore di anni di inciuci con il Benesperi d’Agliana.

L’interrogazione ha chiesto al Romiti se sapeva che il Comune di Quarrata aveva una partecipata al 48% che incenerisce rifiuti e persone: e che è sulla cronaca nazionale da almeno 3 mesi al centro di un infuocato dibattito.

Anche il Romiti, come l’On. Irene Gori, ha fatto scena muta, confermando il detto che la cacca, più la tocchi, più puzza. Entrambi non parlano e se parlano dicono cose suscettibili di qualsiasi interpretazione. Tali, comunque, da “si salvi chi può”.

Il sindaco ha dovuto rispondere alla Lega. E l’ha fatto cadendo in una inevitabile ingiuriosa ipocrisia: Priorità assoluta alla tutela della salute dei cittadini, senza però rinunciare a un confronto basato su dati scientifici e valutazioni tecniche. La sua posizione resterebbe quella dell’ascolto e dell’approfondimento.

In breve: la salute dei cittadini è assicurata sempre, cioè fino a quando non salterà fuori un’indagine sanitaria di rilievo epidemiologico conclusiva e dirimente sulle responsabilità dell’inquinamento dell’impianto, ovvero sulla relazione di causalità tra malattie e inquinamento stesso. Peccato che la trasferita sostituta Linda Gambassi abbia fatto dofrmire (col cloroformio) quei documenti là, per sette anni: fino a prescrizione. Frutto della politica del disimpegno del fu procuratorfe Renzo Dell’Anno più adatto a cercar funghi alla Dynamo, che ad aprire gli occhi per tutelare il diritto alla salute dei cittadini.

Il sindaco Romiti ha ricordato come il progetto abbia già ottenuto un voto favorevole in sede Ato, evidenziando al tempo stesso la necessità di affrontare il problema della carenza di impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti. In parole povere come l’alfabetizzazione del sindaco di Quarrata: siccome dei rifiuti non sappiamo che farcene e poiché da cinquant’anni a questa parte i rifiuti si sono “gassati” senza che nessuna democratica amministrazione regionale abbia fatto una “beata minchia”, che ci resta da fare se non continuare a bruciare tutto “abbéstia“?

Insomma, il Romiti sindaco se ne impipa delle dichiarazioni dei medici pistoiesi (noi li abbiamo bene intervistati setta anni fa) e soprattutto non ha notizia delle dichiarazioni fatte dal procuratore della repubblica di Pistoia alla commissione parlamentare sui rifiuti nel 2018: dichiarazione che è consultabile a questo link.

Paolo Canessa, all’epoca, denunciò i malfunzionamenti ripetuti, e i conseguenti sforamenti delle sogl,ie di sicurezza. Ma rassicurò la commissione parlamentare sul fatto che, presto, l’impianto sarebbe stato sostituito da quello di Case Passerini, poi bocciato e rimasto lettera morta. Come molti sono morti nella piana, stando alle dichiarazioni dei medici.

La sostituta Linda Gambassi. Sette anni di inerzia

Cos’altro volete per rendervi conto della pericolosità dell’effetto inquinante del vecchio e cadente impianto di via Tobagi a Montale, che riversa veleni soprattutto su Montemurlo, Agliana e Stazione di Montale?

Alla pubblica assemblea di Stazione, tenutasi lo scorso 27 ottobre, ho chiarito alla comunità come la procura della repubblica è da sempre impegnata a tenere un occhio chiuso sulle sistematiche violazioni alla sicurezza e sui malfunzionamenti dell’inceneritore.

I casi di archiviazione partono dal 2008 con Renzo Dell’Anno e arrivano al 2022 con la giudicia Linda Gambassi, sotto la direzione di Coletta, quello che doveva “lavorare per la gente comune”.

Diversamente l’impianto sarebbe stato chiuso da tempo e con una sequela di procedimenti a carico di amministratori, dirigenti e sicuramente, qualche “organo di controllo” tutti davvero distratti a garantire una vita tranquilla ai responsabili dei disastri, come ha spiegato il Comitato antinceneritorista. I disastri della corruzione che garantisce un vero e proprio illecito scudo penale ai politici.

Che in Toscana – purtroppo per i dem e Furfaro – sono tutti PD e non della «nana borgatara» come ha detto il rozzo pm Alessandro Di Cicco, altro luminoso esempio di giudice dell’Italia di Re Sergio…

A.R.
[alessandroromiti@linealibera.info]