PISTOIA. L’orgoglio dei gay somiglia quello dei minatori in sciopero. Entrambe le categorie, che possono tranquillamente coincidere, hanno un solo unico nemico: Margaret Thatcher. Pride però, in programmazione al cinema Roma d’essai di via Laudesi a Pistoia, pellicola del 2014 diretta da Matthew Warchus, è anche e soprattutto una storia di amicizia e solidarietà, dunque d’amore, quello genuino, puro, senza connotati genitali.
Siamo in Galles, primi anni ‘80. A Onllwin i minatori del carbone sono in sciopero ormai da parecchio tempo, mentre a Londra tutto è pronto per il primo Gay pride. La comunità omosessuale britannica capisce però che la scena politica è giustamente occupata dal dramma del lavoro e allora, ma senza astuzia alcuna, decidono di accompagnare le loro rivendicazioni con un appoggio alla questione degli operai.
Nasce il Lgsm, Lesbians and Gays Support the Miners, il gruppo che alla vigilia della loro prima festa sposerà contemporaneamente un’altra causa, quella dei minatori. Ma nonostante la formazione omosessuale londinese riesca a raccogliere fondi in favore degli scioperanti, la comunità della cittadina gallese si mostra particolarmente avversa ad accettare l’aiuto dei pervertiti.
Ma Mark Ahston, attivista omosessuale, non si arrende e decide di combattere tutte e tre le cause: la sua, personale e rappresentativa, nei confronti di una società che tende ad emarginarlo come omosessuale, quella della comunità omosessuale in generale e quella dei minatori. Un triplice esasperato fronte di battaglia che si muove su uno scenario inquietante: quello del capitalismo imperante sulla scena dei primi decessi di aids.
La battaglia, persa dei minatori, che finiranno per cedere alle lusinghe ricattatorie dei padroni e le prime contromisure della società, alla quale si impone di prendere le dovute e cautelari distanze dal mondo omosessuale, cattolicamente inconcepibile e portatore, tra l’altro malato, dell’hiv.
A distanza di trent’anni dall’ambientamento della pellicola, che racconta una storia realmente accaduta, le cose non sono cambiate poi molto. Certo, quel giorno, alla testa del corteo, con il gruppo degli Lgsm, arrivarono, all’ultim’ora, quasi tutti i minatori gallesi, contraccambiando. Ma da quel 1984, gli omosessuali continuano a vivere una sorta di esistenza parallela in relazione al cosmo degli eterosessuali e al posto dell’aids, per nulla sconfitto, ma solo strategicamente taciuto, proliferano altri nuovi e più potenti virus.


























