ordine & sicurezza. PIAZZA OPLÀ, IL TERZO CAMPO ROM CHE SA DI BUONISMO

La fila di camper con un carrello dell’Esselunga nel mezzo del piazzale

PISTOIA. Mentre aspettiamo, e voi assieme a noi, che le forze dell’ordine, comandate dal Comune, si occupino del campo rom sorto tra Piazza Oplà e l’altro parcheggio lì davanti, prosegue la denuncia di quella che si sta rivelando una situazione grottesca.

Ignoriamo il motivo per cui questo gruppo di rom abbia deciso di staccarsi da uno dei due campi presenti a Pistoia, l’uno a Sant’Agostino e l’altro dietro il nuovo ospedale San Jacopo, ma certo è che stanno creando diversi disagi sia alla popolazione che vive in quella zona, sia ai turisti che, richiamati dalla targa “Capitale della cultura 2017”, si apprestano a venire a Pistoia in camper.

È realmente accaduto che dei turisti chiamassero le forze dell’ordine per farsi spiegare cosa diavolo stesse accadendo in quella che era segnalata come piazzola per i camper, munita di attrezzatura per l’approvvigionamento, rifiutandosi di rimanere avendo come vicini di casa dei rom.

È evidente che la solita accusa di razzismo niente c’entri, poiché lor signori, a quanto pare, sono preceduti dalla loro fama. Ma, appurato ciò, per quale motivo i residentI di questa zona sono costretti a sorbirsi i non graditi ospiti?

Alleghiamo un paio di foto nuove in cui, a debita distanza, poiché ai rom non piace essere immortalati, presentiamo uno spicchio di quel piazzale letteralmente invaso dai loro camper e dalla loro immondizia lasciata per terra.

Rom in piazza oplà

Il risvolto sociale è uno: la percezione della sostanziale impunità di cui godono i rom, ovunque vadano e qualsiasi cosa facciano. E se invece vengono puniti, si tratta di una punizione ridicola, come nel caso dei rom che aggredirono e pestarono due adolescenti alla stazione: vennero comandati gli arresti domiciliari da scontare nel campo rom di provenienza.

Siccome la crisi morde ancora, sono stati creati altri tipi di lavori, così per diversificare la domanda/offerta (a seconda del punto da cui si veda). Uno di questi è il mediatore culturale, il quale per lavoro media tra due culture, il che evidenzia la difficoltà già iniziale di civile convivenza tra i due modi di vivere.

Aspetteremo, dunque, che il Sindaco Bertinelli ingaggi uno di questi signori, il quale medierà tra le parti e tenterà di convincere i rom di Piazza Oplà che non possono fare sempre cosa vogliono.

Presentandoci, successivamente, la parcella da riscuotere.

[Lorenzo Zuppini]

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