libri. ANDREA CARLESI E LA SUA “PISTOIA NELLA RSI”

Andrea Carlesi, autore di “Pistoia nella Rsi”
Andrea Carlesi, autore di “Pistoia nella Rsi”

PISTOIA. Vi presentiamo in esclusiva Andrea Carlesi, l’autore di un libro che colma uno dei pochi vuoti ancora rimasti nella storia di Pistoia: il periodo della Repubblica Sociale Italiana.

Carlesi è una persona multitasking, prima di dare alle stampe, per Greco&Greco Editore, il volume Pistoia nella Rsi. Gli Uomini-Le Istituzioni (1943-1944), si è documentato per quattro anni tutti i lunedì in archivi pistoiesi (di Stato, del Comune, degli Istituti Raggruppati, e della Provincia) e non (Archivio Centrale dello Stato di Roma, Bundesarchiv e Archivio Militare di Friburgo).

Ricercatore storico presso la Fondazione Rsi, con sede a Terranuova Bracciolini, non è un nome nuovo al mondo accademico e culturale in senso lato: il suo primo saggio, La protezione del patrimonio artistico italiano nella Rsi (1943-1945), sempre per Greco&Greco Editore, è stato citato in un convegno internazionale a Roma promosso dall’Istituto Storico Germanico, oltre a esser presente nelle biblioteche di Università e Ministeri italiani e tedeschi.

Quarratino di nascita, Carlesi fa l’imprenditore agricolo a San Gimignano, dove tra mille impegni gestisce la fattoria Il Piano, azienda agricola rilevata negli anni 70 dalla famiglia, con cui tra l’altro ha condotto fino al 2016 lo storico maglificio di Catena.

Carlesi è anche un apprezzato suonatore diplomato in corno francese: dalla banda di Quarrata, passando per la Mabellini, ha suonato venti anni nel Quintetto Ethos fino a esibirsi al Musikverein di Vienna con l’Orchestra Filarmonica di Lucca.

Squilla il telefono e risponde in inglese: non ha difficoltà con le lingue Carlesi. Come fonti del volume, tra i tanti, ha tradotto dal tedesco, imparato all’indirizzo commercio estero del Capitini di Agliana, i rapporti mensili dell’amministrazione militare tedesca fino al marzo ’44, scoprendo poi che la Olschki li aveva già pubblicati tutti in italiano, fino al l’agosto ’44.

Pistoia nella Rsi, il libro di Andrea Carlesi
Pistoia nella Rsi, il libro di Andrea Carlesi

Il volume sulla Pistoia nel biennio 43-44 si legge in maniera scorrevole, vuoi per la curiosità suscitata da notizie storiche inedite, vuoi per lo stile: sobrio, rigoroso,  impostato sulla trasposizione di fonti ufficiali e corredato da numerose immagini di luoghi fisici teatro della vita amministrativa dell’epoca. Ad esempio villa Mati, sulla Bonellina, sede della Ortskommandantur di Pistoia.

Non mancano biografie di tanti che rivestirono ruoli apicali in quel delicato periodo storico sul quale, dopo più di 70 anni, in Italia non ancora sembra possibile parlare né di memoria né addirittura di storia condivisa.

Pietro Brinati, Bruno Lorenzo Lorenzoni, Emilio Balletti e il conte Wilhelm Bernhard Hermann von Hardenberg, comandante di piazza per la provincia di Pistoia, solo per fare qualche nome.

Carlesi ha riportato tutte le vittime dei ripetuti bombardamenti anglo-americani, sia quelli diretti sia sulla popolazione civile del centro urbano, di evidente finalità «terroristica», sia quelli diretti sulla ferrovia o altre infrastrutture strategiche (come la Breda o l’aeroporto militare G. Borri del campo di volo), pubblicando foto delle lapidi che li ricordano ma senza matrice. Alfo Giovannelli, un bambino di allora estratto miracolosamente vivo dalle macerie, si è ritrovato e commosso nella ricerca storica.

I documenti ufficiali citati restituiscono lo spaccato di uno scenario in cui la Repubblica Sociale si adoperò per mitigare l’ingerenza tedesca, forte dopo l’armistizio, e nel non acuire fenomeni di violenza e odio nella popolazione locale.

Nel regno del Sud, il Governo Militare Alleato, Amgot, impose la propria moneta, a differenza della Rsi, in cui si concretizzarono, con i limiti della situazione, sovranità e indipendenza in campo legislativo, amministrativo e monetario (superato un breve frangente con la “moneta tedesca di occupazione”).

Immagini Il dramma della fucilazione dei martiri della Fortezza, «due renitenti, due disertori», partì dalla decisione dell’autorità militare regionale, quindi senza che alcun organo locale potesse intervenire.

La consultazione di atti ufficiali e della stampa (La Nazione e Il Telegrafo, che da fine maggio del ’44 cessarono la pubblicazione per riprenderla dopo l’8 settembre) testimoniano sia la messa in opera di un evoluto sistema di welfare, sia il regolare scorrere della vita, pur nell’atrocità dei bombardamenti e dell’emergenza bellica, con cronache di mostre artistiche, concerti e vendite di case.

Tra fine agosto e i primi di settembre del ’44, solo alcuni appunti giornalieri del segretario degli Istituti Raggruppati registrano gli eventi di Pistoia.

«Dalla ricerca – racconta Carlesi – è emerso un particolare che mi ha colpito, un fenomeno da studiare: i tanti giovani che si arruolarono volontari, alcuni scappando appositamente, per difendere l’onore d’Italia, come i dieci pistoiesi di Il Tempo Nostro [periodico senza fissa cadenza in supplemento al settimanale edito dalla Federazione Fascista Repubblicana di Pistoia – n.d.r.].

«La serietà di un lavoro sta anche nei termini: l’unica puntualizzazione può essere questa, che chi usa volutamente l’espressione “repubblichino”, in luogo di repubblicano, si squalifica da sé, lo storico deve rimanere super partes, non tifare.

«Ognuno trae le conseguenze che vuole, personalmente mi limito a fare per così dire il reporter, portando alla luce fatti e fonti, neutralmente, nei limiti umani, evitando come fanno molti di battibeccare o contraddire altri lavori».

Facciamo a Carlesi un grande ‘in bocca al lupo’ per altri proficui traguardi culturali e musicali, in attesa di rivederlo a presentare il frutto della sua lunga e preziosa ricerca.

[Lorenzo Cristofani]

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