Corteo pacifico dal centro cittadino a Piazza del Duomo. Dalle condizioni degli edifici scolastici al costo dello studio, fino alla salute mentale e agli investimenti per l’istruzione: gli studenti tornano a mobilitarsi. Il sostegno del sindaco Capecchi e le parole del consigliere Lorenzo Scalise

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PISTOIA. Un grido forte, composto e determinato si è levato questa mattina dalle strade di Pistoia. Circa duemila studenti degli istituti superiori della città sono tornati a manifestare per chiedere una scuola più sicura, inclusiva e capace di rispondere concretamente ai bisogni delle nuove generazioni.
La mobilitazione, che ha coinvolto gran parte degli istituti cittadini, dal Forteguerri al Fedi-Fermi, passando per l’Einaudi, il Liceo Artistico, il Pacini e il Pacinotti, si è svolta in maniera pacifica e ordinata.
Dopo essersi radunati davanti alle rispettive scuole, ragazze e ragazzi hanno raggiunto in corteo Piazza del Duomo, sotto la supervisione delle forze dell’ordine. Al centro della protesta le criticità che gli studenti denunciano da tempo: edifici scolastici che necessitano di manutenzioni e interventi strutturali, il crescente costo del materiale didattico, le difficoltà legate ai trasporti e la richiesta di maggiori investimenti nell’istruzione e nella salute mentale.
Non sono mancate anche le critiche alle politiche del Governo Meloni, accusato dagli studenti di non destinare risorse sufficienti alla scuola pubblica e alle esigenze delle giovani generazioni.
Il sindaco: “Hanno ragione a chiedere di essere ascoltati”
Tra i partecipanti alla manifestazione è intervenuto anche il sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi, che ha scelto di scendere in piazza per confrontarsi direttamente con i manifestanti.
«Vi siete messi contro la generazione sbagliata», recitava uno degli striscioni esposti in Piazza del Duomo. Una frase che, secondo il primo cittadino, riassume il significato più profondo della giornata.
«Dobbiamo dircelo con chiarezza: hanno ragione», ha affermato Capecchi, sottolineando come per troppo tempo la politica abbia deciso se e quando ascoltare i giovani, lasciandoli spesso ai margini del dibattito pubblico. Il sindaco ha quindi elogiato la capacità degli studenti di organizzarsi e manifestare in modo civile, ribadendo che Palazzo Comunale resterà «sempre aperto come spazio di dialogo».
Scalise: “Non chiedono privilegi, ma opportunità”
Sulla manifestazione è intervenuto anche Lorenzo Scalise, che ha voluto evidenziare il significato delle rivendicazioni avanzate dagli studenti.
«Anche a Pistoia c’è una generazione che non chiede privilegi, ma semplicemente la possibilità di costruire il proprio futuro», ha dichiarato, ricordando come i giovani abbiano posto l’attenzione su temi concreti: scuole sicure, accessibilità allo studio, sostegno psicologico e prospettive per il domani. Scalise ha inoltre richiamato una frase dello scrittore Thomas Pynchon, citata nel documento dei rappresentanti degli studenti: «Vorrei liberarti, se solo sapessi come. Ma qui fuori non si è liberi». Un passaggio che, secondo il consigliere, richiama il valore di una libertà autentica, fondata non soltanto sulle scelte individuali ma anche sulle reali opportunità offerte dalla società.
Una generazione che chiede spazio
La manifestazione di oggi ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema del rapporto tra scuola, istituzioni e giovani. Al di là delle diverse posizioni politiche, il messaggio lanciato dagli studenti appare chiaro: una generazione spesso descritta come distante dalla partecipazione civile è scesa in piazza per rivendicare diritti, opportunità e ascolto.
Una mobilitazione che, per numeri e partecipazione, rappresenta uno dei momenti più significativi degli ultimi mesi nel panorama studentesco pistoiese e che riaccende l’attenzione sulle condizioni della scuola e sulle aspettative di chi ogni giorno la vive.



























