quarrata=wonderland. IO NON VO’ METTERCI PIEDE: TANTI AUGURI A CHI CI CREDE!


«Un pomeriggio e una serata immersi nella fantasia di Alice nel Paese delle Meraviglie per vivere il centro cittadino in modo nuovo, tra spettacolo, commercio e intrattenimento. È questo lo spirito di AperiWonderland, la manifestazione in programma domenica 13 settembre, dalle 16 alle 24, nel cuore di Quarrata» scriveva Andrea Balli qualche giorno fa


Stasera si brinda! Alice & compari in Wonderland

TRA “BEÙTE” E MAGAZZINI
UN BÒN PRO PEI QUARRATINI


Quartine per Wonderland

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Personalmente, quando mi fermo a guardare Quarrata, rimpiango tutto di quel tempo (59 anni di giornalismo) in cui ho sempre rappresentato una voce in contrasto con il potere e – fàteci caso – di tutti i tipi.

Rimpiango tutto il peggio di un tempo, perché – a occhio e croce o a colpo d’occhio, come fa il Tanacca quando assume funzionari e dirigenti che il partito gli impone – quel peggio lì sarebbe un grande meglio sotto tutti i punti di vista: a cominciare dalla pulizia, dall’ordine e dalla toscanità della cosiddetta città, che è stata snaturalizzata dall’architettura della Danimarca nell’area del polo tecnologico (tutte casine con le finestrine bianchine dei paesini del Nord) o delle piazze balcaniche realizzate in centro.

Architettonicamente Quarrata fa schifo. È un’accozzaglia di sudiciumi pseudo architettonici. Il peggio del peggio.

Dal punto di vista del lavoro, Quarrata è poi diventata una nullità nel mare magnum della desertificazione produttiva. S’è fatta sconcio polo commerciale che sembra davvero lo sfondo pauroso del paese delle mer[D]aviglie di Alice.

Non di sole beùte vive l’omo e nemmen di rappresentazioni da spettacoli (sempre di merda) tanto graditi a un popolo che ragiona come la Ragina di cuori: Tagliatele la testa! O, peggio, come la plebe romana agli spettacoli dei gladiatori. Panem et buzzenses!

Guardàtela bene via Montalbano, perché orrorosa come oggi non è mai stata. D’altronde non ci sono mai stati nemmeno sindaci squalificanti come dal dopo-Marini, ultimo guizzo di vita. Con errori, ma di vita.

Oggi la città è non un fine-vita da Bonino favorevole all’eutanasia. È un vero e proprio post mortem da zombi che, appena apre un nuovo esercizio commerciale, corrono a benedirlo con la fascia tricolore, come se sindaco volesse dire padron del baccellaio o della caciaia.

Oggi imbriacatevi pure di aperi-wonder. È l’unica cosa che sapete fare alla perfezione!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
Stampa online non clandestina né illegale
checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci


Ma il segretario Guerrera la fascia del sindaco non lo vede dove va?
E il prefetto di Pistoia non ha niente da dire su questi
usi impropri delle fasce?
E la procura della repubblica che fa, oltre che proteggere le proprie «prossimità sociali» come le chiamava Ser Coletta?


 

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