Il consiglio comunale di ieri, 15 settembre, ha tolto la maschera alla giunta dei falsi epigastràlgici di destra/sinistra. Il sindaco Benesperi ha chiamato in causa Mamma Regione di Giani e Dika, ricordando che essa può sempre disporre il commissariamento dell’impianto di Montale togliendolo dalla melma in cui affoga. L’avvocato non-avvocato non rammenta quando, su I Fogli, piagnucolava perché aveva un sogno: quello di vedere la Piana e la sua gente sottratta all’incenerimento coatto voluto dai progressisti

AGLIANA-PIANA. La cosa che ci ha sorpresi – noi di Linea Libera, muniti del più corposo archivio sull’inceneritore di Mortale – è stata la presenza di quella “sporca dozzina”, in senso di genuini e coraggiosi cittadini, che, uscendo dal pieno anonimato, hanno esposto cose ovvie, disponibili a tutti per come intuitive, almeno per chi conosce le cronache; ma cose che sembrano cancellate dal ribollire degli eventi. Anche il Benesperi si è così giustificato della sua sciagurata dismissione/accoppiamento con il Betti di Mortale.
La giunta ha mostrato la sua natura di completa impreparazione.Tutti travolti consapevolmente e strumentalmente dal trascorrere del tempo, abbandonati agli eventi e al dis-governo assicurato dagli inceneritoristi insediati in Regione Toscana. Hanno permesso di farsi trovare nelle emergenze che dovevano e potevano essere evitate con una corretta preventiva azione politica.
Oggi il non-avvocato “piange e strilla”; si dichiara incapace di agire. Anzi invoca il commissariamento da parte della Regione sul gioiellino del Betti, a cui si stringono per restare entrambi in piedi e conquistarsi una meritata poltrona da bojardi delle partecipate rosse.
La cittadinanza era presente anche in piazza. C’era per capire che, grazie alla ignavia che ha governato gli amministratori dei Comuni proprietari del Cis spa, saranno presto tutti e 50mila (inclusi anche quelli di Montemurlo) cornuti e mazziati.
Si è trattato di un formidabile plotone di esecuzione, quello composto spontaneamente da cittadini aglianesi (c’erano alcuni eterodiretti dall’Eleanna Ciampolini, regista e sceneggiatrice nel back stage demokrat).
Dicevamo è stato un formidabile plotone di esecuzione del sindaco non-avvocato dei falsi e delle calunnie, perché con delle domande garbate, alcune volte supplichevoli, hanno denunciato l’arroganza relazionale dell’intera armata Brancaleone beneminkiàna, prostrata nell’incompetenza diffusa – come ha mostrato chiaramente l’assessore all’ambiente, Fabrizio Baroncelli: con delega sì, ma alla più rassegnata inerzia funzionale.
Gli Amministratori di Agliana, sono stati messi in mutande evidenziando (loro stessi) la piena incapacità politica, la loro neghittosità (spiegàtelo al Ciottoli), tradottasi in inerzia dopo ben sette anni di malgoverno: il decomissioning (la manovra di chiusura dell’impianto di incenerimento di Mortale) doveva partire subito. Da prima che la sostituta Gambassi lasciasse marcire lo stato di fatto fino alla prescrizione che ha messo al sicuro tutti i veri responsabili del macello fumario. Oggi è troppo tardi.

La ex-sindaca Ciampolini è stata dirompente, confermando la frattura di quello che una volta era il Partito Dominante dell’antinceneritorismo ad Agliana, mentre in Regione, a Roma, a Montale e a Quarrata era la massina punta avanzata dei forni e delle vampe.
La cronaca meriterebbe altre pagine per riferire delle spregiudicatezze del non-avvocato Benesperi, senza tessere, appassionato di calcio e che è solito gettare la palla in tribuna, anche all’intervento autorevole dell’ex delegato all’ambiente Fabrizio Nerozzi.
La rassegna delle cazzte si è conclusa con l’intervento della consigliera di FdI Elena Innocenti che, banalizzando come al solito, ha tirato fuori, a tempo scaduto, il coniglio dal cappello proponendo la conversione dell’impianto d’incenerimento in un moderno impianto di compostaggio e la produzione di Syngas/Metano.
Bene, brava, grazie, prego! Ma l’Innocenti, che dice di essere specialista del tema, lo sa che tale impianto è un segmento – non secondario – di un più complesso impianto di trattamento a freddo dei rifiuti: cioè il frutto di una politica da Rifiuti Zero oppure no?
Ai medici generici, infine, gli vogliamo chiedere gli aggiornamenti dei dati epidemiologici che sono stati raccolti dall’Usl? Come vanno le registrazioni dei codici di esenzione 48 (tumori)? Qualcuno si sarà rivolto al presidente Beppino Montalti?
A.R.
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