
ROMA-PISTOIA. Avevamo ricevuto la rassicurazione dalla referente, Donata Carradori, dell’imminente invito del Presidente della capofila Co&So, Moreno Sepiacci, a un incontro che sarà utile alla più trasparente conoscenza delle diverse facce del poliedrico mondo dell’accoglienza degli immigrati richiedenti asilo e profughi.
La consultazione delle pagine istituzionali della Prefettura, collegate alla pubblicazione dei contratti di convenzione, è al momento indisponibile (per un guasto tecnico forse), ma sappiamo che è molto formalizzata e arida nei dettagli: per questo preferiamo ricevere chiarimenti e bilanci dalla società capofila di imprese consorziate, la Co&So.
La recente notizia che il presidente Mattarella ha firmato il decreto che eroga altri 600 milioni di euro alle organizzazioni di accoglienza, ci stimola a sollecitare l’incontro, alla luce anche di ulteriori notizie che giungono dalle coste del Sud della penisola, abbordate in modo crescente da imbarcazioni ricolme di centinaia di migranti e profughi.
Se la soluzione all’emergenza è proprio quella delle Ati di imprese aggregate in forma cooperativistica, diventa interessante conoscere i meccanismi che regolano le convenzioni dell’operatività tra i Ministeri romani e le agenzie sul territorio, con buona pace delle organizzazioni clericali, convolte in modo solo marginale alla “distribuzione della torta”.
Sollecitiamo quindi Moreno Sepiacci non solo a riceverci, ma anche a impegnarsi per le raccomandazioni formulate dal vescovo Tardelli nell’incontro con la delegazione di eritrei dello scorso venerdì, soprattutto nell’interesse della più sollecita evasione delle richieste e delle aspirazioni dei giovani profughi.
La prima domanda la anticipiamo qui: in quale area di intervento si colloca l’assistenza agli immigrati-profughi, visto che l’home page della capofila prevede solo quattro settori distinti e dissociati dalla assistenza specifica: territorio, socio-sanità, lavoro e educazione?
Abbiamo già rilevato questa incertezza tra le “professioni” (sito internet di Coop Incontro) e la “pratica”, ovvero l’attività esercitata diffusamente di assistenza per l’intera provincia: perciò proponiamo la riflessione alla considerazione dei nostri lettori.
[Alessandro Romiti]








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